Un momento dedicato al tema del turismo accessibile e inclusivo per favorire la piena partecipazione al tempo ricreativo e il diritto di muoversi e viaggiare di tutte le persone con disabilità. Con questa nobile ed impegnativa mission l’associazione “Liberautismo” di Formia nella giornata di mercoledì 22 aprile sarà presente a Firenze all’atteso evento che, organizzato dal Ministero per la disabilità, s’intitola “Italia Insieme, Turismo Accessibile e Territorio” e si svolge presso la storica Leopolda. L’iniziativa ha già registrato un prevedibile sold out in termini di partecipazione di Istituzioni, delle Regioni, degli Enti locali oltre che del mondo associativo e degli Enti del Terzo Settore. Verranno presentati progetti, buone pratiche e nuove opportunità di sviluppo delle competenze per implementare la qualità dell’accoglienza e la formazione degli operatori del settore turistico. LiberAutismo sarà presente presentando il suo significativo ed apprezzato progetto, lo “SpritzAut”, che ha raccolto adesioni e attestati di felicitazioni in diversi angoli d’Italia. “Questa iniziativa del Ministero per le disabilità – osserva il presidente di liberautismo, l’avvocato Pasquale Marino – è una vetrina davvero significativa per i progetti, le buone pratiche reali che arrivano dal “basso”. Per noi esserci significa una cosa chiara: stiamo andando nella direzione giusta.’SpritzAut – Brindiamo all’inclusione!’ non è solo uno slogan: è il nostro modo di creare relazione, opportunità e partecipazione reale. Perché ogni giorno lavoriamo per qualcosa che va oltre l’evento: formare competenze durature- specifica Laura De Fabritiis – costruire percorsi solidi e dare valore al progetto di vita di ogni persona E diciamolo senza giri di parole: questo richiede impegno, costanza e visione. Non si improvvisa. Si costruisce, passo dopo passo. A Firenze stiamo portando le nostre esperienze, le nostre sfide, ma soprattutto la nostra idea di futuro. Grazie a chi ogni giorno non molla. A chi si forma, si mette in gioco, cresce. A chi crede che l’inclusione non sia uno slogan ma – conclude la professoressa De Fabritiis – una responsabilità”