LATINA – È stata fissata per il prossimo 14 maggio l’udienza davanti al Tribunale del Riesame di Roma per Enrico Tiero, ex consigliere regionale, agli arresti domiciliari dallo scorso ottobre nell’ambito dell’inchiesta per corruzione.
Il nuovo passaggio davanti ai giudici romani arriva dopo la decisione della Corte di Cassazione che, il 4 marzo scorso, ha esaminato il ricorso presentato dall’esponente politico e disposto il rinvio degli atti a una diversa sezione del Riesame. Due i profili principali che dovranno essere rivalutati: da un lato la qualificazione giuridica dei fatti contestati, con il nodo tra corruzione e traffico di influenze illecite; dall’altro la sussistenza delle esigenze cautelari.
Proprio su quest’ultimo aspetto la Suprema Corte ha chiesto un nuovo approfondimento, stabilendo che la nuova sezione del Tribunale del Riesame dovrà offrire una «congrua motivazione circa le esigenze cautelari».
Tiero aveva impugnato l’ordinanza con cui il Riesame, nel dicembre scorso, aveva confermato la misura degli arresti domiciliari disposta dal giudice per le indagini preliminari. Il ricorso, articolato in sette motivi dai legali dell’ex consigliere regionale, era poi approdato in Cassazione. I giudici della Suprema Corte hanno accolto parte delle eccezioni difensive, annullando l’ordinanza del Riesame e disponendo un nuovo esame davanti a un diverso collegio.
L’inchiesta è stata condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Latina insieme al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza. Secondo l’impianto accusatorio, al centro delle indagini vi sarebbe un presunto patto corruttivo articolato in più episodi, quattro in particolare quelli contestati, tra cui una presunta dazione di denaro pari a 6mila euro.
L’ex consigliere regionale di Fratelli d’Italia era stato sottoposto, prima dell’applicazione della misura, all’interrogatorio preventivo davanti al gip Giuseppe Cario, che successivamente aveva emesso l’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari.