SANTI COSMA E DAMIANO – Soltanto tre iscrizioni, troppo poche per formare una nuova classe. Nel prossimo anno scolastico la sede di Santi Cosma e Damiano dell’Istituto tecnico Pacinotti non avrà una prima, interrompendo una continuità che durava da tre anni. A darne notizia è il quotidiano Il Messaggero.
Il dato segna una brusca battuta d’arresto per il plesso, che nell’anno scolastico appena concluso era riuscito ad attivare due prime, le sezioni A e B. Da settembre quelle classi diventeranno seconde e continueranno a raccogliere complessivamente circa quaranta studenti. Anche nei due anni precedenti la scuola aveva formato almeno una classe iniziale, riuscendo a mantenere un rapporto consolidato con le famiglie del territorio.
Il bacino di utenza dell’istituto non comprende soltanto Santi Cosma e Damiano, ma si estende anche a Castelforte, Minturno e ad alcuni centri dell’alto Casertano. Proprio per questo, il crollo delle nuove iscrizioni rappresenta un segnale particolarmente preoccupante per il futuro della sede distaccata.
L’ombra del caso Mendico
La flessione arriva a meno di un anno dalla morte di Paolo Mendico, il quattordicenne che frequentava il Pacinotti e che l’11 settembre scorso si tolse la vita nella propria abitazione, alla vigilia del ritorno tra i banchi.
Non esistono elementi che consentano di ricondurre direttamente le decisioni delle famiglie a quella tragedia. È tuttavia inevitabile rilevare come il dato sulle iscrizioni maturi dopo mesi nei quali la scuola è stata al centro dell’attenzione pubblica, delle polemiche e degli accertamenti avviati in seguito alla morte del ragazzo.
La vicenda ha avuto una vasta eco in tutto il sud pontino e nei territori dai quali provengono tradizionalmente gli studenti dell’istituto. Secondo quanto denunciato dai familiari, Paolo sarebbe stato vittima di episodi di bullismo durante il primo anno delle superiori, oltre che nel precedente percorso scolastico.
Le ispezioni e le sanzioni disciplinari
Dopo la morte del quattordicenne, il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara aveva disposto un’ispezione negli istituti frequentati dal ragazzo. Gli accertamenti erano stati seguiti da procedimenti disciplinari nei confronti di alcune figure della scuola.
Alla dirigente Gina Antonetti erano stati inflitti tre giorni di sospensione. Provvedimenti più severi avevano invece riguardato la vicepreside Floriana Forte, sospesa per venti giorni, e la docente Teresa Di Viccaro, destinataria di una sospensione di dieci giorni.
In quei mesi l’istituto aveva respinto le accuse rivolte alla comunità scolastica, denunciando quella che aveva definito una «gogna mediatica».
A settembre cambia la guida del Pacinotti
Il nuovo anno scolastico si aprirà anche con un cambio al vertice. Gina Antonetti ha chiesto e ottenuto il trasferimento all’Istituto comprensivo Giovanni XXIII di Monte San Biagio, mentre la direzione del Pacinotti sarà affidata a Daniela Franzino, proveniente dall’Istituto comprensivo Don Andrea Santoro di Priverno.
La nuova dirigente si insedierà il primo settembre e si troverà subito ad affrontare una situazione delicata. La priorità sarà ricostruire il rapporto di fiducia con le famiglie e recuperare il terreno perduto, provando a rilanciare una sede che negli anni era riuscita a consolidare la propria presenza nel territorio e ad arrivare a circa 150 studenti complessivi.
L’assenza della prima non determina, almeno per il momento, la perdita di posti tra docenti e personale Ata. Resta però un campanello d’allarme evidente: senza un’inversione di tendenza nelle prossime campagne di orientamento, la contrazione degli iscritti rischia di pesare progressivamente sulla tenuta dell’intero plesso.