Rette esose per il centro Formiabili, scontro tra Taddeo ed il pd di Formia

FORMIA – Il nuovo Centro Diurno Comunale per persone con disabilità di Formia, denominato FormiAbili, è al centro di un confronto politico sempre più acceso tra l’amministrazione guidata dal sindaco Gianluca Taddeo e il Partito Democratico di Formia. Al centro della polemica ci sono soprattutto le rette previste dall’avviso pubblico per l’ammissione al servizio, ma anche il percorso che ha portato alla nascita del centro e le modalità con cui l’amministrazione ha gestito, negli ultimi anni, l’assistenza alle persone con disabilità.

Secondo il sindaco Taddeo, la nascita del centro rappresenta un risultato importante per la città, tanto da definirlo il primo Centro Comunale di assistenza ai disabili di Formia. Il primo cittadino respinge però le critiche del Pd, accusando l’opposizione di aver osteggiato fin dall’inizio la scelta di istituire un servizio comunale e di aver alimentato una «scellerata strumentalizzazione politica».

Taddeo sostiene che, dal 2024 a oggi, nessuna famiglia sia stata privata dell’assistenza e che il Comune abbia garantito il sostegno attraverso contributi erogati direttamente agli utenti. Una modalità che, secondo il sindaco, avrebbe consentito alle famiglie di scegliere liberamente l’operatore economico cui affidarsi.

Uno dei punti più contestati riguarda tuttavia il costo del servizio. Il sindaco respinge le cifre diffuse dal Pd e assicura che, sulla base delle proiezioni effettuate dagli uffici comunali dei Servizi sociali e considerando le situazioni delle persone finora assistite, la retta massima dovrebbe aggirarsi intorno ai 350 euro mensili.

Taddeo richiama inoltre il criterio dell’ISEE sociosanitario previsto dall’avviso, sostenendo che si tratta dello strumento individuato dalla legge per determinare la contribuzione in base alla situazione individuale dell’assistito. Secondo il sindaco, eventuali rette più elevate per nuclei con redditi e patrimoni consistenti risponderebbero a un principio di equità sociale. L’amministrazione, aggiunge, manterrebbe un confronto costante con le famiglie per affrontare eventuali criticità.

Di tutt’altro avviso il Partito Democratico di Formia, che contesta innanzitutto il modo con cui il sindaco ha replicato alle critiche. Per il Pd, Taddeo avrebbe evitato di rispondere alla questione centrale: perché le rette previste a Formia risultino, secondo il partito, significativamente più alte rispetto a quelle applicate in altri centri comunali della provincia.

Il Pd mette a confronto le tariffe indicate per altri comuni: a Minturno, sostiene il partito, la retta massima sarebbe di 220 euro al mese; a Terracina arriverebbe a 230 euro, con trasporto compreso; a Latina la quota massima sarebbe di 250 euro per ISEE superiori a 25 mila euro, mentre per ISEE inferiori a 5 mila euro il servizio sarebbe gratuito.

Il nodo, secondo i democratici, riguarda anche le simulazioni effettuate applicando la formula contenuta nell’avviso di Formia. Il Pd sostiene che, con un ISEE sociosanitario di 10 mila euro, la retta potrebbe arrivare a 400 euro mensili, a 720 euro con 18 mila euro e a 1.200 euro con 30 mila euro. Numeri che il partito considera incompatibili con l’idea di un servizio realmente accessibile alle famiglie.

Su questo punto si registra dunque una netta divergenza tra le due posizioni: l’amministrazione parla di una retta massima attorno ai 350 euro sulla base delle situazioni attualmente considerate, mentre il Pd contesta la struttura della tariffazione e le cifre che deriverebbero dall’applicazione della formula dell’avviso a diverse fasce ISEE.

Il Partito Democratico richiama inoltre una dichiarazione dello stesso Taddeo del dicembre 2024, quando il sindaco aveva parlato della possibilità per le persone con disabilità di accedere gratuitamente al futuro centro o, in alternativa, pagando «rette minime». Per il Pd, le tariffe oggi previste rappresenterebbero una distanza significativa rispetto a quelle parole.

Divergenze anche sulla ricostruzione politica della vicenda. Taddeo accusa l’opposizione di aver contrastato il progetto del Centro Comunale e di aver difeso, invece, il precedente sistema basato sull’erogazione di contributi a favore degli utenti. Il Pd respinge questa ricostruzione e afferma di essere stato favorevole fin dall’inizio alla realizzazione del Centro Diurno Comunale, sostenendo di aver chiesto contestualmente la continuità dei servizi esistenti fino alla sua effettiva apertura.

I democratici ricordano inoltre di aver proposto pubblicamente l’ex Casa Giusta come possibile sede del centro e contestano la gestione complessiva della transizione. Secondo il partito, il sistema dei contributi individuali avrebbe lasciato inutilizzata una parte significativa delle risorse stanziate e non avrebbe garantito pienamente la continuità dei servizi.

Un altro elemento di scontro riguarda i tempi. Il Pd ricorda che l’amministrazione aveva annunciato l’operatività del Centro Diurno entro marzo 2025. Nell’agosto 2026, sottolinea il partito, si è invece arrivati alla fase dell’avviso pubblico per l’ammissione degli utenti.

Il Pd critica infine l’assenza, a suo giudizio, di un confronto preventivo e adeguato con le famiglie e nelle commissioni consiliari su aspetti delicati come rette, criteri di accesso e organizzazione del servizio.

La questione, quindi, va oltre lo scontro politico tra maggioranza e opposizione. Da una parte l’amministrazione rivendica la nascita di un servizio comunale che Formia non aveva mai avuto e difende il modello contributivo e tariffario adottato; dall’altra il Partito Democratico chiede che il nuovo centro sia valutato soprattutto sulla base della sua effettiva accessibilità economica e della capacità di garantire continuità e sostegno alle famiglie.

Il punto centrale resta dunque quello delle rette e dell’accessibilità del servizio. Per il sindaco Taddeo le cifre diffuse dal Pd sono fuorvianti e non rappresentano la situazione concreta delle persone finora assistite. Per il Pd, invece, sono proprio le regole contenute nell’avviso pubblico a sollevare dubbi sulla sostenibilità economica del servizio.

In attesa di verificare concretamente quali saranno le rette applicate ai singoli utenti e quale sarà l’effettivo funzionamento di FormiAbili, il confronto politico resta aperto. E, al di là delle accuse reciproche, la vera misura del nuovo Centro Diurno sarà probabilmente la capacità di offrire alle persone con disabilità e alle loro famiglie un servizio stabile, accessibile e realmente rispondente ai loro bisogni.