Castello Baldoni, già Hotel Castello Miramare, in vendita per 7,5 milioni

FORMIA – La sua location reale ed il panorama mozzafiato sull’intero Golfo di Gaeta e sulle isole pontine e campane sullo sfondo hanno convinto in 44 anni, dal 1974 al 2018, moltissimi formiani, ma non solo, a scegliere questo luogo, sulla collina di Pagnano per festeggiare il giorno del loro matrimonio, una ricorrenza, una festa di laurea o di compleanno, un momento importante insomma . Ora l’hotel “Castello Miramare”, dopo 8 anni dalla sua dolorosa chiusura, è in vendita. Le figlie eredi dell’avvocato romano Aldo Baldoni, che lo realizzò prima dell’ultima guerra nel 1937, hanno deciso di metterlo in vendita su due portali del settore a diffusione internazionale. Un altro “pezzo” importante della rinomata tradizione turistica e ricettiva di Formia ha deciso di voltare pagina con un importo – sette milioni e mezzo di euro – che risente dello stato di abbandono e di scarsa manutenzione in versa l’immobile dopo che l’ultra quarantennale, apprezzata e generosa gestione della famiglie Celletti-D’Andrea – le stesse che hanno resistito nella conduzione del Gran albergo Miramare e dell’hotel Il Fagiano a Formia e de “Il Ninfeo” a Gaeta – avevano provato nel 2018 a rinnovare il contratto di locazione o di subentrarne nella proprietà al termine di una difficoltosa trattativa. Il Castello Miramare dal 31 ottobre di 8 anni fa ha riaperto i battenti in alcune sporadiche occasioni, preso in locazione da una nota attività di Fondi impegnata nell’attività della ristorazione e nella banchettistica. La vendita del “Castello Miramare” è un altro duro colpo alla sempre più offuscata tradizione ricettiva e alberghiera di Formia. La politica avrebbe potuto dire e fare di più di fronte ad alberghi venduti all’asta o trasformati in appartamenti ed uffici.

LA VENDITA COSA PROPONE

Intanto l’annuncio di vendita del “Castello Miramare” è stato presentato con un titolo roboante e geograficamente tutt’altro che corretto –“Castello di prestigio con vista sul Golfo di Formia- Dimora esclusiva di grande charme per eventi e ricevimenti” – con una minuziosa quanto dettagliata visita.
“Nel cuore di un suggestivo borgo, in posizione dominante con una spettacolare vista sul Golfo di Formia, sorge questo prestigioso castello, una proprietà di rara bellezza che coniuga fascino, eleganza e straordinarie potenzialità ricettive. Circondato da un magnifico parco e impreziosito da scorci panoramici di grande suggestione, il complesso rappresenta una soluzione ideale per attività turistico-ricettive, matrimoni, eventi esclusivi, ricevimenti e meeting di prestigio.

Il castello, edificio principale del borgo, si sviluppa su tre livelli fuori terra oltre al piano terra destinato ai servizi di accoglienza. L’accesso principale avviene attraverso il giardino, dal quale una scenografica doppia scalinata in pietra conduce al primo piano, dove si trovano un elegante salone e una grande cucina professionale, perfettamente attrezzata per la ristorazione e l’organizzazione di banchetti. Il secondo piano ospita un magnifico salone di rappresentanza, ampio e luminoso, caratterizzato da grandi finestre che incorniciano una vista impareggiabile sul Golfo di Formia. Completano il livello due ulteriori sale, ideali come salotti di ricevimento, sale meeting o ambienti riservati per eventi.

L’ultimo piano è dedicato all’ospitalità e comprende dieci spaziose camere da letto, tutte dotate di bagno privato, progettate per offrire agli ospiti il massimo comfort in un contesto di grande fascino. Il piano terra dispone di ampi locali destinati all’accoglienza, reception e servizi, facilmente organizzabili secondo le esigenze della struttura ricettiva.

All’esterno, il complesso offre un grande gazebo climatizzato, ideale per ricevimenti ed eventi in qualsiasi stagione, oltre a una dependance composta da una splendida villa indipendente distribuita su due livelli, con ampio soggiorno impreziosito da camino, tre camere da letto e uno splendido terrazzo panoramico affacciato sul golfo. Completano la dependance un mini appartamento indipendente e una caratteristica cucina rustica, che arricchiscono ulteriormente le potenzialità ricettive della struttura.

La proprietà è immersa in un vasto parco privato arricchito da frutteto e uliveto, con eleganti viali, ampie aree parcheggio e due scenografiche fontane ornamentali e la possibilità di realizzare un eliporto. A servizio della struttura sono presenti un locale dedicato alle celle frigorifere, un pozzo artesiano per l’irrigazione dell’intera area verde e una moderna centrale tecnologica che assicura un’efficiente gestione degli impianti di riscaldamento e condizionamento dell’intero complesso. Completa la proprietà un terreno edificabile attiguo già correlato di progetto condiviso con il Comune.
L’eccezionale posizione panoramica, la versatilità degli ambienti, l’elevata capacità ricettiva e la completezza delle dotazioni rendono questa proprietà una soluzione unica nel suo genere, perfetta per ospitare grandi ricevimenti, matrimoni, eventi aziendali, boutique hotel, resort di charme o esclusive attività nel settore dell’ospitalità”.

Al potenziale acquirente è stato prospettato un investimento “di assoluto prestigio, capace di coniugare il fascino di una dimora storica con funzionalità moderne con il panorama più affascinante del Golfo di Formia”. Il Castello viene equiparato ad una villa su 4 piani, fa affidamento su 1000 metri quadrati commerciali, 25 locali, 20 bagni, su un appezzamento di terreno -come detto – di 4000 metri quadrati e su un terrazzo. Lo stato dell’immobile viene definito “buono” anche se molti operatori del settore che l’hanno ispezionato parlano di una “cucina smembrata” e di “un’unica sala da pranzo”

LA STORIA DEL CASTELLO

Quando chiuse i battenti il 31 ottobre 2018 solo due rappresentanti della politica del Golfo “osarono” commentare quel triste evento, figlio di un mancato accordo tra la proprietà della famiglia Baldoni e quelle dei Celletti-D’Andrea circa la possibilità di rinnovare l’impegnativo contratto di locazione. Furono l’ex deputato di Forza Italia e allora neo capogruppo consiliare della lista “Formia con te”, Gianfranco Conte, ed il sindaco di Gaeta in carica all’epoca, Cosimino Mitrano. “Apprendo, con dispiacere, della cessazione dell’attività presso il rinomato “Castello Miramare” di Formia, uno dei fiori all’occhiello della ricettività turistica dell’intero territorio gestito dalla famiglia Celletti che rappresenta un’istituzione nel settore alberghiero del Golfo di Gaeta e della Provincia di Latina.

Nel 1972 Angelo Celletti rimise a nuovo un “rudere” che nel corso degli anni, grazie alle capacità manageriali dei suoi eredi, ha rappresentato un’eccellenza nel settore alberghiero e della ristorazione. Una grande perdita per tutti. Un abbraccio di cuore alla famiglia Celletti” – aveva concluso Mitrano. Fece un doveroso riferimento ad un “grande” della ristorazione formiana, ad un pioniere – toscano d’origine ma formiano di adozione- di una più moderna e manageriale immagine turistica di Formia, Angelo Celletti. Con un coraggio inaudito per i primi anni settanta decise di gestire con un contratto d’affitto un immobile che vide ad una ad una le bombe alleate sganciate dagli americani e dagli inglesi nel cielo di Formia durante la terribile primavera del 1944. Eppure questo “Castello” racconta l’epopea di Formia negli anni che precedettero la seconda guerra mondiale.

Nel 1924 Allerame Baldoni, facoltoso rappresentante dell’alta borghesia romana, amante della città e in particolare delle sue stupende colline che si affacciano sul mare del Golfo, acquistò alcuni appezzamenti di terreno in località Pagnano, a trecento metri in linea d’aria dall’appena inaugurata stazione ferroviaria lungo la tratta ferrata Roma-Napoli. Nonostante la natura rocciosa del terreno, Baldoni riuscì a costruire un castello completamente edificato in pietra di travertino martellata. Tutto il materiale edile, fu trasportato a dorso di mulo sulla collina, e la mano d’opera fu garantita da operai provenienti dalla frazione di Trivio mentre per l’esecuzione di lavori particolari – si racconta – fabbri e scalpellini furono “prelevati” dalla loro regione d’origine, la Puglia, per non farvi più ritorno.
Arrivò la guerra e con essa – come detto – i devastanti bombardamenti alleati nel maggio 1944 direttamente da quel mare “che si tocca con un dito”. Sarà stato pure un miracolo ma quella struttura visibile da decine di chilometri fu l’unica ad essere risparmiata dalle bombe anglo-americane.

Nell’immediato dopo guerra questo grosso edificio fu utilizzato come collegio scolastico – ospitava l’istituto San Giuseppe – sino a diventare, nei primi anni settanta, un ricovero di capre e pecore a beneficio di alcuni pastori del sottostante quartiere di Castellone “tra rovi e ortiche, tra cicale e grilli”. Di questo luogo s’innamorò, forse per necessità, Angelo Celletti, il pioniere della ristorazione e della ricettività formiana che aveva rilanciato negli anni precedenti l’ex dimora estiva della regina d’Italia Elena di Savoia, il Grande Albergo Miramare (il testimone ben saldo è da anni in mano ad Antonio Cellletti), ed il vicino hotel Il Fagiano.

Ad Angelo Celletti nel 1972 era mancata la sua secondogenita, Maria Luisa, scomparsa in pochi mesi dopo una vana lotta contro un male incurabile. Celletti non adorava più frequentare i viali dove s’incrociavano, in qualsiasi ora del giorno illustri che hanno fatto la storia del XX° Secolo, nella politica, nello sport, nel mondo dello spettacolo e del costume. E i nomi sono roboanti: Alcide De Gasperi, Luigi Einaudi, Re Farouk,Re Alberto II del Belgio, Principe Amedeo di Savoia, Giulio Andreotti, Maurizio Scelba, Achille Lauro, Carlo Prati, Primo Nebiolo, Bruno Zauli, Richard Burton, Liz Taylor, Marcello Mastroianni, Alberto Sordi, Nino Manfredi, Anthony Quinn, Silvana Mangano, Gina Lollobrigida, Wanda Osiris, Walt Disney, Totò, Sara Simeoni, Pietro Mennea, Lucio Dalla, Pino Daniele e Roberto Cavalli. In questo luogo, davanti la scuola nazionale di atletica leggera “Bruno Zauli”, era diventato ingombrante per Celletti il ricordo dell’adorata figlia Maria Luisa.

Bisogna cambiare aria, magari intraprendo altre iniziative imprenditoriali sempre ad esclusivo servizio di Formia e della sua economia. Celletti senior avviò una trattativa per acquistare “Villa Laura”, la struttura religiosa di Vindicio che gli sfuggì “perché le suore avevano proposto di più”. A fare il resto dal 1974 per il “Castello Miramare” ci hanno pensato la figlia primogenita di Celletti, Carla, suo marito e le figlie, gli stessi che, grazie ad anni di sacrifici e rinunce, hanno continuato questa brillante esperienza di famiglia prelevando a Gaeta il “Ninfeo”.. Ma questa triste pagina triste poteva essere evitata? “La chiusura di chi ne ha la proprietà – aveva scritto nel 2018 su facebook la famiglia Celletti-D’Andrea – non ci consente di continuare. Siamo sereni però. Ce l’abbiamo messa tutta, coniugando tradizione e professionalità…” . Quando nessuno, ma proprio nessuno, è profeta in patria.