GAETA – Si svolgeranno nel pomeriggio di mercoledì presso la Basilica Cattedrale della parrocchia di Santa Maria Assunta in Cielo i Funerali di Erasmo Pannone. Il disk jockey professionista di 63 anni, è scomparso al termine di una lunga malattia presso la clinica di Villa Azzurra a Terracina. “È un mondo che non c’è più” è il commento unanime di una città che si fermerà alle 15 e 30 nel quartiere Medievale di Gaeta per l’ultimo saluto. “Porto con me – sono le parole del figlio Alessandro – quello che mi hai lasciato: i tuoi valori, le tue parole, i tuoi esempi. Sei parte di quello che sono, e lo sarai sempre. Continuerò a cercarti nei ricordi, nelle cose che mi hai insegnato, e in tutto ciò che mi hai trasmesso”. In lutto è un intero mondo, quello del clubbing, di cui Pannone ha costruito sapientemente l’epopea.
Dalle balere alla musica dance fino ai ritmi più martellanti il mondo della discoteca del Sudpontino si è evoluto seguendo le tendenze internazionali, ed ha esportato i suoi talenti anche all’estero. Insieme a Claudio Coccoluto e Dino Pascali, Pannone ha animato con la sua consolle i fine settimana di intere generazioni in discoteche oggi in gran parte in disuso. Delle sue serate al Giona disco, al Sombrero, solo per citarne alcuni, ma anche nei locali romani, rimane traccia nelle decine di post e commenti che stanno accomunando generazioni diverse.
Il sindaco di Gaeta Cristian Leccese ha voluto ricordare il suo concittadino per come “ la sua musica ha saputo regalare emozioni, sorrisi e momenti indimenticabili a intere generazioni nel nostro comprensorio”. “Erasmo – ha detto – non è stato soltanto un grande dj, ma un autentico punto di riferimento per il mondo dell’intrattenimento locale: con passione, talento e dedizione ha animato serate, piazze ed eventi, contribuendo a rendere viva e unita la nostra comunità”. Molto lontano dalla retorica il pensiero del collega Ulisse Marciano. “Ciò che resta del “mondo della notte” del sud pontino è in lutto. Non servono epigrafi, ma riflessioni: nonostante la malattia non ha mai perso la speranza, nonostante la consapevolezza non ha mai smesso di amare”. E sottolinea come Pannone considerasse la musica fosse “la migliore terapia”.