Autovelox fantasma, da oggi fuori legge il 30% degli apparecchi istallati

“Da una giungla di oltre 10.000 autovelox, spesso nascosti e a ripetizione, passiamo a 3.150 apparecchi regolari e conformi. Basta autovelox fantasma, che erano solo una tassa occulta per milioni di lavoratori e non avevano nulla a che fare con la sicurezza stradale. Dalle parole ai fatti”. Il Ministro dei Trasporti ed Infrastrutture Matteo Salvini ha commentato così sui suoi canali social la pubblicazione in Gazzetta ufficiale che riduce drasticamente il numero degli autovelox che rispettano i parametri di legge.

Da oggi cambia radicalmente la disciplina degli autovelox in Italia. Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto che disciplina l’omologazione, la taratura e la verifica di funzionalità dei dispositivi per il rilevamento della velocità, circa il 30% degli autovelox presenti sul territorio nazionale dovrà essere disattivato.

Il provvedimento, atteso da oltre trent’anni, introduce finalmente una disciplina uniforme sulle caratteristiche tecniche e sulle procedure di omologazione degli strumenti utilizzati per accertare il superamento dei limiti di velocità. L’obiettivo è porre fine alle incertezze interpretative e ai numerosi contenziosi che negli ultimi anni hanno interessato migliaia di verbali.

Oltre mille apparecchi fuori servizio

Secondo le stime, saranno circa 850 i dispositivi immediatamente destinati allo spegnimento, mentre soltanto 3.150 autovelox continueranno a operare perché già conformi ai requisiti previsti dalla nuova normativa. I produttori degli apparecchi esclusi dovranno ora avviare la procedura di omologazione prevista dal decreto, presentando la documentazione tecnica richiesta dal Ministero.

A essere interessati dal provvedimento sono principalmente gli strumenti approvati prima dell’agosto 2017, data individuata dal Mit come spartiacque. Gli autovelox installati successivamente, invece, potranno continuare a essere utilizzati perché rispondenti ai criteri tecnici introdotti negli ultimi anni.

Basta contenziosi sulle multe

Il decreto punta anche a chiudere una delle questioni più controverse degli ultimi anni: la validità delle sanzioni elevate mediante dispositivi semplicemente “approvati” ma non formalmente “omologati”. Numerose pronunce dei giudici avevano infatti accolto i ricorsi degli automobilisti, ritenendo insufficiente la sola approvazione ministeriale in assenza della prescritta omologazione.

Ciascun dispositivo sarà sottoposto a una taratura iniziale, a verifiche periodiche annuali e a controlli di funzionalità. Se uno di questi accertamenti avrà esito negativo, l’autovelox dovrà essere immediatamente disattivato fino al ripristino della conformità.

Più precisione e dati protetti

Il decreto stabilisce anche rigorosi standard tecnici. Il margine massimo di errore ammesso sarà di 3 km/h fino ai 100 km/h e del 3% oltre tale soglia, riducendo al minimo le contestazioni sulla precisione delle rilevazioni.

Particolare attenzione viene riservata anche alla gestione dei dati: fotografie e informazioni relative alle infrazioni dovranno essere crittografate e firmate digitalmente, così da garantirne autenticità, integrità e immodificabilità. I sistemi conserveranno esclusivamente le violazioni effettive, già depurate delle tolleranze previste dalla legge.