FORMIA, clinica Casa del Sole – Una prima volta (in provincia) di Latina che meriterà l’adeguato spazio su alcune riveste specializzate internazionali. Un intervento chirurgico, innovativo e riuscito, che ha evidenziato come sia fondamentale la rete tra paziente e medici del territorio e, a livello ospedaliero, tra chirurghi, radiologici, oncologi, infermieri e personale ausiliario. Sta bene ed è tornata a lavorare in un panificio di Sezze e a fare la mamma di due bellissimi bambini, la donna di 29 anni sottoposta ad un delicato intervento chirurgico consistito con la “resezione del sesto segmento epatico in laparoscopia con dissettore ad ultrasuoni”. Insomma la donna aveva un tumore, un adenoma nella zona del fegato di cui si era accorta – l’ha raccontato il professor Giovanni Baiano, una delle eccellenze laziali della chirurgia tumorale che dopo essere stato una colonna dell’Asl presta il suo bagaglio esperienziale e preparazione presso la clinica polispecialistica “Casa del Sole” di Formia – “attraverso un puntino che le aveva procurato del dolore”.
E’ stata brava e attenta la donna ad informare il suo medico di base che le diagnostica di sottoporsi ad un’ecografia. L’esame inizialmente aveva rivelato un semplice nodulo ma la sua ripetizione ha permesso di scoprire l’esistenza di una massa tumorale che, posizionata in una zona semisconosciuta dell’organo epatico, si era ingrandita di quasi sei volte nel giro di pochissimo tempo arrivando a misurare sette centimetri!” – ha tenuto a precisare nell’intervista video allegata il dottor Baiano , uno dei collaboratori del professore Jack Belghiti, presso l’ospedale “Beaujion” di Parigi, un’autorità mondiale nel campo dell’oncologia dell’apparato digerente e del trapianto da donatore vivente.

La particolarità di questo intervento chirurgico, oltre alla durata (poco più di due ore), è stata la tecnica laparoscopica utilizzata che, oltre ad circoscrivere ed asportare l’adenoma (all’altezza dell’ombelico), non ha interessato altri organi della giovane donna di Sezze. La prevenzione ma anche la tempestività dell’operazione – ha aggiunto il professor Baiano nel corso di una conferenza stampa cui hanno preso , oltre al patron e direttore sanitario della clinica “Casa del Sole”, il dottor Maurizio Costa, i figli Gianni e Marco, il sindaco di Formia Gianluca Taddeo ed il presidente provinciale della Fimmg (la federazione che raggruppa i medici di medicina generale) Erasmo Di Macco- sono stati fondamentali per la sua stessa riuscita. E’ stato infatti evidenziato come una massa tumorale superiore ai cinque centimetri possa rompersi facilmente e, provocando un’emorragia interna, è causa di morte per qualsiasi paziente. La paziente di Sezze naturalmente ha avuto una fase post chirurgica molto attenta per quanto riguarda l’alimentazione e la gestione, inevitabile, del drenaggio, almeno nei primi giorni successivi alla sala operatoria. Nell’entourage della clinica di via Giuseppe Paone si respirava un clima di legittima soddisfazione che, condivisa a distanza dai vertici e dalla direttrice generale dell’Asl di Latina Sabrina Cenciarelli, perché questa specifica resezione ha posto fine ad un preoccupante ingrandimento dell’edema, le cui cellule sono capaci di moltiplicarsi 28 volte più velocemente rispetto alla norma trasformando in maligno un tumore che, oltre ad essere raro, può trasformare geneticamente l’organo in cui è sorto e attaccare altre zone confinanti dell’organismo.
La conferenza stampa della “Casa del Sole” ha posto in evidenza un altro allarme che ha una forte valenza sociale che, in sanità, ha sempre ripercussioni economiche e psicologiche per il paziente e per i suoi familiari. L’adenoma epatico è un tumore in forte aumento e sta colpendo giovani donne in età fertile e assumono anticoncezionali per evitare maternità non gradite. Fortunatamente L.F. ora sta bene, è tornata a vendere con il suo smagliante sorriso l’ottimo pane e le prelibate crostate di amarena di Sezze ma la sua vicenda, umana e clinica, ha fornito altri due elementi di interesse. “Siamo una squadra” è lo slogan che ripete da sempre come una piacevole litania Maurizio Costa e i suoi figli Gianni e Marco e all’appuntamento con i cronisti c’erano – non a caso – il primario radiologo Salvatore D’Auria e la ginecologa Barbara Nola che, insieme ad un’equipe di anestesisti, ferristi e infermieri, hanno permesso alla mamma-panettiere di Sezze di ritrovare il sorriso dopo mesi che non saranno stati una passeggiata di salute. Questo intervento, poi, ha confermato come la prevenzione continua ad essere la “migliore” arma che ha la sanità, sia essa pubblica che quella pubblico-convenzionata, per contrastare l’insorgenza di tumori. Non è stato un caso che la famiglia Costa abbia centrato un altro riuscito risultato: le istituzioni ed il territorio devono parlarsi di più e meglio. Un ruolo, importante, in tema di screening lo sto sta svolgendo l’amministrazione comunale di Formia (quella di Gaeta era rappresentata dal consigliere comunale Raffaele Matarazzo) ma diventa quasi commovente quello che svolgono da anni a livello quotidiano i volontari della delegazione del sud pontino della Croce Rossa Italiana che da quando è presieduto da un medico chirurgo come Alessandro Sparagna ha impresso un maggior tasso qualitativo alla sua già apprezzata attività assistenziale.
L’’intervento del presidente della Fimmg, Erasmo Di Macco, doveva essere pungente e non ha tradito le aspettative. I medici di medicina generale sono arrivati a proclamare lo stato di agitazione ma è arrivato il momento che la Regione e l’Asl di Latina riconoscano quanto dovuto, in termini di indennità economiche e contrattuali, a questi insostituibili ‘guardiani’ del territorio, la cui azione di prevenzione continua a svolgere un ruolo di ammortizzatore economico nei confronti degli ospedali e, più in generale, della sanità, sia essa pubblica che privata”.
VIDEO Intervista al Dott. Giovanni Baiano
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