“Sistema Ponza”, 17 tra politici, tecnici ed imprenditori dal Gup di Cassino

Il mondo politico di Ponza è in fermento per l’esito dell’udienza preliminare in corso davanti il Gup del Tribunale di Cassino nei confronti di 17 tra ex amministratori, tecnici e funzionari comunali e imprenditori che – secondo la tesi accusatoria dell’iniziale magistrato inquirente, il sostituto procuratore Eugenio Rubolino – avrebbe dato vita ed alimentato una sorta di “Sistema”, soprattutto nell’ambitissimo settore delle assunzione nel palazzo via Pisacane di persone vicine o addirittura familiari di politici in carico durante il sindacato di Franco Ferraiuolo.

Per l’ex primo cittadino la Procura ha chiesto il processo unitamente alla sua ex “vice” Eva La Torraca, all’ex assessore Fabio Aversano, all’ex segretario generale del Comune, Raffaele Alloca, e all’ex assessore Giuseppe Mazzella. Molte ipotesi di reato sono sull’orlo della prescrizione ma l’inchiesta, chiusa tre anni, ruoterebbe soprattutto sull’esito, svolto nel 2020, di un concorso pubblico presso la locale Polizia Locale, prova che avrebbe visto affermare una candidata che, familiare di un assessore all’epoca in carica, fu recuperata grazie alla sua posizione utile in graduatoria spostando un vigile già in servizio presso un altro ufficio del comune isolano.

La Procura ipotizza, tra gli altri, reati come l’abrogato abuso d’ufficio, l’omessa denuncia, il falso in atto pubblico, la frode nelle pubbliche forniture, la turbata libertà degli incanti per vicende che riguardano l’emissione di dubbi certificati medici falsi, la non corretta composizione della Giunta chiamata a deliberare (l’accusa parla della mancanza finanche del numero legale), l’approvazione da parte della Giunta per la riqualificazione energetica, la nomina di un avvocato per difendere il Comune davanti al Consiglio di Stato. Sono state calendarizzate altre due udienze – il 28 gennaio ed 13 febbraio- mentre la sentenza dovrebbe esserci il 1 aprile prossimo.

L’inchiesta ruota attorno al concorso indetto presso la Polizia Locale quando sei anni fa sarebbe stata favorita Simona Cristo, l’ex cognata dell’allora assessore Michele Nocerino. I posti in palio erano tre e la Cristo arrivò…quarta. Il bilancio di previsione non era stato approvato ma fu modificato appositamente il piano triennale del personale per consentire alla candidata-cognata di essere assunta a tempo indeterminato…spostando – come detto – un vigile presso la ripartizione finanziaria del comune. In questa indagine il lavoro investigativo dei Carabinieri fu sollecitato da diverse denunce dell’ex sindaco di Ponza Piero Vigorelli – guidava l’opposizione durante la consiliatura di Franco Ferraiuolo – ma anche dal fratello dell’ex assessore Michele Nocerino, Francesco, che, dopo la conclusione del suo matrimonio con Simona Cristo pensò bene di regolare i suoi conti con l’ex moglie aprendo un vaso di pandora – è il pensiero di alcuni collaboratori del Pm Rubolino – condito da illegittimità, abusi e vendette di natura sentimentale e non solo. La donna, l’ex cognato ed ex assessore Nocerino, l’ex sindaco Ferraiuolo, gli ex assessori La Torraca e Mazzella e l’ex segretario comunale sono indagati per concorso in abuso d’ufficio grazie alle confessioni e alle rivelazioni di Francesco Nocerino.

L’uomo per vendicarsi della traumatica e vivace conclusione del suo matrimonio aveva raccontato agli inquirenti che l’ormai ex moglie Simona era stata assunta come vigilessa urbana del comune con una serie di artifici concordati con l’ex segretario Raffaele Allocca che, inseguito da anni da alcune sentenze di condanna della Corte dei Conti, ha lasciato il comune isolano nel luglio 2023…. Ma cosa sarebbe successo nel 2019 quando fu assunta la Cristo e per farle spazio il dipendente comunale Di Viccaro venne trasferito d’imperio presso l’ufficio ragioneria del comune di Ponza? Il bando di concorso venne pubblicato nella primavera 2019 sebbene non fosse ancora stato approvato il bilancio di previsionale. E chi erano i componenti della commissione concorsuale? L’allora comandante della Polizia municipale del comune di Fiuggi, di cui Allocca è stato a lungo segretario generale, ed un’agente della Polizia locale del comune di Montelanico, in provincia di Roma, di cui il 57 alto dirigente originario di Ottaviano, in provincia di Napoli, era sindaco. Allocca rischia il processo per aver consegnato alla futura vigilessa il 29 maggio 2019 , il giorno precedente della prova orale, le domande che la commissione (da lui presieduta) le avrebbe formulato all’indomani. Ma poteva essere assunta Simona Cristo? Per la Procura no nel momento in cui ha indagato Allocca per omessa denuncia in qualità di segretario comunale e del responsabile del settore Affari generali. La donna le aveva confessato di avere prodotto la certificazione medica rilasciatele dal medico lavoro il 3 febbraio 2020 attestante la sua propria idoneità. Ma non era vero – secondo i Carabinieri e la Procura: quella visita Simona Cristo non l’aveva mai effettuata per essere assunta – cosa che avvenne 18 giorni più tardi, il 21 febbraio 2020 – quale istruttrice amministrativa addetta alla vigilanza. La neo vigilessa è indagata per falso per aver detto di aver effettuato quella visita il 31 gennaio ma – lo ripetiamo – non era vero. Rischiano il rinvio a giudizio per falso ideologico anche l’ex sindaco Ferraiuolo, Giuseppe Mazzella (all’epoca vice-sindaco) ed l’onnipresente segretario Allocca rispetto agli spazi di propaganda per lo svolgimento di alcuni referendum costituzionali in programma il 29 marzo 2020. Gli indagati dichiararono che avrebbero partecipato a una seduta Giunta per deliberare gli spazi elettorali ma l’esecutivo non si è mai riunito. Per rimediarvi Allocca avrebbe poi apportato una modifica per errata corrige alla delibera di Giunta del 27 febbraio 2020, certificandola come avvenuta il giorno dopo.

Lo stesso cliché – secondo il sostituto procuratore Rubolino – sarebbe stato perseguito da Ferraiuolo, Mazzella e Allocca coinvolti nel quarto capo d’imputazione. Attestarono falsamente di aver partecipato ad una seduta di Giunta il 28 febbraio 2020 per approvare la progettazione esecutiva dell’intervento di riqualificazione energetica polifunzionale adibito a museo, scuola, e uffici comunali. Ma con una grande e curiosa mancanza: quel giorno – e l’hanno accertato gli inquirenti – l’allora vice sindaco ed assessore Mazzella non era fisicamente a Ponza. Fu verbalizzata falsamente la sua partecipazione ai lavori dell’esecutivo perché determinante per il raggiungimento del numero legale e per deliberare l’atto. E’ indagato per questo capo d’imputazione anche l’ex capo dell’Ufficio anti-abusivismo del Comune di Latina Giovanni Passariello, che a processo per un caso di sanatorie facili a Latina, il quale si sarebbe recato al comune di Montelanico per far firmare la delibera di giunta del 28 febbraio in una data posteriore: 9 marzo 2020, nelle fasi iniziali del lockdown decretato a causa del Covid 19 Il Pm Rubolino ha indagato per falso ideologico Ferraiuolo, Giuseppe Mazzella, Nocerino, Allocca e Mario Pietroniro (quest’ultimo ex responsabile dell’ufficio Suap del comune di Ponza). E’ stata dichiarata mendace la delibera con cui il 31 gennaio 2020 la Giunta affidò all’avvocatessa romana Angelo Clarizia (che è estranea all’indagine), la nomina per costituzione in giudizio del Comune di Ponza davanti al Consiglio di Stato. In quella seduta di Giunta non ci fu alcun incarico legale e, nonostante Petroniro, si prese la briga, in stretta collaborazione con l’allora sindaco di Ponza, di attribuire il numero 15 all’inesistente delibera di nomina ma comunque necessaria per permettere al Comune di non essere inadempiente per la sua inderogabile costituzione in giudizio davanti il Consiglio di Stato. Ancora un falso ideologico viene ipotizzato per la sesta ipotesi accusatoria a carico di Ferraiuolo, Giuseppe Mazzella, Nocerino e Allocca.

Per non incorrere nelle sanzioni dell’Anac circa l’approvazione entro il 31 gennaio 2020 del piano triennale di prevenzione e corruzione per l’annualità 2020/2022 dichiararono di aver provveduto nella seduta di Giunta del 10 gennaio. Niente di più falso. La delibera venne assunta solo il 3 marzo 2020, giorno in cui lo stesso sindaco in carica Ferraiuolo con il decreto numero 8 nominò Pietroniro quale responsabile dell’anti corruzione dell’ente incaricandolo di approvare il piano competente con effetto retroattivo alla data del…10 gennaio 2020. In questa kafkiana ed inverosimile inchiesta dei Carabinieri non poteva non coinvolta la gestione del ciclo dei rifiuti relativamente ad un appalto pesantissimo per un importo di 7 milioni di euro relativamente alla durata di sette anni. Sono accusati di frode nella pubbliche forniture Ferraiuolo, Nocerino, La Torraca, l’assessore Mazzella Giuseppe, il segretario Allocca , Ercole Diodoro (legale rappresentante della Diodoro Ecologia srl), Giuseppe Mazzella (responsabile del servizio ambiente del comune), Giovanni Passariello (dirigente del settore pianificazione e territorio del comune isolano), Enrico Avetti (redasse il contratto ed il capitolato d’appalto), Francesco Vetere (il Dec per la raccolta dei rifiuti per la cui illegittima nomina è indagato per abuso d’ufficio il dirigente comunale Francesco Passariello) e finanche Francesco Fiato, ufficiale della Guardia di Finanza presso la Scuola Nautica di Gaeta. Sono accusati di avere omesso di far rispettare gli obblighi contrattuali e di imporre alla “Diodoro Ecologia Srl” l’entrata in funzione dell’isola ecologica in località Monte Pagliaro causando un aggravio di spesa per il Comune di Ponza.

Il dirigente del settore ambiente, Mazzella e l’assessore Nocerino, in più, avrebbero cercato di sviare le indagini dei Carabinieri di Ponza, dichiarando che a Monte Pagliaro l’area era ancora sequestrata. L’allora primo cittadino e quest’ultimi indagati sono accusati di aver simulato (a favore della Diadoro Ecologia Srl) circa l’avvio del procedimento amministrativo di contestazione per un importo di un milione di euro per inadempienze contrattuali. Le contestazioni reali furono davvero irrisorie, poco più di 33mila euro. L’estensore del contratto di gara, Enrico Avetti, avrebbe aiutato la stessa ditta a non sostituire realmente i bidoni per la raccolta stradale per rendere esecutiva la differenziata: in questo modo tutti i rifiuti finivano come indifferenziato in discarica…. E quando l’allora sindaco Ferraiuolo ha provato a mettere le cose a posto Diodoro il 14 marzo 2020 avrebbe minacciato il primo cittadino in carica “se non gli fossero pagate tutte le spettanze in arretrato e non fosse raggiunto un accordo in merito alle inadempienze contrattuali”. L’ex assessore Nocerino e Mauro Nunzi, responsabile pro tempore del settore “Territorio” del Comune di Ponza, sono stati accusati, inoltre, di concorso in abuso d’ufficio in merito all’affidamento dell’appalto per la manutenzione dell’illuminazione pubblica alla ditta “Lazio Impianti” di Raffaele Barone.

Il motivo? Dal 21 febbraio 2018 al marzo 2020 Non sarebbe rispettato il principio di rotazione dell’affidamento degli incarichi contemplato dal Codice degli appalti. La “Lazio Impianti” aveva avuto l’affidamento del servizio già dal 16 agosto 2017. E per la medesima manutenzione sono a rischio processo, oltre al dirigente Passariello,Michele Di Biase, amministratore della ditta “M.D.B. Impianti srl” di Maenza e la compagna di quest’ultimo (esperta nel settore dei lavori Pubblici) Antonella Farnetti. La ditta lepina sarebbe stata favorita tra il marzo e l’aprile 2020 per l’aggiudicazione da parte Passariello, responsabile del settore “Pianificazione e Territorio”. Per il dottor Rubolino l’ex segretario e dirigente del settore Ambiente del comune di Ponza Allocca deve difendersi dall’accusa di turbata libertà degli appalti relativamente all’affidamento del servizio di noleggio e manutenzione dei bagni chimici sul territorio comunale alla società “Tailorsan srl”. Allocca non poteva fare tutto da solo ed è indagato a tal riguardo insieme alla titolare della ditta incaricata (attraverso alcuni lotti ed in spregio al principio di rotazione) Alessandra Navarra.