Acqualatina ed Egato 4, astio tra il presidente uscente Stefanelli e Fdi

LATINA – Che i rapporti tra Gerardo Stefanelli e Fratelli d’Italia non siano mai stati idilliaci né al comune di Minturno né presso l’amministrazione provinciale che il sindaco lascerà il 15 marzo dopo un mandato quadriennale iniziato nel dicembre 2021, la riprova si è avuta martedì mattina quando c’è stato il commiato da parte dello Stefanelli dal consiglio provinciale che resterà in carica sino al giugno prossimo. Il pomo della discordia è stato rappresentato dal ruolo svolto dal presidente della Provincia in seno alla conferenza dei sindaci dell’Egato 4 che sulla carta rappresentano con il 51% delle quote l’azionariato pubblico all’interno di Acqualatina. Stefanelli con un pizzico di orgoglio ha rivendicato la capacità dell’ex Ato 4 di aver intercettato circa 92 milioni di euro di finanziamenti pubblici, di cui oltre 40 milioni dal PNRR, per il risanamento della rete e il miglioramento del servizio. Lo stesso presidente uscente della Provincia ha difeso a denti stretti il nuovo Statuto dell’Egato e, cogliendo l’occasione, ha criticato l’ostracismo politico sul tema da Fratelli d’Italia e del comune più importante della quota pubblica, quello di Latina.

A prendere le distanze dall’ormai presidente della Provincia sostenuto dal 2021 da Forza Italia, dal Pd e da alcuni sindaci civici è stato il coordinatore comunale di Fratelli d’Italia Dino Iavarone. Ha parlato anche conto della sindaca del comune capoluogo Matilde Celentano? Di certo, il massimo dirigente di Fdi di Latina è un fiume di veleni contro il sindaco di Italia viva di Minturno. “Comprendiamo che per Gerardo Stefanelli quello di martedì sia stato l’ultimo Consiglio provinciale da presidente. Comprendiamo anche che probabilmente immaginava per sé un futuro diverso e che le cose, evidentemente, siano andate altrimenti. Ma, per restare in tema d’acqua, il tentativo di avvelenare i pozzi distorcendo la realtà appare francamente un po’ puerile.” Per Iavarone la Giunta Celentano non è mai stata “contraria al nuovo Statuto né alla nascita di un nuovo Ato. Siamo stati e restiamo favorevoli a un ente d’ambito realmente autonomo e moderno. Quello che abbiamo sempre contestato è stato il metodo Stefanelli che avrebbe voluto un nuovo Ato sì, ma con un presidente nominato. E ovviamente quel presidente avrebbe dovuto essere lui in qualità di presidente della Provincia.”

Iavarone per difendere la sua tesi afferma come in nessuno degli Ato costituiti in Lombardia, Piemonte o Emilia-Romagna è prevista la nomina del presidente, “che invece viene eletto. Il Comune di Latina non ha mai chiuso al dialogo su questa modalità, ha solo ravvisato la necessità di discuterne nel merito e nel valutare la figura di Stefanelli stesso. Insomma, Latina ha semplicemente chiesto di ragionare su questo punto, nulla di più. Non è lesa maestà chiedere regole chiare in vista di un cambiamento così importante. Per tutta risposta, ai Comuni è stata imposta un’accelerazione. Stefanelli ha imposto, in pratica, un voto sulla sua persona, ed ha perso, non certo con il solo voto contrario del Comune di Latina. Un aut aut che non ha giovato, come dimostra anche la situazione di oggi, completamente diversa da quella di ieri.”. Iavarone, ancora al vetriolo, ha ricordato inoltre che “siano passati due anni da quella richiesta. Dopodiché, dell’Ato non si è più parlato. Se davvero era una priorità assoluta, come mai tutto questo silenzio? Forse perché la volontà politica, a quel punto, era venuta meno.” E il finale del coordinatore comunale di Latina è stato un verbale spettacolo pirotecnico: ”Va bene togliersi qualche sassolino dalle scarpe a fine mandato – ha concluso Iavarone – ma se si è stati i primi a riempirsi le scarpe di sassi forse occorrerebbe guardare in faccia la realtà e non prendersela con qualcun altro. I cittadini meritano serietà e trasparenza, non polemiche dell’ultimo minuto.”
Questo vivace dialettico tra Stefanelli e Fdi una circostanza politica l’ha evidenziato: se c’è stato un accordo politico nel centro destra per la presidenza della Provincia, Fratelli d’Italia (e la Lega) hanno mandato un segnale politico a Forza Italia e al Senatore Claudio Fazzone: su Acqualatina ciascuno rimanga sulla proprie posizioni. Divisi e….scontenti.