GAETA – Continua a piovere sul bagnato nell’amministrazione comunale di Gaeta. Non bastava il disco rosso alla candidatura, reclamizzata in ogni dove istituzionale, per diventare nel 2026 la capitale italiana del mare, pessime notizie per la Giunta Leccese arrivano da Bologna. La Corte dei Conti (presidente Marco Valerio Pozzato, consiglieri Tiziano Tessaro, Cristian Pettinari, Ilaria Pais Greco, Antonino Carlo, Massimo Galiero e Massimiliano Maitono) dell’Emilia Romagna, rispondendo ad un preciso quesito di un comune come Gaeta, Riccione, in provincia di Ravenna (un cittadina che ricomparsa come una maledizione) in materia di partenariato pubblico-privato/finanza di progetto – in base all’articolo 193 del decreto legislativo 36/2023, il più noto Codice degli Appalti, avente ad oggetto non la concessione ventennale degli stabilimenti balneari ma la realizzazione e gestione integrata di opere pubbliche e servizi di interesse generale nel sistema porto canale, lungo il litorale e la gestione dei servizi urbani. La magistratura contabile emiliana con la delibera numero 15/2026 in 15 pagine ha censurata la procedura avviata dal comune di Riccione aggiungendo un aspetto giuridico che potrebbe mandare ulteriormente in frantumi i progetti di finanza gaetani per la gestione nei prossimi 20 anni delle strutture turistico-ricettive: non è assolutamente consentito il diritto di prelazione perché se lo fosse permetterebbe – è la versione della Corte dei Conti dell’Emilia Romagna – al promotore del progetto di pareggiare l’offerta migliore in sede di gara, subentrando nell’aggiudicazione. Secondo il diritto comunitario questa clausola – prevista dalle 15 proposte di project financing approvati dal consiglio comunale di Gaeta – violerebbe i principi della libera concorrenza. Il comune di Riccione in effetti aveva interpellato la Corte dei Conti emiliana chiedendole un parere circa un quesito: e se la prelazione riducesse il rischio di contenziosi e se fosse applicabile al momento della presentazione del progetto di finanza. La Corte dei Conti è stata chiara : ogni decisione amministrativa deve ora scontrarsi con il quadro europeo, che considera la prelazione incompatibile con il mercato unico. La legge numero 1/2026 garantisce una forma di protezione legale per gli amministratori che seguono gli orientamenti della Corte ma i magistrati contabili emiliani nelle loro 25 pagine di ordinanza che, nonostante questo ombrello normativo, il Comune non viene esonerato da rischi e la Corte dei Conti inaugura per Riccione e, indirettamente, per il comune di Gaeta una fase di incertezza: lo strumento del project financing corre il rischio di subire un ridimensionamento per l’intero comparto balneare. Interrogato su questo pronunciamento, l’avvocato Alfredo Zaza D’Aulisio, legale apprezzato per la sua preparazione in materia di demanio marittimo: “La Corte dei Conti non boccia la praticabilità dello strumento del progetto di finanza ma chiede di evitare la previsione del diritto di prelazione. La Corte dei Conti dell’Emilia Romagna però ha omesso di inserire un correttivo previsto dal decreto legislativo numero 209 del 31 dicembre 2024 che legittima in una gara vera e propria il ricorso alla prelazione”.