Stato di agitazione alla clinica di Formia “Sorriso sul Mare”

Un’altra bomba sociale ed occupazionale è stata innescata nel già precario tessuto sociale ed occupazionale di Formia. L’assemblea sindacale unitaria svolta nella giornata di venerdì 10 luglio ha deliberato lo stato di agitazione presso la clinica psichiatrica “Sorriso sul Mare”, la struttura che di recente è stata prelevata da una nuova proprietà, la “Sarra Medical Group srl”. La Funzione Pubblica della Cgil e della Uil di Latina e Frosinone innanzitutto hanno fatto sapere come sia emersa tra il personale “una forte preoccupazione in merito alla reale sostenibilità economica dell’Azienda, anche alla luce del recente passaggio di proprietà della stessa, elemento che aggrava il clima di incertezza già determinato dalle criticità sopra esposte”. I lavoratori hanno segnalato “la difficoltà di approvvigionamento e la carenza di forniture di base indispensabili all’attività assistenziale dei pazienti quali carta igienica, posate e pannoloni” e, “con estrema gravità”, hanno fatto sapere di “non aver ancora ricevuto il pagamento della retribuzione relativa al mese di giugno 2026, circostanza che aggrava ulteriormente il quadro di incertezza sopra rappresentato e che rende ancor più urgente ed indifferibile un confronto con l’Azienda”.

Le maestranze sono sul piede di guerra – e l’hanno fatto sapere in una lettera aperta al “Sarra Medical Group Srl” e al direttore sanitario della “Sorriso sul mare il Segretario Territoriale Funzione Pubblica della Cgil Frosinone-Latina Claudio Maggiore e la segretari Generale della Funzione Pubblica della Uil di Latina Ida De Masi – anche perché la proprietà della clinica ha sospeso le ferie estive già programmate ed autorizzate. I sindacati richiamo l’esito di un incontro svolto lo scorso 14 maggio 2026, “allorché venne esplicitamente richiesto all’Azienda di valutare le possibili criticità organizzative derivanti dal sovrapporsi di ferie estive e assenze del personale, situazione della quale l’azienda risultava già a conoscenza. In quella sede l’azienda dichiarò – hanno aggiunto Maggiore e De Masi – che, non sussistendo problemi in merito, non vi sarebbe stata alcuna necessità di procedere ad assunzioni di personale per le sostituzioni”. E invece. “Si è giunti al mese di luglio e, nonostante le richieste comunicate dai lavoratori con il dovuto preavviso, l’Azienda ad oggi non ha provveduto ad alcuna sostituzione. Al contrario, ha comunicato – peraltro solo verbalmente e senza consentire alcuna possibilità di replica da parte della Direzione – la sospensione delle ferie estive già programmate e autorizzate al Personale Educatore. Questo comportamento aziendale, unito alla persistente mancanza di riscontri e alla indisponibilità al confronto, ha generato tra il personale un forte stato di allarme in relazione all’intera situazione organizzativa della struttura”.

L’assemblea di venerdì ha anche denunciato la carenza di personale e la mancata sostituzione degli assenti: “In particolare, infermieri e OSS si trovano sempre più frequentemente a dover coprire, da soli, due moduli contemporaneamente anche su piani diversi, senza che le assenze vengano in alcun modo sostituite. Ne deriva un evidente aumento dei carichi di lavoro, con conseguenze dirette sullo stress lavoro-correlato del personale”. E non è finita. La Funzione Pubblica della Cgil e della Uil hanno contestato il mancato pagamento, entro il termine del 30 giugno 2026, della banca ore, così come confermato dall’Azienda nel verbale del 14 maggio 2026 a conferma dell’impegno già assunto in data 20 gennaio 2026”. Inadempienze sono state segnalate anche rispetto agli ulteriori impegni assunti nell’incontro del 14 maggio. La nuova proprietà si era impegnata a effettuare le opportune verifiche in merito al pagamento del lavoro straordinario, come prevede il contratto collettivo nazionale di lavoro, e dei relativi arretrati. La nuova proprietà della “Sorriso Sul mare” aveva promesso lo svolgimento di un incontro dopo il 15 giugno ma “ad oggi, nonostante le note sindacali inviate, nessuna convocazione è stata disposta, e nessun riscontro è stato fornito su alcuno dei punti sopra richiamati”. Da qui la decisione dei lavoratori presenti di deliberare all’unanimità la dichiarazione dello stato di agitazione e di richiedere formalmente di essere convocati per un incontro sindacale anche in modalità videoconferenza entro e non oltre lunedì 20 luglio 2026.”. Se questa richiesta non dovesse essere evasa, l’assemblea ha conferito ai sindacati di categoria “di procedere, senza ulteriore preavviso, all’attivazione di tutte le iniziative e procedure previste dalla normativa vigente, ivi compresa la procedura di raffreddamento dinanzi alla Prefettura di Latina ritenendo la situazione, per le reiterate e persistenti inadempienze, non più tollerabile”.