Delusione a Gaeta e Sperlonga per il mancato riconoscimento di Capitale del mare 2026

È stato duro per i comuni di Sperlonga e Gaeta – soprattutto per quest’ultimo – celare il proprio rammarico dopo la proclamazione venerdì mattina della capitale italiana del mare 2026. A decretare il nome del comune di Ravenna scelto tra i 54 in lizza per fregiarsi di questo ambito riconoscimento è stato il ministro per la protezione civile e le politiche del mare Nello Musumeci nel corso di una cerimonia organizzata presso la Sala monumentale della presidenza del Consiglio dei ministri. Quella di Ravenna è stata senz’altro una vittoria a sorpresa in considerazione delle candidature di comuni sulla carta più noti relativamente al loro rapporto con il mare e la cultura marinara. Tra questi i pontini Gaeta e Sperlonga, la superfavorita Genova e, ancora, Ancona, Riccione, Brindisi, Taranto, Santa Cesarea Terme e Policoro. E invece il milione di euro assegnato dal governo per finanziare le attività di promozione della cultura marinara andrà al comune romagnolo di Ravenna, il cui progetto è stato considerato da una commissione qualificata il migliore tra tutte le città in lizza.

Soprattutto di quello di Gaeta che con il progetto intitolato “Gaeta, Città della cultura del mare. Blu: oltre l’Orizzonte nelle radici dell’essere” sperava di riscattarsi dopo la delusione incassata due anni fa in occasione del riconoscimento della capitale italiana della cultura. E invece l’ha spuntata Ravenna, comune a guida centro sinistra, che si è vista attribuire un titolo finalizzato a promuovere progetti, iniziative e attività dedicate alla valorizzazione e alla piena fruizione della cultura marittima italiana ma anche per favorire il confronto e la competizione positiva tra le diverse realtà territoriali costiere, coinvolgendo tutti i Comuni italiani affacciati sul mare. Sono considerate – ha spiegato il suo intervento il Ministro Musumeci – tutte le componenti dell’economia marittima, con particolare attenzione alla diffusione della conoscenza del mare, alla tutela della biodiversità e all’uso sostenibile delle risorse marine. Il titolo “Capitale italiana del mare” intende anche favorire il confronto e la competizione positiva tra le diverse realtà territoriali costiere, coinvolgendo tutti i Comuni italiani affacciati sul mare. Sono considerate tutte le componenti dell’economia marittima, con particolare attenzione alla diffusione della conoscenza del mare, alla tutela della biodiversità e all’uso sostenibile delle risorse marine.

“Abbiamo 8mila chilometri di coste lungo le quali ci sono città di mare e città con il mare – ha detto ancora il Ministero Musumeci -, credo sia necessario superare questo divario attraverso un approccio diverso alla cultura del mare, del mare non possiamo occuparci solo da maggio a settembre”. Il progetto di Gaeta era considerato tra i favoriti dopo aver ricevuto adesioni importanti come la Regione Lazio, le province di Latina e Caserta, le aree metropolitane di Roma e Napoli, l’Arcidiocesi, la Camera di Commercio, l’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno centro settentrionale e un’infinità di comuni, tra cui quello lontano di Catania. E invece il comune confinante di Sperlonga, guidato da un sindaco di centro destra come quello di Gaeta, ha presentato (in sordina) anch’esso un progetto che, dal titolo “L’Antica Via Flacca tra Terra e Mare, le Ville di Tiberio, di Giulia e le Grotte di Pilato” con le partnership di comuni di Capri, Ventotene e Ponza , alla distanza un’azione di disturbo l’ha creato a quello più reclamizzato di Gaeta.

Il sindaco Cristian Leccese ha fatto fatica a nascondere la propria delusione condividendo quanto dichiarato durante la cerimonia di premiazione dal Ministro Musumeci e, cioè, che “esiste una differenza sostanziale tra città con il mare e città di mare. Gaeta è orgogliosamente una città di mare: una realtà dove l’identità, l’economia e persino il linguaggio sono plasmati quotidianamente dal rapporto con le onde. Questa consapevolezza è stata il cuore pulsante della nostra candidatura”. Gaeta ha incassato un’altra sconfitta ed il sindaco Leccese, dopo aver espresso “agli amici di Ravenna le nostre più sentite congratulazioni”, ha dichiarato di “non essere tornato a casa delusi, tutt’altro, consapevoli di aver costruito qualcosa di straordinario. Il nostro progetto si è rivelato essere estremamente consistente, efficace, lungimirante. Abbiamo realizzato un qualcosa di storico, con un appassionato e sensibile coinvolgimento di tante realtà territoriali, non solo del Lazio, fatto unico finora. Voglio ringraziare sentitamente i tantissimi enti, istituzioni pubbliche e private, tra cui la Regione Lazio e le Città Metropolitane di Napoli e Roma. Questa partnership forte e autorevole è la prova tangibile che Gaeta è un punto di riferimento per l’intero territorio nazionale”.

A Gaeta, nonostante diversi e prestigiosi sostegni a livello nazionale, è stata preferita Ravenna, nonostante i suoi prestigiosi mosaici ed un porto commerciale in cui opera- ironia della sorte – una società gaetana leader in campo nazionale delle merci”. Il sindaco Leccese, anche dopo questa seconda sconfitta, ha ripetuto, concludendo, quanto aveva dichiarato dopo aver sfiorato il titolo di capitale della cultura 2027: “Nulla di quanto inserito nel nostro dossier verrà accantonato. Abbiamo tracciato una rotta chiara per la valorizzazione della nostra cultura marittima e continueremo a seguirla con determinazione. I rapporti instaurati in questi mesi non potranno che intensificarsi, portando benefici concreti alla nostra economia del mare. Mi riempie di orgoglio l’entusiasmo manifestato non solo dai gaetani, ma da un ampio comprensorio che ha sostenuto con convinzione la nostra candidatura. Le centinaia di messaggi di incoraggiamento ricevuti anche in queste ore, testimoniano quanto Gaeta sia percepita come una realtà dinamica e credibile nel Mediterraneo”.

Che il mare debba essere una risorsa identitaria , economica e culturale lo ribadisce, ma senza drammatizzare più di tanto, il sindaco di Sperlonga Armando Cusani che sottolinea come il progetto presentato dal borgo saraceno “L’Antica Via Flacca tra Terra e Mare, le Ville di Tiberio, di Giulia e le Grotte di Pilato”, abbia un elemento comune denominatore ben definito, l’Antica Via Appia, un tempo di collegamento tra l’urbe ed il porto di Brindisi, “e dunque volgendo lo sguardo ad est, all’oriente, ed oggi simbolo di rinascita e asse portante di congiuntura, da cui far dipartire un corridoio culturale-archeologico-marittimo, unitario e integrato, di respiro internazionale”.E questa linea culturale via Mare è capace di collegare la costa imperiale alle isole del Mito: Capri (con la Villa Jovis), Ventotene (con la Villa di Giulia) e Ponza (con le Grotte di Pilato). “Ho solo un rammarico – ha commentato il sindaco di Sperlonga – Il progetto, oltre ad avere partner i Comuni di Capri, Ventotene e Ponza, il Dipartimento, garantisce sostenibilità ambientale, conservazione e tutela degli ecosistemi delle aree marine protette e, soprattutto, ci avrebbe permesso di riqualificare con il contributo del governo anche un tratto della stessa antica via Appia, patrimonio mondiale dell’Unesco”.