LATINA – La Procura di Latina ha ottenuto il giudizio immediato per due cittadini tunisini accusati di una serie di reati contro il patrimonio commessi nel capoluogo pontino. Si tratta di Said Tarchoune, 21 anni, e Walid Ouni, 29, entrambi detenuti dopo l’arresto avvenuto lo scorso giugno. Il processo si aprirà l’8 ottobre davanti alla giudice monocratica del Tribunale di Latina Gabriella Naldi.
La richiesta, formulata dal pubblico ministero Francesco Caporotundo, titolare del fascicolo, è stata accolta dalla giudice Mara Mattioli, che nella fase delle indagini aveva emesso l’ordinanza di custodia cautelare. Tarchoune e Ouni sono assistiti dagli avvocati Giovanni Codasteffano, Alessandro Farau e Marilena Spata.
Secondo l’impostazione accusatoria, i due avrebbero fatto parte di un gruppo dedito a furti, rapine e reati connessi, la cui base operativa sarebbe stata individuata in viale XVIII Dicembre, nel centro di Latina. L’ipotesi della Procura dovrà ora essere verificata nel contraddittorio processuale.
Numerosi gli episodi confluiti nei capi d’imputazione. Tra questi figura la ricettazione di uno scooter Aprilia Scarabeo, risultato rubato a Latina il 24 gennaio 2026. Agli imputati viene contestato anche l’utilizzo di carte di credito e bancomat che, secondo gli investigatori, sarebbero stati sottratti durante un furto compiuto all’interno di un’agenzia di viaggi nel centro della città.
La posizione di Tarchoune comprende inoltre ulteriori contestazioni. Una riguarda il furto di un profumo e di un iPod Apple, quest’ultimo sottratto dall’abitacolo di una Nissan il 17 febbraio scorso. Al ventunenne viene attribuito anche il reato di interruzione di pubblico servizio per un episodio che avrebbe coinvolto un’infermiera.
Secondo la ricostruzione contenuta negli atti, il giovane si sarebbe rivolto alla professionista con atteggiamento aggressivo e intimidatorio, apostrofandola ripetutamente, anche con il termine «razzista», e tentando di arrivare al contatto fisico. La situazione avrebbe reso necessario l’intervento dei carabinieri. Anche questo episodio sarà oggetto di valutazione nel corso del processo.
Sono complessivamente sei le persone indicate come parti offese nel procedimento. Il fascicolo si fonda, tra l’altro, sulle informative trasmesse dalla Questura di Latina a partire dal settembre 2025 e sugli accertamenti svolti dai carabinieri della Compagnia del capoluogo.
Dopo gli arresti eseguiti a giugno, le misure cautelari erano state sottoposte anche al vaglio del Tribunale del Riesame, che aveva confermato il quadro indiziario nella misura richiesta per questa fase del procedimento. Con l’ammissione al giudizio immediato, la vicenda approda ora direttamente al dibattimento, nel quale accusa e difese saranno chiamate a confrontarsi sui singoli episodi contestati. Gli imputati devono ritenersi innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.