FORMIA – Grave la notizia, se fosse confermata dai vertici Asl: all’ospedale “Dono Svizzero” di Formia, al momento, non si impiantano Pacemaker. I pazienti sono dirottati verso gli ospedali di Latina o di Cassino, con comprensibili disagi. A lanciare l’allarme, facendosi portavoce delle proteste delle famiglie di molti cardiopatici, sono le associazioni “Comunità del Lazio Meridionale e delle Isole Pontine” e “Incontri & Confronti” che parlano di un cortocircuito in rapporto alla realizzazione nell’ospedale di Formia, grazie ai fondi del Pnrr, di un moderno centro di elettrofisiologia “che resta al momento inutilizzato”. Una delle eccellenze del “Dono Svizzero”, il reparto di cardiologia, ha incontrato da sempre non poche difficoltà, dalla sua costituzione, alla scelta, avvenuta nel 1986, 40 anni fa, di un gruppo generoso di cardiologi dell’ex Usl Lt/6, impegnato a fare pratica presso l’ospedale di Caserta, a cominciare ad impiantare i Pace Maker temporanei e definitivi anche al “Dono Svizzero”.
Aprì poi anche l’Emodinamica, divenendo l’unico presidio del sud delle provincie di Frosinone e Latina. Purtroppo il deficit di personale in questi ultimi anni ha cominciato a pesare drammaticamente sui reparti del “Dono Svizzero” e in particolar modo sul reparto di Cardiologia. Sono andati via due cardiologi, stentano ad arrivarne altri, i medici rimasti sono costretti a veri e propri “tour de force” per coprire i turni, restando spesso da soli a rispondere della guardia in reparto e a tutte le consulenze del Pronto Soccorso e degli altri reparti. Attualmente sono solo sei che lavorano nell’Utic- Cardiologia, di cui uno si divide con l’Emodinamica; l’unico cardiologo rimasto all’impianto dei pacemaker è ora assorbito dalle guardie. Per qualche giorno di ferie, chi resta deve sobbarcarsi il lavoro di chi è assente. “In queste condizioni non si può lavorare” – tuonano le associazioni “Comunità del Lazio Meridionale e delle Isole Pontine” e “Incontri & Confronti” che, analizzando i dati del SIES, hanno censito nel 2021, tra impianti e sostituzioni, circa 216 interventi; 184 nel 2022, 176 nel 2023, 63 nel 2024. Ora gli impianti sono stati sospesi. “Sappiamo che la direzione Aziendale sta cercando medici in libera professione, ma tale soluzione non è adeguata – dicono le due associazioni presiedute da Francesco Carta e da Marcello di Marco – poiché resta temporanea e lontana dalla creazione di professionalità stabili. C’è da chiedersi perché, all’interno della stessa Asl, non sia possibile avere in distacco un operatore di Latina che, settimanalmente, impianti di pacemaker a Formia.
I controlli periodici effettuati, interessano oltre i mille e cinquecento pazienti e anche per questo occorre un gruppo formato e stabile. Al Goretti c’è personale medico di gran lunga maggiore rispetto a Formia: UTIC – Emodinamica – Cardiologia – Ambulatori, ogni branca ha personale proprio”. La verità degli ultimi tempi è a dir poco precaria: a Formia c’è un solo Cardiologo di guardia nei pomeriggi, nelle notti e nei giorni festivi, “che deve badare alle urgenze dell’Utic, dell’intero ospedale e dei Pronto Soccorso di Fondi e Terracina. Spesso bisogna abbandonare temporaneamente l’Utic per recarsi in altri reparti, cosa assai rischiosa. I turni si ripetono da un giorno all’altro senza i necessari riposi. La situazione è drammatica anche nel Pronto Soccorso, dove è reale il rischio di effettuare le guardie con un medico. Come si fa ad affrontare il mese di agosto in queste condizioni?- si chiedono le associazioni “Comunità del Lazio Meridionale e delle Isole Pontine” e “Incontri & Confronti”- Spesso si sente dire che Formia non è una sede attrattiva per i giovani medici. Certo per i non residenti affittare un alloggio e aggiungere il vitto incide molto sullo stipendio e soprattutto resta poca cosa rispetto ai carichi di lavoro e alle responsabilità. In altre Regioni propongono incentivi sotto forma di alloggi e stabilità in sedi vantaggiose a quei sanitari che, per un certo numero di anni, accettano di lavorare in sedi scomode o poco attraenti. In molte località sono i Comuni stessi ad intervenire dando la disponibilità di un alloggio. Da noi ci sono solo silenzi assordanti e inaugurazioni di apparecchiature che restano inutilizzate”. Tanto…