Stato di agitazione, anche la Lega di Formia si schiera con i dipendenti comunali

FORMIA, Stato di agitazione dei dipendenti comunali – Il gruppo consiliare ed il coordinamento comunale della Lega di Formia hanno espresso “profonda e sincera solidarietà” ai dipendenti del comune che, dopo la partecipata assemblea organizzata dalla Funzione Pubblica della Uil, hanno dato mandato al sindacato di indire lo stato di agitazione che anticipa la richiesta di conciliazione da parte del Prefetto di Latina. Il voto delle maestranze è stato unanime a fronte di una “situazione grave” che, senza una soluzione positiva, potrebbe precludere allo sciopero e allo svolgimento di un sit in nei pressi del palazzo municipale.
“Speriamo che questa eventualità venga scongiurata – si sono detti rammaricati i consiglieri comunali della Lega Antonio Di Rocco, Nicola Riccardelli e Amato La Mura ed il coordinatore comunale del ‘carroccio’ Vittorio Pecorino – I dipendenti e i sindacatati stanno soltanto chiedendo la sottoscrizione dell’accordo decentrato che, prevista dal contratto nazionale di lavoro entro lo scorso 31 dicembre, non è stata deliberata dalla Giunta. Sta provocando, come hanno giustamente fatti rilevare i sindacati, ingenti perdite economiche agli stessi lavoratori”. La Lega rileva come quello di Formia sia uno dei poco comuni della Provincia che hanno eluso sinora questo adempimento: “L’apparato dell’ente è simile ad un esercito senza equipaggiamento, Troppe le professionalità che sono andate via quando il comune di Formia era un ente molto ambito in cui fare carriera. Diversi tra dirigenti e funzionari provenienti da località esterne a Formia e destinatarie di nomina fiduciarie dell’amministrazione comunale sono scappate a gambe levate ……” Un’altra preoccupazione della Lega riguarda l’avvio di contenziosi che, seppur promossi a titolo individuale, ha visto l’amministrazione destinataria di diffide, atti di precetto e di importanti richieste di risarcimento danni pendenti davanti il Giudice del Lavoro del Tribunale di Cassino per il mancato riconoscimento di quanto dovuto. “E come non dare ragione alle organizzazioni sindacali di categoria – aggiungono Di Rocco, La Mura, Riccardelli e Pecorino – quando imputano all’amministrazione comunale la tardiva fissazione degli obiettivi di risultato con l’innegabile conseguenza che i dirigenti sono impossibilitati a valutare il rendimento dei propri dipendenti”.

L’assemblea di lunedì ha messo in evidenza un altro paradosso: il fondo accessorio per i dipendenti è stato fissato con una determina dirigenziale il 29 dicembre cui non è seguita la relativa delibera di Giunta. Si tratta di una somma, discreta, che è stata impegnata ma, non essendo stata adeguatamente assegnata con un atto provvedimento di Giunta, rischia di finire nell’avanzo di amministrazione. Il gruppo consiliare ed il coordinamento comunale della Lega sostengono come “il sindaco e i rispettivi assessori percepiscono legittimamente le rispettive indennità di carica ma “li invitiamo vivamente ad evitare di considerare questo stato di agitazione come una scusa perché i dipendenti del comune erano abituati a non lavorare” . I dipendenti del comune di Formia sono stati sempre un fiore all’occhiello del sud della provincia per il tanto lavoro svolto e gli obiettivi raggiunti dalla macchina amministrativa….di cui hanno fatto parte..”

Meglio tardi che mai direbbe qualcuno ma soltanto dopo cinque anni l’ufficio personale ha deciso di erogare le prestazioni orarie straordinarie di dieci dipendenti del comune di Formia che, distaccati presso la società municipalizzata Fututo Rifiuti zero, si sono rivolti agli avvocati del lavoro Giuseppe Bortone e Angela Minutillo per farsi riconoscere lo straordinario dopo essere riassorbiti dagli organici. Si tratta di ore di straordinario effettuate nella Frz negli anni 2020-202. Quanto accaduto è gravemente inverosimile. L’amministrazione della Frz chiedeva al suo socio di maggioranza – il comune di Formia – di liquidare le prestazioni straordinarie effettuati ai dipendenti comunali distaccati. Le richieste sono arrivate al comune il 24 marzo ed il 25 maggio 2022 ma soltanto il 14 ottobre 2025, tre anni dopo, il Servizio Affari legali, al fine di evitare ulteriori spese leali e condanne processuali (in effetti i decreti ingiuntivi sono diventati esecutivi perché non appellati), ha invitato “a procedere al pagamento di quanto richiesto tentando preliminarmente di avanzare una richiesta di accordo bonario a saldo e stralcio direttamente ai lavoratori” e ai procuratore dei ricorrenti, gli avvocati Angela Minutillo de Giuseppe Bortone. Si tratta di poco di 48 mila euro, la gran parte dei quali “appesantita” da tre elementi – interessi legali, rivalutazione monetaria e oneri professionali per gli avvocati Bortone e Minutillo – che sono il prediletto pane companatico per la Procura regionale presso la Corte dei Conti. “Scappare” a volte non è sinonimo di vigliaccheria ma è il minimo che una persona di buon senso possa fare..