Farmaci prescritti come caramelle, pesanti richieste di risarcimento di Asl Latina

LATINA – Una spending review nella sanità pontina. L’ha promossa la direttrice generale dell’Asl di Latina Sabrina Cenciarelli che nella delibera numero 800 ha comunicato di aver concluso un periodico processo sanzionatorio applicato ai danni di diversi medici, sia di famiglia che territoriali e ospedalieri. Ciascuno di loro è stato invitato a risarcire l’Asl 8935,94 euro per aver prescritto ai rispettivi assistiti più del lecito e consentito farmaci che per l’erario hanno un costo. La delibera della dottoressa Cenciarelli, proposta dal direttore sanitario aziendale Sergio Parrocchia, scaturisce da un monitoraggio che l’Asl -ha confermato la direttrice generale – è obbligata a compiere sulla scorta di una normativa regionale riguardante quella che viene definita l’”appropriatezza prescrittiva farmaceutica”.

Sabrina Cenciarelli – Direttore generale di Asl Latina

L’Asl in quest’ottica ha istituito due commissioni tecniche di verifica sulla prescrizione dei farmaci a carico del servizio sanitario nazionale: la prima ha una competenza sui distretti Latina 1,2 e 3, la seconda su quelli Latina 4 e 5,insomma i distretti sanitari di Terracina e Fondi e Formia e Gaeta. Questa ricognizione ha fatto emergere un quadro preoccupante per la prescrizione “abnorme” di farmaci sia per la loro qualità che per il rispettivo costo.

I medici coinvolti sono stati “numerosi” e, quando le loro controdeduzioni sono state ritenute “immotivate e insufficienti”, sono stati sanzionati dalle commissioni sull’”Appropriatezza prescrittiva farmaceutica” – vi fanno parte funzionari Asl ma anche rappresentanti della federazione dei medici di medicina generale – a risarcire l’Asl di Latina, appunto, di 8935,84 centesimi. Non è la prima volta che l’azienda sanitaria pontina promuova iniziative risarcitorie. Una di queste ha riguardato anche una farmacia di Marina di Minturno, condannata a rimborsare (con tanto di sentenza sfavorevole) del Tar-sezione di Latina oltre 200mila euro per un farmaco prescritto oltre ogni ragionevole necessità da un aiuto medico che, in servizio in passato presso il Pronto Soccorso dell’ospedale Dono Svizzero, ha subito una condanna per truffa dal Tribunale di Cassino.