“Sua figlia ha investito una bambina”, truffatori rintracciati a Cassino dalla polizia stradale

CASSINO – Ancora una truffa ad anziani scoperta dalla Polizia di Stato. Gli agenti della Polizia Stradale di Cassino notavano sulla strada statale 509 Cassino-Sora un’autovettura Renault Clio, diretta verso il casello autostradale di Cassino, il cui conducente veniva riconosciuto tra quelli segnalati come uno dei responsabili di una truffa ad anziani avvenuta nei giorni precedenti nella provincia di Perugia. Pertanto, veniva predisposto un posto di controllo nei pressi del casello autostradale, dove il veicolo veniva fermato e controllato. I due occupanti risultavano sprovvisti dei documenti d’identità, inoltre l’autista del veicolo risultava avere pregiudizi di polizia per una truffa in danno di anziani. L’insieme di questi elementi portava i poliziotti a procedere ad una meticolosa perquisizione veicolare e personale che dava esiti positivi, infatti nel veicolo ed in particolare all’interno del vano portadocumenti veniva rinvenuta una busta contenente gioielli e denaro contante.

La successiva attività di indagine permetteva di scoprire l’ennesima truffa ad anziani, questa volta consumata in provincia de L’Aquila ad una donna, la quale riceveva una telefonata da un uomo, che spacciandosi come dipendente di un ospedale, la informava che sua figlia aveva investito con l’auto una bambina che versava in gravi condizioni, e solo con un pagamento in denaro o gioielli poteva scongiurare conseguenze penali per la figlia. Naturalmente la signora fortemente scossa assecondava la richiesta consegnando tutto quanto in suo possesso ad un uomo che di lì a poco si presentava presso la sua abitazione.

Le immediate indagini eseguite anche con l’ausilio di personale della Questura di L’Aquila, che provvedeva attraverso i fascicoli fotografici inviati dai “centauri “di Cassino, al riconoscimento dei gioielli e del giovane da parte dell’anziana donna vittima della truffa. I due uomini venivano arrestati ,quali presunti autori della truffa, e posti a disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino che formulava al giudice per le indagini preliminari richiesta di convalida degli arresti e di adozione di misure cautelari personali nei confronti degli indagati. Il Gip convalidava l’arresto, applicando la misura cautelare del divieto di dimora nella provincia di L’ Aquila. La refurtiva veniva riconsegnata successivamente alla legittima proprietaria. I procedimenti si trovano nella fase delle indagini preliminari durante le quali, come anche nelle successive fasi procedimentali e processuali, gli indagati potranno far valere le loro ragioni.