Assistenza domiciliare bloccata nel sud pontino: pazienti fragili senza cure dal 1° luglio

SUD PONTINO – Piovono le prime proteste e disagi per il blocco dal 1 luglio dell’assistenza domiciliare sul territorio del distretto 5 dell’Asl, quello del sud pontino. La Regione Lazio ha modificato la piattaforma attraverso cui vengono inviate le richieste di assistenza, ma la transizione si è rivelata inefficace: come segnalato dagli stessi medici di medicina generale ai pazienti, al momento non risulta operativa né la piattaforma precedente né quella nuova. La Centrale Operativa Territoriale di Gaeta non è stata messa nelle condizioni di gestire il nuovo sistema e il servizio risulta sospeso a tempo indeterminato. A pagarne il prezzo sono i più fragili: pazienti oncologici, persone allettate, anziani non autosufficienti che dipendono dall’assistenza domiciliare per prelievi, medicazioni, trasfusioni e gestione dei cateteri.

Si tratta di prestazioni che non ammettono “periodi di rodaggio”: un problema tecnico-amministrativo si traduce, in questo caso, in cure salvavita lasciate scoperte. E poi c’è un paradosso. La Centrale Operativa Territoriale è una struttura prevista e finanziata nell’ambito del Pnrr che, disciplinata normativamente dal decreto ministeriale 77/2022 che ha riformato l’assistenza territoriale, è stata pensata proprio per coordinare e rafforzare la sanità di prossimità. “Il fatto che una simile infrastruttura vada in crisi al primo cambio di software dimostra che la transizione è stata gestita senza adeguato collaudo, senza affiancamento tra vecchio e nuovo sistema e senza formazione sufficiente del personale”. La denuncia politica è del circolo di Formia e del sud-Pontino di Europa Verde.

I portavoce Beniamino Gallinaro e Maria Rita Manzo in una nota hanno chiesto di conoscere “chi ha deciso questa transizione, con quale atto formale e sulla base di quale cronoprogramma? Ma anche il ripristino immediato di una procedura ponte manuale per garantire le prestazioni domiciliari indifferibili, fino alla piena operatività della piattaforma oltre che la pubblicazione di dati ufficiali sulle richieste ADI/CAD rimaste inevase dal 1 luglio e sui tempi previsti per il ripristino del servizio. Per i due attivi dirigenti di Europa Verde sarebbe “un errore ridurre tutto a un problema informatico. Il blocco si inserisce in una carenza cronica di personale medico che il territorio subisce da anni. Un fenomeno tutt’altro che isolato: visite specialistiche di controllo — come quelle diabetologiche — vengono prenotate con mesi di anticipo e poi cancellate dall’Azienda per “mancanza di medici”.

È il segnale di un sistema che fatica a garantire persino il follow-up dei pazienti cronici. Insomma “risposte immediate” vengono sollecitate all’Asl di Latina e alla Regione Lazio ma la stessa Europa Verde annuncia una mobilitazione affinchè la questione venga portata all’attenzione dei Consigli comunali del Golfo di Gaeta. “La salute delle persone più fragili non può dipendere dal funzionamento di un portale” – hanno concluso amareggiati Gallinaro e la professoressa Manzo.