Accordo integrativo regionale, critiche e proposte dei sindacati dei medici

Una sanità territoriale che risponda di più ai bisogni dei cittadini, in un contesto di popolazione che invecchia ogni anno. È questo l’obiettivo che le organizzazioni sindacali della Medicina Generale del Lazio – Fimmg Lazio, Smi Lazio, Snami Lazio, Fnt Lazio e la Cisl Medici Lazio – pongono in un’analisi riflessiva trasmessa alla Regione Lazio, con una serie di osservazioni e proposte sulla bozza di Accordo Integrativo Regionale (“Air”) 2026. Nel documento vengono segnalate tutte quelle criticità applicative che rischiano di allontanare i servizi dal territorio, penalizzando la medicina di prossimità e indebolendo il rapporto fiduciario tra medico e cittadino. Le organizzazioni sindacali evidenziano come recenti atti della Regione Lazio, a partire dalla delibera sui modelli organizzativi delle “Aft”, siano stati elaborati senza il coinvolgimento della Medicina Generale, riducendo il confronto a una mera comunicazione unilaterale. Criticità emergono – secondo quanto osservano le principali sigle sindacali dei medici di famiglia – anche nella gestione delle Case della Comunità. Fimmg Lazio, Smi Lazio, Snami Lazio, Fnt Lazio e la Cisl Medici Lazio dichiarano di assistere “a iniziative disomogenee delle singole “Adl”, prive di adeguati riferimenti normativi, che coinvolgono – si legge in una nota congiunta – medici a rapporto orario e giovani professionisti senza un quadro contrattuale definito”. Le organizzazioni sindacali dei medici di famiglia segnalano inoltre “l’esternalizzazione alle farmacie territoriali di attività diagnostiche proprie della medicina generale”. Ribadiscono di non voler mettere in discussione il decreto Ministeriale 77 fortemente voluto dall’ex Ministro della Salite Roberto Speranza ma chiedono che l’Accordo Integrativo Regionale (“Air”) 2026 “sia coerente con i suoi principi fondanti: prossimità delle cure, garanzia dei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea), presa in carico dei pazienti cronici, valorizzazione della Medicina Generale ed equità del sistema di remunerazione”. “Solo in questo modo l’AIR potrà rappresentare uno strumento capace di affrontare le vere emergenze sanitarie del presente e del futuro e non – aggiungono Fimmg Lazio, Smi Lazio, Snami Lazio, Fnt Lazio e la Cisl Medici Lazio – una cornice organizzativa priva di contenuti clinici. Solo attraverso un confronto reale e un’impostazione condivisa sarà possibile costruire una sanità territoriale moderna, sostenibile e realmente a misura di cittadino. Restiamo fiduciosi – concludono le quattro organizzazioni sindacali dei medici di famiglia – che la Regione Lazio sappia recepire quanto rappresentato in questo documento; in caso contrario, saremo costretti a trarre le dovute considerazioni”.