LATINA – Torna l’allerta West Nile in provincia di Latina. Nel territorio pontino è stato infatti accertato il primo caso di positività registrato nel Lazio dall’inizio del 2026. La notizia, appresa da fonti sanitarie, riporta l’attenzione su un’area che già durante la scorsa estate era risultata tra le più colpite dalla circolazione del virus a livello regionale.
L’accertamento del contagio apre di fatto la nuova fase di sorveglianza per la stagione estiva e autunnale, il periodo dell’anno in cui aumenta il rischio di trasmissione a causa della maggiore presenza di zanzare. Il virus West Nile viene infatti trasmesso all’uomo principalmente attraverso la puntura di insetti infetti.
Nella maggior parte dei casi l’infezione non provoca sintomi oppure si manifesta con disturbi lievi, come febbre, malessere generale e dolori. Più delicata è invece la situazione per anziani, pazienti immunodepressi e persone con patologie pregresse, nei quali il virus può determinare complicazioni neurologiche anche gravi. Per questo motivo il nuovo caso viene seguito con attenzione dalle autorità sanitarie, chiamate a monitorare l’eventuale comparsa di altri contagi e a rafforzare le attività di prevenzione sul territorio.
La provincia di Latina resta dunque un’area particolarmente sensibile. Nel corso del 2025 il territorio pontino aveva fatto registrare numerosi episodi di infezione, diventando il principale focolaio del Lazio. Il primo caso del 2026 conferma la necessità di non abbassare la guardia. Accanto alla sorveglianza sanitaria assumono un ruolo fondamentale gli interventi di disinfestazione e le misure utili a limitare la proliferazione delle zanzare, già avviate in diversi comuni.
Importante anche la collaborazione dei cittadini, soprattutto nell’eliminazione dei ristagni d’acqua presenti in giardini, balconi, sottovasi e contenitori all’aperto, ambienti nei quali gli insetti possono riprodursi con maggiore facilità. L’invito resta quello di adottare le normali precauzioni, evitando allarmismi ma mantenendo alta l’attenzione, soprattutto nei confronti delle persone più fragili.