La Guardia Costiera ha contestato alcune irregolarità alla società incaricata del servizio di salvamento. Il controllo ha riguardato una sola postazione. Il Comune replica: «Il dispositivo non era scaduto, le bombole di ossigeno sono state fornite il giorno successivo». Si attende il verbale definitivo
LATINA –
Una bombola di ossigeno assente, un defibrillatore al centro di valutazioni contrastanti e alcuni documenti che non sarebbero stati disponibili al momento dell’ispezione. Il controllo effettuato dalla Guardia Costiera presso una postazione di salvamento delle spiagge libere di Latina ha fatto scattare una sanzione amministrativa e riacceso i dubbi sull’organizzazione di un servizio partito soltanto alla fine di luglio, dopo una lunga e complessa procedura di affidamento.
L’ispezione è stata eseguita lunedì mattina dai militari della Guardia Costiera di Terracina nell’ambito di una più ampia attività di vigilanza sul lungomare latinense. I controlli erano rivolti principalmente a verificare il corretto utilizzo dell’arenile demaniale da parte dei titolari delle concessioni, degli stabilimenti balneari e delle spiagge libere attrezzate, oltre che a contrastare l’occupazione preventiva della spiaggia con ombrelloni e altre attrezzature lasciate sull’arenile prima dell’arrivo degli utenti.
Nel corso delle verifiche è stato sanzionato anche un noleggiatore di Foce Verde, accusato di avere collocato abusivamente alcuni ombrelloni prima che fossero effettivamente richiesti dai clienti. L’attenzione dei militari si è poi concentrata su una delle postazioni comunali di assistenza ai bagnanti attivate alla fine di luglio e affidate alla Leone Srl di San Felice Circeo.
La postazione controllata si trova nel tratto “A” del lungomare, nella zona più vicina a Capoportiere, subito dopo gli alberghi in direzione di Foce Verde. L’ispezione, avvenuta alla presenza di numerosi bagnanti, ha portato alla contestazione di alcune irregolarità relative alle dotazioni sanitarie e alla documentazione del servizio.
Per formalizzare la sanzione è stato richiesto anche l’intervento del coordinatore della società. La violazione è stata contestata ai sensi dell’articolo 1164 del Codice della navigazione, che disciplina le inosservanze relative all’uso del demanio marittimo e alle disposizioni impartite dalle autorità competenti. Il verbale sarà trasmesso anche al Comune di Latina, chiamato a valutare gli eventuali provvedimenti di propria competenza nei confronti dell’operatore incaricato.
Le contestazioni e la replica del Comune
Le prime ricostruzioni riferivano che la postazione fosse priva sia della bombola di ossigeno sia del defibrillatore, dispositivi indispensabili per intervenire tempestivamente in caso di emergenza. Su questo punto, tuttavia, la versione fornita dall’amministrazione comunale introduce una distinzione significativa.
L’assenza della bombola di ossigeno non viene contestata. L’assessore alla Marina Gianluca Di Cocco ha ammesso che, al momento dell’ispezione, l’attrezzatura non si trovava presso quella specifica postazione. La mancanza sarebbe stata determinata, secondo il Comune, da una scelta organizzativa e non dalla volontà di lasciare i bagnini privi delle dotazioni necessarie.
Dopo il controllo sono stati avviati immediatamente degli approfondimenti e le bombole sono state acquistate e distribuite a partire dal giorno successivo. Il tempestivo intervento ha risolto la carenza materiale, ma non cancella il dato accertato durante l’ispezione: in quel momento il presidio controllato era sprovvisto dell’ossigeno.
Più controversa è la questione del defibrillatore. Di Cocco sostiene che il dispositivo fosse presente e che durante il controllo sarebbe stata inizialmente considerata come scadenza la data di produzione, risalente al 2025. La validità delle relative componenti sarebbe invece fissata al 2028.
La documentazione tecnica è stata successivamente consegnata alla Guardia Costiera e la questione resta sottoposta agli accertamenti. Sarà quindi il verbale definitivo a chiarire se il defibrillatore fosse effettivamente conforme e immediatamente utilizzabile o se sussistesse una violazione.
Anche sui certificati richiesti durante l’ispezione l’amministrazione invita ad attendere. Alcuni documenti, secondo quanto riferito dall’assessore, non sembrerebbero essere espressamente previsti dall’ordinanza di sicurezza balneare. Il Comune ha comunque scelto di trasmettere tutto il materiale richiesto, senza aprire un contrasto con gli organi di vigilanza.
«Non intendiamo sottrarci ai controlli e non intendiamo mettere in discussione il ruolo degli organi preposti alla vigilanza», ha precisato Di Cocco, ricordando che la verifica ha riguardato una sola postazione e non l’intero sistema di salvamento delle spiagge libere.
Il punto viene sottolineato più volte dall’amministrazione: i rilievi emersi in un singolo presidio devono essere verificati e, se confermati, corretti, ma non possono essere automaticamente estesi a tutte le postazioni attive lungo il litorale. Resta tuttavia necessario accertare se le dotazioni mancanti o contestate rappresentassero un episodio isolato oppure fossero la conseguenza di una scelta organizzativa applicata anche altrove.
Due defibrillatori per un servizio fino a dieci postazioni
Il controllo ha fatto emergere anche un possibile punto debole nell’affidamento predisposto dal Comune. L’incarico assegnato alla Leone Srl prevedeva infatti la fornitura di due defibrillatori semiautomatici esterni, mentre l’ordinanza di sicurezza balneare stabilirebbe la presenza del dispositivo presso ciascuna postazione di salvamento.
Il servizio comunale è stato concepito secondo un modello modulare: una base minima di sei postazioni da attivare immediatamente, con la possibilità di arrivare fino a dieci in relazione alle esigenze del litorale e alla disponibilità di assistenti bagnanti. La previsione di soli due defibrillatori pone quindi un problema interpretativo e organizzativo che dovrà essere chiarito.
Occorre stabilire se i dispositivi potessero essere condivisi tra più presidi, se dovessero essere collocati soltanto in alcune postazioni strategiche o se, invece, ogni bagnino dovesse avere a disposizione un defibrillatore nella propria area di competenza. La risposta dipenderà dal contenuto dell’ordinanza e dagli obblighi effettivamente inseriti nel contratto.
Non è ancora stato chiarito, inoltre, quante postazioni siano state realmente attivate dalla Leone Srl. L’affidamento prevedeva un minimo di sei presidi, incrementabili fino a dieci, ma l’amministrazione non ha ancora fornito un quadro pubblico e aggiornato della copertura effettivamente garantita lungo le spiagge libere.
I dubbi sull’esperienza della società
La sanzione riporta in primo piano anche il profilo dell’impresa scelta dal Comune attraverso la procedura d’urgenza. La Leone Srl risulta nata nell’aprile 2026 con un’attività prevalente nel settore agricolo. Soltanto successivamente avrebbe esteso il proprio oggetto sociale ad altri servizi, comprendendo anche la gestione di stabilimenti balneari.
Secondo le ricostruzioni pubblicate dopo l’affidamento, la società non avrebbe avuto una precedente esperienza specifica nei servizi alla persona e nel salvamento in mare. Prima dell’assegnazione avrebbe comunque assicurato agli uffici comunali di poter contare sulle professionalità necessarie per organizzare il servizio e impiegare personale regolarmente abilitato.
La natura originaria dell’impresa non determina di per sé l’inidoneità a svolgere l’incarico, purché siano posseduti i requisiti previsti e vengano garantiti personale qualificato, mezzi, dotazioni e capacità organizzativa. Le criticità emerse durante il controllo rendono però necessario verificare con maggiore attenzione le condizioni sulla base delle quali il Comune ha ritenuto la società in grado di assicurare un servizio così delicato.
L’affidamento era arrivato al termine di una lunga fase di incertezza. La prima procedura negoziata si era conclusa il 13 luglio senza la presentazione di offerte. Nel pieno della stagione estiva, per evitare di lasciare le spiagge libere prive di sorveglianza, il Dipartimento Patrimonio e Demanio aveva quindi avviato una ricognizione urgente tra gli operatori disponibili.
La Leone Srl era stata infine individuata attraverso un affidamento diretto per somma urgenza. Il valore indicato nella determinazione comunale era di 129.550,94 euro oltre Iva, interamente coperto da fondi regionali. L’incarico comprendeva, oltre agli assistenti bagnanti, le dotazioni individuali, i materiali sanitari, la guardiania non armata nelle ore di sospensione della balneazione e due defibrillatori semiautomatici esterni.
Il precedente della Escara
A rendere più delicata la vicenda è il precedente dell’estate 2025. Anche la società Escara, allora incaricata del servizio, era stata sanzionata per carenze nelle dotazioni di sicurezza. Le irregolarità avevano portato a diffide, contestazioni e alla successiva interruzione del rapporto con il Comune.
La vicenda era stata trasmessa anche alla Procura di Latina e aveva avuto conseguenze sulla procedura per la stagione successiva. Escara era stata esclusa dall’affidamento del 2026 proprio alla luce delle criticità già rilevate, mentre anche la seconda classificata era stata ritenuta non idonea.
Il Comune si era così trovato nella necessità di ricominciare la ricerca di un gestore a stagione ormai imminente. Una nuova procedura, dal quadro economico complessivo superiore ai 234mila euro, avrebbe dovuto garantire il servizio dal 20 giugno al 6 settembre, con dieci postazioni fisse e un presidio mobile dotato di moto d’acqua o acquascooter. La gara era però rimasta senza offerte, determinando il successivo affidamento d’urgenza.
È in questo contesto che assume particolare rilievo la prima sanzione elevata nei confronti del nuovo operatore. Dopo le carenze riscontrate nella stagione precedente, l’amministrazione avrebbe dovuto assicurare una verifica particolarmente rigorosa delle attrezzature e dell’organizzazione messe in campo dal gestore subentrato.
Ora si attende il verbale definitivo
Di Cocco respinge comunque l’idea che il controllo possa essere utilizzato per delegittimare l’intero servizio. «Non cerchiamo scontri e non cerchiamo alibi. Cerchiamo soluzioni», ha dichiarato, rivendicando la scelta di intervenire immediatamente dopo la segnalazione.
L’assessore ha assicurato che l’amministrazione continuerà a controllare i presidi, correggendo tempestivamente le eventuali criticità. Allo stesso tempo ha invitato ad attendere gli esiti definitivi prima di formulare valutazioni complessive, soprattutto per quanto riguarda il defibrillatore e la documentazione.
Il verbale della Guardia Costiera dovrà chiarire quali violazioni saranno confermate, quale sarà l’importo della sanzione e quali obblighi risultino effettivamente disattesi. Il Comune dovrà poi stabilire se adottare ulteriori provvedimenti nei confronti della società affidataria.
Resta aperta una questione che va oltre il singolo controllo. Non basta che i bagnini siano presenti lungo il litorale: ogni postazione deve essere attrezzata per affrontare un’emergenza senza ritardi, con dispositivi efficienti, documenti in regola e una chiara distribuzione delle responsabilità.
Dopo due stagioni segnate da contestazioni, difficoltà amministrative e cambi di gestore, il servizio di salvamento delle spiagge libere di Latina è chiamato a dimostrare di essere non soltanto formalmente attivo, ma pienamente operativo. Quando è in gioco la sicurezza dei bagnanti, una dotazione disponibile dal giorno successivo può risolvere una carenza organizzativa, ma non può sostituire ciò che deve essere presente nel momento dell’emergenza.