CASSINO – La vertenza dello stabilimento Stellantis di Cassino è approdata al centro del dibattito nazionale. Nel pomeriggio di mercoledì 6 maggio, alla Camera dei Deputati, il Partito Democratico ha sollevato la questione durante il Question Time e, presentando un’interrogazione al ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, ha portato sotto i riflettori una crisi industriale che coinvolge migliaia di lavoratori e un intero sistema produttivo territoriale. A intervenire con forza sono stati i deputati Dem Andrea Casu e Vinicio Peluffo dopo l’interpellanza firmata tra gli altri dalla segretaria nazionale Elly Schlein. Nella richiesta i parlamentari hanno rilanciato l’urgenza di risposte concrete sul futuro del sito produttivo laziale. Un passaggio significativo che “rappresenta il punto di arrivo di un lavoro politico e territoriale costruito nel tempo, grazie all’impegno del Pd provinciale e regionale in stretta connessione con quello nazionale”.
La mobilitazione affonda le radici nella grande manifestazione del 20 marzo a Cassino, che ha visto la partecipazione compatta di tutte le sigle sindacali. “Da quel momento, l’iniziativa politica non si è mai fermata, sviluppandosi attraverso un’azione capillare che ha coinvolto ogni livello del partito, dalla direzione nazionale all’incontro tra segreteria regionale e segreteria nazionale che ha portato all’importante discussione odierna in Parlamento”- hanno osservato, Achille Migliorelli, segretario del Pd di Frosinone, Valeria Campagna vicesegretaria Pd regionale con delega al lavoro, Danilo Grossi, membro della direzione nazionale Pd e Nazzareno Pilozzi dell’assemblea nazionale Dem. Al centro della vertenza resta l’attesa per il piano industriale annunciato da Stellantis per il prossimo 21 maggio, considerato decisivo per comprendere le strategie future dell’azienda e le ricadute occupazionali sul territorio.
Lo stabilimento di Cassino “rappresenta – hanno aggiunto gli esponenti del Pd – un nodo cruciale per l’economia non solo della città e dell’intero cassinate, ma anche della provincia, dell’alto casertano e del sud pontino, grazie a un indotto che coinvolge numerose imprese”. La risposta fornita nell’aula di Montecitorio è stata definita “per nulla soddisfacente. Una risposta vuota ed evasiva che conferma i timori del PD di una inconsistenza e di un disimpegno del Governo Meloni su questa tematica che invece è vitale per un intero territorio”. Il Partito Democratico rivendica con forza il proprio ruolo in questa battaglia: “Il posto del PD è questo – sottolineano i dirigenti – a difesa del territorio e a tutela dei lavoratori, troppo spesso lasciati soli e senza ascolto”.
Un cambio di passo deciso, che punta a riportare al centro dell’agenda politica una delle questioni industriali più delicate e complesse degli ultimi anni”. Ora occhi puntati sul 21 maggio: da quel piano dipenderà non solo il destino dello stabilimento, ma anche il futuro di un intero tessuto economico e sociale.