Don Mariano lascia Formia per Hong Kong, Ultima cena a Don Bosco

FORMIA – Chi piangeva, chi applaudiva e chi rimaneva in silenzio con un mix di incredulità e stupore. Dopo 26 anni di sacerdozio non è stata facile la messa “In Coena Domini” che don Mariano Salpinone ha presieduto la serata di Giovedì Santo presso la chiesa del Cuore Immacolato di Maria, nel villaggio Don Bosco di Formia. Il 51enne sacerdote di Gaeta- una delle colonne portanti (sotto ogni profilo) della Chiesa del Golfo – il prossimo autunno lascerà la Diocesi e l’Italia. Destinazione l’Estremo Oriente, probabilmente la città stato di Hong Kong che, dopo essere stata sotto il controllo del Regno Unito, dal 1997 è considerato un baluardo economico del “Dragone”, della Repubblica Popolare Cinese.
Che quella di giovedì sera dovesse essere una messa speciale ed impegnativa, don Mariano Salpinone l’ha evidenziato dalle battute iniziali della stessa funzione religiosa: scarso ed insistente feeling dialettico (contrariamente al solito) con i fedeli e diversi momenti in cui il sacerdote di Gaeta, ricordando i suoi compianti genitori, è stato protagonista di diversi vuoti in cui la commozione e l’emozione sono diventati un unicum per l’uditorio che si era dato appuntamento nella parrocchia più importante e viva di Formia per iniziare il triduo Pasquale
E che don Salpinone dovesse effettuare un annuncio shock l’hanno capito un po’ tutti in occasione dell’attesa omelia, anche se tutti non hanno messo in conto quanto stava per dire… Il parroco l’ha fatto stranamente seduto, affiancato da altri sacerdoti che hanno reso il villaggio Don Bosco multietnico e ancora più vivo di quanto già fosse prima del devastante incendio che nella notte tra Venerdì e Sabato Santo 2023 distrusse parzialmente la chiesa “aperta” alla fine degli anni settanta dai salesiani.
Don Mariano Salpinone ha dovuto gestire il suo apprezzato self control quando si è trattato di comunicare al suo “gregge” il disco verde concessogli dall’Arcivescovo di Gaeta mercoledì in occasione della tradizionale messa crismale in cattedrale: “Ora puoi dare. I tempi e le modalità le decideremo insieme” – gli ha detto Monsignor Luigi Vari
E la destinazione del sacerdote di Gaeta ma formiano di adozione sarà l’estremo Oriente, un quadrante del pianeta che Don Salpinone conosce, oltre alla lingua, meglio delle sue tasche. “Embè vado ora dopo che nel 2009 quando era tutto pronto il viaggio saltò per un incidente automobilistico”. Don Salpinone si trovava in sella al suo scooter che utilizzava ed utilizza tuttora per essere sempre puntuale ai suoi impegni di sacerdote, tra una funzione religiosa ed un raduno con gli Scout, tra un ritiro di un gruppo di Azione Cattolica e quello dei bambini frequentanti la scuola elementare e media
“Vi prego solo di non piangere ma di continuare a pregare per me. Lo chiedo anche a coloro mi ha preceduto e ora in cielo mi staranno vicino in questo nuovo servizio” – ha aggiunto don Salpinone che lascia la Chiesa di Gaeta e Formia. Lo fa con inatteso “un regalo che mi ha fatto proprio oggi il sindaco Gianluca Taddeo – ha rivelato – Sinora un dormitorio per i senza tetto durante la stagione fredda l’abbiamo gestito noi, ora ci penserà il comune attraverso il Consorzio che gestisce, come l’ex distretto socio sanitario, i servizi socio assistenziali”. Don Mariano non volerà subito tra i grattacieli di Hong Hong. Ha altro da fare e l’ha fatto intendere nel corso della sua omelia a cui hanno assistito – ironia della sorte – molti fedeli provenienti da Penitro, la “mia prima comunità che porto nel cuore prima di venire qui a Don Bosco”.
E’ prematuro stilare bilanci ma questo sacerdote per strappare un “vai” all’Arcivescovo di Gaeta ha dovuto – ma non c’era neanche bisogno – portare in dote una serie chilometrica di risultati. Innanzitutto don Mariano ha centrato un obiettivo molto caro alle gerarchie ecclesiastiche: responsabilizzare i laici, a prescindere dalle loro carte d’identità, creando innanzitutto un’intensa rete di rapporti (che hanno portato frutti in quantità industriale) tra le diverse associazioni laicali operanti in una comunità che, grazie al suo auditorium – è diventata una sorta di agorà culturale e aggregativa per Formia e per l’intero Golfo. Inimmaginabile sino a qualche fa quando quel luogo era una discarica, più o meno legalizzata. L’incendio nella settimana santa di tre anni fa è stato un altro quid che ha responsabilizzato un po’ tutti a fare qualcosa. E non soddisfatto, prima di acquistare il biglietto aereo di sola andata per Hong Hong, don Salpinone che non ti aspetti ha fatto un altro miracolo: è stato capace, in stretta collaborazione con una serie di tecnici della parrocchia (in testa il geometra Liberace) di intercettare gli ultimi fondi disponibili del Bonus 110 per ridare un look ad una struttura – quella attigua allo storico e rilanciato oratorio – che stava per sbriciolarsi a causa di un datato stato di abbandono e di incuria. Don Salpinone lascerà la sua Gaeta, la sua Formia, l’intero Golfo con la convinzione di aver completato un qualcosa che nessuno – neanche il più stakanovista in circolazione- avrebbe osato pensare e tantomeno realizzare. La Chiesa – come sapientemente affermava papa Francesco – non è carrierismo, la comunità del Villaggio Don Bosco avrà in autunno un nuovo pastore (forse più bravo di don Mariano, chissà) ma questo poliedrico – conosce e parla il cinese meglio del gaetano – ed instancabile sacerdote mancherà a tanti. A coloro i quali nel corso di questi anni – dai giovani alle coppie in difficoltà, dai senza lavoro agli immigrati senza un tetto – l’hanno cercato e lui si è fatto sempre trovare pronto con un gesto materiale, con un sorriso o con una parola di conforto su un letto di ospedale. Anche lì è riuscito ad assecondare scherzosamente i medici di fronte a diagnosi simili a sentenze contenenti condanne a morte. Don Salpinone il sacerdote l’ha sempre fatto…25 ore al giorno. E se ne renderanno conto ben presto i suoi nuovi fedeli. “Hanno gli occhi a mandorla? – ha scherzato il sacerdote – Prima che con la bocca si parla con il cuore”. Mica una cosa di poco conto per qualcuno che , Vangelo in mano, vuole andare sino in fondo…guardando l’orizzonte.