Latina, Spoofing – Un’ondata di truffe telefoniche di matrice sempre più sofisticata sta interessando la provincia di Latina, con tecniche che mettono a rischio i dati personali e i risparmi dei cittadini pontini. A lanciare l’allarme è la Polizia di Stato – Questura di Latina, che ha ricevuto numerose segnalazioni da parte di cittadini vittime di raggiri messi in atto tramite chiamate telefoniche con numeri falsificati.
Il fenomeno, noto come “spoofing”, consiste nell’utilizzo di software o applicazioni informatiche capaci di far apparire sul display del telefono numeri istituzionali delle Forze dell’Ordine. In diversi casi, risulta che i malviventi siano riusciti a far visualizzare il numero di emergenza 112 o addirittura quelli diretti della Questura di Latina (ad esempio 0773 6591) e dei Commissariati di P.S. pur chiamando da apparati estranei alle forze di pubblica sicurezza.
Il meccanismo della truffa
Una volta instaurato un contatto telefonico con la vittima, il falso operatore – spacciandosi per un agente di Polizia o dei Carabinieri – denuncia presunti accessi non autorizzati ai conti correnti o addebiti fraudolenti. Sotto la pressione psicologica di evitare ulteriori “attività criminali”, la vittima viene indotta a compiere operazioni di sicurezza che, in realtà, trasferiscono denaro direttamente ai truffatori.
La Questura segnala che in alcuni episodi i truffatori sono riusciti persino a usare numerazioni fisse di uffici di polizia locali, aumentando l’apparente credibilità della chiamata.
Un secondo tipo di raggiro che sta circolando nella provincia riguarda la cosiddetta truffa del “voto alla ballerina”: attraverso messaggi WhatsApp si invita l’utente ad esprimere un voto per un presunto concorso, ma in realtà si tratta di un’operazione finalizzata al furto di account e dati personali, che vengono poi sfruttati per chiedere denaro ai contatti in rubrica delle vittime.
Consigli per difendersi
La Polizia di Stato ha ribadito alcune regole base di prevenzione:
Non fornire mai dati personali o finanziari: informazioni come codici PIN, credenziali bancarie o dati sensibili non vengono mai richiesti dalle Forze dell’Ordine tramite chiamata telefonica;
Riagganciare in caso di sospetto e verificare chiamando personalmente i numeri ufficiali (ad esempio il 112 o quello della Questura di Latina) digitandoli manualmente invece di richiamare tramite tasto funzione; Diffidare di richieste che creano urgenza, poiché spesso l’urgenza è utilizzata come leva psicologica dai truffatori per indurre reazioni affrettate.
Per ogni circostanza sospetta è consigliato contattare la Polizia di Stato o recarsi personalmente presso l’ufficio più vicino, oltre a seguire gli aggiornamenti sulle pagine social ufficiali della Questura di Latina e della Polizia di Stato.
Altri casi di truffa
Oltre alle chiamate con numeri falsificati, la provincia pontina ha registrato negli ultimi anni numerosi casi di truffe alle persone, in particolare agli anziani e mediante false identità:
Nel sud pontino, un uomo si è finto il “figlio” di un 74enne di Lenola riuscendo a farsi accreditare circa 1.600 euro prima di essere individuato dai Carabinieri.
A Santi Cosma e Damiano, due persone provenienti da fuori provincia sono state arrestate in flagranza per una truffa ai danni di un’anziana, con la scusa di saldare un presunto debito della figlia.
Nel territorio di Cisterna di Latina e della città di Latina, i Carabinieri hanno recentemente denunciato un uomo per truffa legata alla vendita di biglietti inesistenti per un concerto e un altro per essersi finto promotore assicurativo inducendo il pagamento di una polizza mai realizzata.
In passato, la cronaca locale ha documentato episodi di truffe agli anziani ben consolidati e tentativi fraudolenti di diverso tipo, come inventarsi pacchi da consegnare o raggiri basati su falsi legami familiari.
Questi episodi si inseriscono in un contesto nazionale più ampio: secondo i dati più recenti della Polizia Postale, le truffe informatiche e le frodi online in Italia sono in crescita significativa, con migliaia di casi denunciati e oltre 180 milioni di euro sottratti solo nel 2024.
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