Dimissioni e rimpasto di giunta a Ventotene, nell’opposizione ipotesi primarie

VENTOTENE – Il sindaco di Ventotene Carmine Caputo ricomporrà il plenum della Giunta dopo la fuga del suo “vice” Pino Pepe e dei delegati Geppino Assenso e Candida Romano? Sarà questo l’interrogativo che caratterizzerà lo svolgimento nei prossimi giorni dell’attività politico-amministrativa dopo la decisione del “tranquillo” sindaco di rimpiazzare il dimissionario Pepe (che si occupava anche di Cultura) promuovendo l’assessore alla programmazione finanziaria Raffaele Sanzo. E’ rimasto un tassello da ricoprire che – secondo quanto è emerso – il sindaco Caputo lascerà scoperto perché al momento è complicatissimo, nonostante le ottimistiche e trionfalisiche dichiarazione del primo cittadino isolano, trovare un assessore che, rispondendo alle precise indicazioni dell’azionista di maggioranza dell’amministrazione Caputo, il sempre potente imprenditore nautico Modesto Sportiello, decida di salire su una nave che sta fondamentalmente affondando.
Le dimissioni del vice sindaco Pepe e dei delegati Pepe e Romano un problema l’ha posto se è vero che Carmine Caputo abbia già deciso (con quali voti poi?) di succedere a se stesso: chi sarà il suo avversario il prossimo maggio alle elezioni amministrative? Se la componente-famiglia Assenso potrebbe indicare quale candidato alla carica di primo cittadino proprio il dimissionario vicesindaco Pino Pepe, un suo antagonista all’interno di una futuribile coalizione potrebbe essere un altro giovane: l’imprenditore Daniele Coraggio. Il presidente dell’associazione Ventotene Mia sabato ha fatto un’importante apertura: “Sono pronto a partecipare alle primarie se servano a pacificare la nostra comunità. Naturalmente con regole certe e trasparenti da scrivere prima di dar vita a quella che mi auguro, come è stata nei giorni scorsi la “Cena di Babette”, sia una festa popolare”.

L’APPELLO DEL CONSIGLIERE BERNARDO
Il dinamico consigliere d’opposizione della lista “Buona Onda”, Pasquale Bernardo, dopo aver appreso delle dimissioni del vice sindaco Pepe e dei delegati Assenso e Romano, precisando che “non sono una semplice vicenda interna alla maggioranza”, ha affondato il colpo segnalando invece l’esistenza di crisi politica che impone a tutti noi una riflessione sulla capacità di questa Amministrazione di governare l’isola”. Bernardo si è rivolto all’attuale consiglio comunale rivolgendosi all’intero consiglio comunale: “Ventotene non è un Comune come gli altri. È un’isola fragile, con emergenze ambientali, servizi da garantire, patrimonio pubblico da tutelare e opportunità di sviluppo che non possono essere disperse.

Amministrare Ventotene – esordisce Pasquale Bernardo – richiede conoscenza del territorio, presenza, ascolto e soprattutto una visione capace di andare oltre l’ordinaria amministrazione. Ora la governance dell’isola è nelle mani di due componenti superstiti della giunta che non hanno mai dimorato e non dimorano sull’isola ma conoscere profondamente la realtà isolana e comprenderne le esigenze sociali e del territorio è una condizione essenziale per affrontarne i problemi”.A dire dell’ex assessore al bilancio della Giunta Santomauro “non basta nominare un nuovo vicesindaco per superare una crisi politica. Non basta sostituire le persone se manca una strategia per il futuro dell’isola”. Il pugnace consigliere Bernado si è rivolto direttamente anche al sindaco Caputo: “Lei ha dichiarato di voler proseguire fino alla scadenza del mandato. Ma la questione non è quanto durerà questa consiliatura: è che cosa questa Amministrazione sarà in grado di fare per Ventotene. La nostra isola non può continuare – ha aggiunto – a consumare il proprio presente senza costruire il proprio futuro. Non può permettersi che le emergenze si accumulino, che la programmazione venga meno e che le occasioni di sviluppo vadano perdute. Ventotene è anche il luogo del Manifesto, simbolo di un’Europa unita e federale. Questa eredità non può essere soltanto celebrata: deve tradursi nella responsabilità di amministrare con lungimiranza un patrimonio storico, culturale e ambientale che appartiene a tutti”

La conclusione di Bernardo è quasi..scontata. Ha chiesto al sindaco originario di Carinola di venire e chiarire in consiglio “se esistano ancora le condizioni politiche per governare e quali interventi concreti intenda finalmente realizzare per affrontare le emergenze dell’isola. Come opposizione, non considero la fine anticipata della consiliatura un obiettivo in sé. Il mio obiettivo è tutelare Ventotene. Ma se non esistono le condizioni per amministrare, occorre avere il coraggio di riconoscerlo. Le amministrazioni passano, le maggioranze cambiano, i mandati finiscono. Ventotene, invece, resta. E noi abbiamo il dovere di consegnarla alle generazioni future in condizioni migliori di quelle in cui l’abbiamo ricevuta. Caputo “rivendica le cose fatte” ma ad onor del vero non sappiamo -ha concluso l’esponente di “Buona Onda” – di quali opere parli e il gruppo di opposizione in consiglio comunale attende ancora che l’amministrazione dia risposta scritta all’interrogazione notificata al riguardo.

Carmine Caputo

LA “DIFESA-ATTACCO” DI CAPUTO
Il sindaco di Ventotene, alle prese con problemi di salute, difende – come detto – il suo operato ma la sua posizione sempre simile al direttore dell’orchestra che continua a suonare mentre il Titanic affonda di notte tra gli iceberg: “A mia memoria, e sulla base di quanto è stato realizzato, ritengo che in questi anni abbiamo portato a termine e avviato interventi per un valore complessivo che supera ampiamente il doppio di quanto realizzato a Ventotene nei precedenti quarant’anni. È un risultato importante, che deve essere valutato sulla base dei fatti e non delle polemiche. Parliamo di opere e progetti che hanno richiesto impegno, competenza e un lavoro costante, spesso lontano dai riflettori. Mi dispiace constatare che, mentre c’è chi lavora ogni giorno per portare avanti progetti e opere importanti per Ventotene, ci siano anche dei seminatori di zizzania che cercano di creare confusione, alimentare polemiche e insinuare dubbi sul lavoro svolto. Per ottenere questi risultati è stato necessario confrontarsi con numerosi enti, soprattutto a Roma, e superare ostacoli che in alcuni casi hanno rallentato l’iter dei progetti. In determinate circostanze ho avuto la sensazione che a frapporre difficoltà potessero contribuire anche interlocutori riconducibili a Ventotene. Non ho, però, intenzione di alimentare polemiche o indicare responsabilità senza elementi certi”.

Caputo, intanto, non esclude di ricandidarsi quando una componente, importante, della sua maggioranza, gli ha voltato le spalle: “La mia intenzione era quella di non avanzare una nuova candidatura. Tuttavia, alcuni atteggiamenti e certe allusioni mi stanno inducendo a riflettere nuovamente”. Ha messo per iscritto questo concetto respingendo l’espressione di essere un “sindaco fantoccio” che “considero ingenerosa e lontana dalla realtà del lavoro svolto. Le opere realizzate non sono comparse per caso, né sono il frutto di una bacchetta magica. Sono il risultato di impegno personale, competenza amministrativa maturata anche attraverso la mia esperienza da ex segretario comunale, capacità di interlocuzione istituzionale e rapporti politici costruiti nel tempo – ha concluso – La possibilità di una nuova candidatura, dunque, non è esclusa, anche se non c’è ancora una decisione definitiva. “Di fronte a certe valutazioni, mi domando se sia giusto lasciare che passi un’immagine distorta del lavoro portato avanti. Per questo non escludo di rivedere le mie prospettive future. Non sto annunciando una decisione definitiva, ma ammetto che quanto sta accadendo mi sta spingendo a riconsiderare la possibilità di ricandidarmi”.