Sanatoria alloggi confiscati a Formia alla famiglia Bardellino, i risvolti del Consiglio

FORMIA, case confiscate alla Famiglia Bardellino – “Tante stranezze sono avvenute sabato nell’estenuante maratona consiliare al comune di Formia in cui nella stessa maggioranza di centro destra la mano destra non sapeva quello che faceva quella sinistra”. Il Clima di tensione non è passato inosservato al capogruppo di “Un’altra città” Paola Villa quando si è trattato di approvare una proposta di deliberazione che, approntata dal dirigente del settore Urbanistica Pietro D’Orazio, ha per certi versi sanato (e dunque non saranno demoliti) i subalterni 2,3,5,6 e 7, particella 1165 del foglio catasta- le 13 del comune di Formia che, pur risultando completamente abusivi, sono stati prima sequestrati e poi confiscati alla famiglia Bardellino. Che qualcosa non torni lo tiene ora a precisare l’ex sindaco di Formia Paola Villa. Innanzitutto la proposta di delibera è stata approvata da quasi l’intero consiglio comunale – l’unico voto contrario è della stessa consigliera Villa – quando non ha ricevuto alcun parere (forse non sarebbe stato necessario acquisirlo) da parte della commissione urbanistica riunitasi, a più riprese, sull’argomento negli ultimi mesi. Gli alloggi, che si trovano in una situazione di completo abbandono e incuria, sono stati sanati perché lo prevede una normativa dello Stato che offre agli enti locali, in primis ai comuni, di avvalersene quando è stata presentata una “Dichiarazione di prevalenti interessi pubblici al mantenimento degli immobili abusivi” . Non torna alla consigliera Villa ma – come riportato – anche alla Dem Imma Arnone- il contenuto di un inatteso emendamento della consigliera comunale di maggioranza di Forza Italia, Tania Forte, che della commissione urbanistica è presidente. Secondo la professoressa quell’emendamento è “apparso una palese mozione di sfiducia nei confronti del dirigente D’Orazio e dello stesso assessore all’urbanistica, Mario Martino, che il sindaco Gianluca Taddeo ha nominato su espressione della stessa Forza Italia”. Ma cosa è successo? L’emendamento dell’architetto forzista Forte – secondo la quale la delibera oggetto di votazione non era esaustiva – chiedeva l’inserimento nel suo corpo sia i verbali (di due sedute svolte senza un voto finale…) della commissione di cui è potente presidente che le spiegazioni procedurali del dirigente D’Orazio. Un fatto è certo. Il consiglio comunale si è dovuto inchinare al diktat della presidente Forte tant’è che l’emendamento, dopo essere stato approntato (a quanto pare) a quattro mani) con la segretaria generale Marina Saccoccia, ha richiesto l’intervento personale del sindaco di Formia Gianluca Taddeo. Come? Tania Forte ha chiesto e preteso che su quel foglio integrativo ci fossero le firme di tutti i consiglieri comunali di maggioranza, compresi quelli di Fratelli d’Italia? E a raccogliere le firme è stato un imbarazzato sindaco di Formia. Quella della Forte stata una mancanza di fiducia, un segnale inviato all’esterno o cos’altro? In questa fase thrilling del consiglio comunale di Formia Paola Villa ha intravisto – a suo dire – un’altra anomalia, anzi due. La prima. La presidente della commissione urbanistica (“forse ha ecceduto la sua facoltà” – osserva subito la professoressa Villa) ha chiesto che il voto fosse nominale, a scrutinio palese, quando questa procedura – in alternativa c’è la semplice alzata di mani – “viene decisa dalla segretaria generale dell’ente o, in alternativa, dal presidente del consiglio comunale Pasquale Cardillo Cupo che per la prima volta, forse per la stanchezza accumulata, non ho visto in gran forma….” – ironizza la Villa. Della seconda anomalia se sono accorti tanti cittadini che stavano utilizzando lo streaming del comune di Formia per la messa in onda del consiglio comunale: “In occasione dell’appello nominale e, in seguito, al suo esito il collegamento video si è interrotto”.
Una trama di un romanzo noir del miglior Luca Lucarelli che la consigliera Villa ha arricchito ora con un velenoso commento politico. In consiglio comunale è arrivata una delibera (“si è rivelata più delicata dell’atto amministrativo più importante che adotta un Comune, quello del bilancio di previsione 2026) in cui è stato acclarato come “l’immobile costruito dalla famiglia Bardellino in via Giorgio La Pira, in località Vindicio risulta essere stato realizzato in totale difformità a quanto autorizzato. L’edificazione della proprietà di Bardellino è stata realizzata con nessun titolo urbanistico, ma con un “semplice parere” della commissione edilizia il 23 febbraio 1973. Ci sono voluti 53 anni per dire che la palazzina dei Bardellino è totalmente abusiva – ha scritto sui social l’ex primo cittadino – Sull’immobile sussistono due domande di condono, una datata 1995 e l’altra 2004, entrambe ancora oggi in attesa di istruttoria da parte del comune e che ci auguriamo che vengano ora respinte. Così come fu archiviata la richiesta di condono nell’ottobre 2018 presentata da Angelo Bardellino. La proprietà è formata da 8 appartamenti, una corte lastricata e dei garage. Cinque appartamenti sono stati prima sequestrati e poi confiscati alla famiglia Bardellino, successivamente assegnati al comune di Formia. Proprio per regolarizzare e quindi condonare gli appartamenti confiscati si è approdati in consiglio comunale approvando una delibera consentita daalla legge sui beni confiscati”. Paola Villa è durissma quando scrive di “restare dell’idea che quella palazzina andrebbe abbattuta proprio perché abusiva, proprio perché appartiene alla famiglia Bardellino che in spregio ad ogni governo cittadino ha fatto ciò che gli pareva.
Resto dell’idea che andrebbero immediatamente rigettate le due domande di condono, anzi era bene arrivare in consiglio comunale con le due pratiche già archiviate e concluse. Tutta questa storia e questi 53 anni di abusi restano lì a cristallizzare cosa ha rappresentato e continua a rappresentare la famiglia Bardellino per questa città.”. Dichiarazioni forti indirizzate, questa volta, secondo molti, al dirigente D’Orazio e alla politica: “Ci è stato risposto che stanno rigettando quelle richieste di sanatoria ma nessuno ha detto che sono state rigettate. Volevo quindi insinuare il dubbio che, dopo il condono di questi 5 appartamenti, anche i privati possano far valere le loro ragioni sugli altri della stessa palazzina”. Insomma la commissione urbanistica avrebbe potuto e dovuto riunirsi piuttosto che far partorire dal consiglio comunale di Formia i classici gattini ciechi. Ma ci sono i fondi per iniziare i lavori di ristrutturazione? La fretta resta sempre una cattiva consigliera…anche se lo streaming per qualche minuto va in tilt. Capita