LATINA, Elezioni presidente della Provincia – La scelta, prevedibile, del presidente uscente della Provincia Gerardo Stefanelli di respingere le sirene del Partito Democratico per essere ugualmente candidato presidente ma senza i voti di Forza Italia un corto circuito alla distanza l’ha creato nella segreteria provinciale dei Dem. E così che la quarta riunione svolta sui telefonini in cinque giorni ha partorito il classico topolino: toccherà il 15 marzo alla simpaticissima Barbara Petroni, sindaco di Roccasecca dei Volsci, 50 anni il prossimo 15 maggio (“fui eletta per la prima volta sindaco nel 2011 nel giorno del mio compleanno!”) a sfidare il candidato presidente del centro destra unito, il primo cittadino di Monte San Biagio Federico Carnevale. Il Pd ha rischiato di non poter gestire un corto circuito interno dopo la prevedibile scelta di Stefanelli di rinunciare alle avances politiche fattegli dal coordinatore provinciale del Pd Omar Sarubbo.
La candidatura del sindaco signora Petroni – sposata e madre di due figli di 19 e 14 anni – è stata formalizzata nella prima serata di sabato dopo che lo stato maggiore aveva disposto di non rispondere alle telefonate e ai messaggi wh dei cronisti. Qualcosa di imprevisto si è verificato dalla serata di venerdì quando della sabbia nella clessidra – le candidature vanno presentate nell’intera giornata di domenica 22 febbraio e lunedì 23 sino a mezzogiorno – erano rimaste poche traccia. Che il Pd avesse deciso di candidare un proprio sindaco era un fatto risaputo ma sapeva pure che la scelta non offriva tante alternative dal momento che i sindaci Dem in carica su 32 comuni pontini – Aprilia, secondo comune della provincia, va depennato perché commissariato per mafia – sono soltanto cinque: Valentino Mantini di Cisterna; Annamaria Bilancia di Priverno; Eligio Tombolillo di Pontinia; Mauro De Lillis di Cori; Barbara Petroni di Roccasecca dei Volsci. Venerdì la sfida si è ridotta a due, tra i sindaci di Priverno Annamaria Bilancia e quello di Coro Mauro Primio De Lillis. Ma dal primo è arrivato subito un garbato rifiuto (“è incompatibile il ruolo di sindaco con l’attività di dirigente scolastica, figuriamoci con quella eventuale di presidente della Provincia”) mentre il 46enne corese Mauro Primio De Lillis non si è dichiarato completamente convinto. Ma il forcing nei suoi riguardi è proseguito anche alla luce del suo profilo politico-professionale.
Di professione commercialista con uno studio a Velletri, De Lillis è stato delegato al bilancio, alla programmazione economica, Tributi e attività produttve per diventare sindaco per la prima volta nel 2017 e confermarsi cinque anni più tardi con la lista civica “Cori e Giulianello Insieme”. Fece rumore il suo dato elettorale: rimase alla guida del comune lepino con il 78,97% lasciando le briciole al suo unico sfidante, Evaristo Silvi. Di De Lillis è piaciuta anche la sua apertura quando ancora era certa la ricandidatura di Stefanelli per conto della coalizione formata dal Pd, da Forza Italia e dai sindaci civici. De Lillis aveva preso parte presso l’infermeria dell’Abbazia dei Priverno Fossanova all’happening organizzato dal presidente uscente della Provincia per stilare un bilancio del suo mandato, gli aveva inviato un interessante endorsement sui social. “Al Presidente Stefanelli rivolgo un sincero riconoscimento per il lavoro svolto e l’auspicio di poter proseguire il percorso avviato nel prossimo mandato, nell’interesse collettivo di tutto il territorio provinciale. Cori farà la sua parte” – aveva scritto De Lillis. Quando era iniziata già venerdì sera la raccolta delle firme a favore della sua candidatura alla carica di presidente della Provincia il sindaco di Cori ha fatto arrivare ai vertici provinciali del Pd il suo “no grazie”. E così che Sarubbo sabato pomeriggio ha dovuto convocare di nuovo la segreteria provinciale.
E l’intento – questa volta centrato – è stato quello di convincere la terza scelta del partito: il sindaco di Roccasecca dei Volsci. Secondo alcune indiscrezioni interne erano state escluse le opzioni di Valentino Mantini – la Procura di Latina ha aperto un’inchiesta sul comune che guida dal 2024, quello di Cisterna indagando un imporrante consigliere Dem – e del sindaco di Pontinia Eligio Tombolillo, all’opposizione in consiglio c’è un altro Dem, il moscardelliano Sandro Medici che ha preceduto Stefanelli alla guida della Provincia. Il Pd, messo alle stretto dopo una valanga di errori di strategia compiuti – ha dovuto chiedere il “sacrificio” alla sindaca più longeva in carico sul territorio provinciale
“Sono una donna di partito e nei momenti di difficoltà non si scappa e si cerca di affrontarli e superarli – ci ha detto la Petroni, impegnata con la famiglia nella gestione di un’impresa di costruzioni e di una rivendita di materiali edili – Il Partito in direzione aveva approvato un documento del segretario Sarubbo che proponeva la ricandidatura di Stefanelli. Il collega sindaco di Minturno ha fatto altre scelte rifiutandola. Eccomi qui pronta a sostenere una sfida che ci rendiamo conto essere impossibile ma il Pd non poteva starsene a casa. L’istituzione Provincia è stata già mutilata nelle sue funzioni dopo l’entrata in vigore della legge Del Rio ma, di fronte ad una richiesta di candidarmi, non me lo sono sentita di dire di no”.
E così che il sindaco Petroni generosamente accettava la proposta del suo partito di candidarsi contro Federico Carnevale con un analogo bagaglio esperienziale del sindaco di Monte San Biagio: sono entrambi al terzo mandato di sindaco….Ma con una variabile che raccoglierà consensi tra i sindaco e i consiglieri comunali donne: Barbara Petroni proverà, dopo Eleonora Della Penna, di diventare la seconda presidente donna della Provincia. Un limite della candidatura della Petroni, oltre che politico, è di natura tempotale. Se il mandato di Carnevale scadrà nel 2029, quello della sua sfidante avrà termine nella primavera del 2027. L’anno prossimo. La Petroni è anche consigliere nazionale dell’Uncem, l’unione dei comuni e della comunità montane, e della Lega italiana delle autonomie e pensa già di calare il poker a Roccasecca: “Naturalmente se la mia coalizione lo riterrà opportuno, sarà pronta per guadagnare la fiducia dei miei concittadini e continuare nel 2027 nell’azione di buona amministrazione per il mio paese”.
Ma il 15 marzo la musica sarà diversa per tante ragioni per la candidata presidente dei Dem. La ritrovata compattezza del centro destra sul nome di Federico Carnevale – nonostante i velenosi “distinguo” del sindaco di Sperlonga e due volte presidente della Provincia Armando Cusani durante il consiglio direttivo dell’altra sera a Terracina della Lega – e l’altissimo peso del voto ponderato dei consigli comunali di Latina e Terracina lasciano al sindaco di Roccasecca speranze prossime per lo zero per succedere a Gerardo Stefanelli… La Petroni non arriva da Marte, sa dei rischi che accompagnano la sua generosa sfida che si preannuncia “impossibile” rispetto a quella del candidato presidente indicato dal Senatore di Forza Italia Claudio Fazzone e avallata dagli omologhi coordinatori regionali di Fratelli d’Italia, Lega e Noi Moderati. Il sindaco Petroni ha voluto dare un taglio alla sua candidatura in vista delle politiche del 2027 e delle regionali del 2028: verificare la tenuta del “costruendo” campo largo nel fronte progressista coinvolgendo lo stesso Movimento Cinque Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra e i sindaci civici? E se il Pd provinciale avesse optato per un’altra e più draghiana opzione, quella di sostenere il candidato presidente del centro destra Carnevale e stare – con una buona lista da presentare in occasione a giugno del rinnovo del consiglio provinciale – nella stanza dei bottoni dalle parti di via Costa? Non è un caso che i verbi preferiti dal Senatore Fazzone sono due: esserci e vincere. Partecipare? Nel 2026 – a suo dire non ci crederebbe più neanche il Conte De Coubertin
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