Società escluse da eventi pubblici a Minturno, la protesta di Marco Moccia

MINTURNO – Marco Moccia,  componente della segreteria dell’ Assessore Regionale allo sport Elena Palazzo, protesta per l’esclusione di alcune società sportive da un evento pubblico organizzato dal comune di Minturno. Segue una sua dichiarazione. “Ho appreso della realizzazione dell’incontro di sensibilizzazione e prevenzione recentemente organizzato dal Comune di Minturno presso il Liceo Scientifico “Alberti”. Un’iniziativa certamente meritevole nei contenuti e nelle finalità, soprattutto quando si affrontano temi delicati come il rispetto, le relazioni sane e la prevenzione della violenza.

Marco Moccia

Proprio per questo, però, non posso non rilevare con rammarico l’ennesima scelta discutibile da parte dell’Amministrazione comunale: non tutte le società sportive del territorio sono state coinvolte o invitate a partecipare. Non è la prima volta che ciò accade e, purtroppo, si rafforza sempre più la sensazione che a Minturno esistano società sportive di serie A e società sportive di serie B, associazioni considerate “amiche” e altre trattate come realtà marginali. Un modo di operare che appare francamente incomprensibile e profondamente sbagliato. Lo sport rappresenta uno dei principali strumenti educativi e sociali per i nostri giovani: è luogo di crescita, rispetto delle regole, inclusione e formazione civica. Proprio per questo le società sportive dovrebbero essere le prime ad essere coinvolte in iniziative di prevenzione e sensibilizzazione rivolte ai ragazzi quando un evento è organizzato dall’Amministrazione comunale, esso non appartiene ad una parte, ma all’intera comunità. E l’Amministrazione ha il dovere di rappresentare tutti, senza distinzioni e senza preferenze. Per questo motivo esprimo piena solidarietà alle società sportive che, ancora una volta, sono state ignorate e non coinvolte. Mi auguro che in futuro si cambi metodo, adottando criteri di trasparenza, inclusione e rispetto istituzionale, perché lo sport non può e non deve diventare terreno di divisione o di selezione politica. Lo sport è di tutti. E le istituzioni devono esserlo altrettanto”.