Sperlonga / Il caso del maresciallo dei carabinieri trasferito è oggetto di interrogazione parlamentare

SPERLONGA – È stata depositata nei giorni scorsi ai ministri dell’Interno Matteo Piantedosi e della difesa Guido Crosetto una interrogazione parlamentare circa il trasferimento del Maresciallo Salvatore Capasso, luogotenente in forza alla stazione di Sperlonga. Il maresciallo, come risulta dall’interrogazione a risposta scritta della deputata Stefania Ascari, è stato trasferito con “provvedimento d’Autorità ad un reparto di Roma. Capasso svolse un ruolo importante nelle indagini che coinvolsero nel imprenditori, tecnici e politici, tra cui anche l’attuale sindaco di Sperlonga Armando Cusani. Attualmente è in corso il correlato processo Tiberio I, che è alle fasi conclusive. Proprio durante quell’inchiesta emerse da alcune intercettazioni che Capasso era stato sottoposto a “pressanti tentativi di interferenza e di ostacolo all’attività investigativa”, e la sua solerzia sarebbe stata causa delle irritazioni dello stesso primo cittadino, che avrebbe brigato per la sua rimozione.

“A distanza di anni da quei tentativi di ingerenza – scrive la deputata del M5s – il luogotenente Capasso è stato recentemente destinatario di un provvedimento di trasferimento d’autorità, con destinazione a funzioni amministrative presso un reparto nella città di Roma” e per quanto risulta all’interrogante, la motivazione del provvedimento, sarebbe riferita a una presunta «incompatibilità ambientale» connessa anche a elementi di vita privata e alla sua anzianità di servizio”

La Ascari manifesta quindi “forte perplessità sull’allontanamento dalla stazione di Sperlonga, apparendo — per tempistica e contenuto — non pienamente coerente con l’esperienza e il ruolo operativo del luogotenente, né con prassi applicate ad altri Comandanti di Stazione con analoga o maggiore anzianità”. E perplessità desta il fatto che in questo momento vi siano altre indagini aperte su argomenti altrettanto delicati, tanto da “alimentare il dubbio che provvedimenti gestionali possano incidere, anche indirettamente, sulla tutela della legalità quando questa «disturba il potere»”. Di qui la richiesta ai ministri interrogati di assumere provvedimenti per tutelare “gli operatori che abbiano dimostrato rigore e autonomia professionale anche in presenza di pressioni provenienti da ambienti politico amministrativi” e, per il caso specifico, “se non si ritenga necessario attivare una verifica interna volta ad accertare l’assenza di collegamenti, diretti o indiretti, tra il provvedimento di trasferimento e le indagini condotte dal luogotenente Capasso, al fine di fugare ogni dubbio sulla natura e sulla legittimità della misura adottata”.