GAETA – Il “quadro chiaro e realistico” fornito dal Pd di Gaeta sul percorso politico avviato nel litigioso e microscopico fronte progressista ha evidenziato l’esistenza un messaggio che, seppur sotterraneo, gli stessi Dem hanno inviato agli altri partners della coalizione tutt’altro che definita: non saranno tollerate fughe in avanti di altri dirigenti delle altre forze del centro sinistra gaetano. Il documento della segreteria cittadina si è rivelato essere un chiarissimo ”disco rosso” alla discesa in campo del ’royal baby” della politica cittadina, Simone Avico del Movimento Cinque Stelle, alla testa di un progetto che solo l’interessato conosce, “Cento Passi”. La coordinatrice cittadina dei Dem , Chiara De Conca, è abbastanza severa quando afferma testualmente che “dispiace che il dibattito abbia in alcuni passaggi assunto toni personali, con giudizi e semplificazioni che hanno poco di politico e poco a che vedere con le questioni reali della città. È un clima al quale non intendiamo contribuire. Nessuna divergenza di opinione può diventare un pretesto per incrinare il lavoro comune”. Il Pd sa che numericamente e politicamente è insufficiente rispetto alla supercorazzata del centro destra nonostante il suo timoniere formalmente (e non sostanzialmente) si chiama Cristian Leccese .
Nel documento diffuso venerdì il Pd, stoppando fughe in avanti di Avico ma di tanti altri aspiranti sindaco come lui, ha rinnovato, a pochi giorni della ripresa dei lavori del “tavolo della coalizione” (in programma agli inizi della prossima settimana dopo le brevissime vacanze estive) la necessità di anteporre alla scelta dello sfidante di Cristian Leccese l’elaborazione di un programma condiviso. Chiara De Conca lo chiama “proposta seria e concreta per Gaeta” da approntare “con la partecipazione di tutte le forze che ne fanno parte: nessuna esclusa e nessuna che se ne sia allontanata”. Carramba che sorpresa, l’esegesi della posizione della segretaria dei Dem (e del gruppo consiliare?) è chiara: “Siamo pronti a perdonare il “Royal baby” Simone Avico purché si inondi, anche nel periodo ordinario, il capo di cenere. Lo farà il dirigente pentastellato dopo essere stato invogliato a inserire la prima marcia da alcuni dirigenti fuori controllo dello stesso Pd gaetano? Questa fase si preannuncia un banco di prova per verificare la sua credibilità ed attendibilità politica. Il partito Democratico, insomma, vuole temporeggiare ancora benché sia trascorsi cinque anni dalla bulgara vittoria di Cristian Leccese alle amministrative del 12 e 13 giugno 2022,un’altra era glaciale dal punto di vista politico. Un atteggiamento che richiama la melina calcistica che non fa altro che rinvigorire e rilanciare la proposta politica di Cristian Leccese, di per sé assai debole rispetto a quella con Cosimino Mitrano cinque anni fa aveva concluso il suo decennio sindacale. Il Pd ha annunciato che il lavoro della coalizione “proseguirà nelle prossime settimane, con un calendario di incontri già definito e con iniziative pubbliche unitarie sulle questioni che riguardano il futuro della città.
A quel tavolo il Partito Democratico intende contribuire non soltanto con la propria partecipazione, ma anche favorendo il coinvolgimento di forze civiche e partitiche che desiderano rafforzare il fronte dell’alternativa all’attuale governo della città. L’integrità del tavolo politico e l’auspicio del suo allargamento restano per noi obiettivi prioritari”. Anche questo passaggio del documento della segretaria De Conca non è esente di legittime critiche e riserve. Nel 2027 saranno trascorsi 25 anni – un quarto di secolo – dalla conclusione del doppio mandato dell’ultimo (vero) sindaco di centro sinistra di Gaeta, Silvio D’Amante. Per il Pd 25 anni e sei…consiliature – quelle di Massimo Magliozzi, di Anthony Raimondi, il doppio mandato di Mitrano e quello agli sgoccioli – non sono ancora bastate per immaginare una Gaeta diversa e migliore rispetto a quella che il centro destra sta garantendo dal 2012,da 15 anni. Si tratta di un deficit politico non trascurabile dietro il quale in Pd indossa con successo, attraverso il documento della segretaria la maschera allorquando il Pd dice di essere e di rimanere una “comunità plurale, nella quale il confronto è vivo e ciascuno può esprimere, anche pubblicamente, riflessioni personali: è una ricchezza, non una debolezza, e riguarda in egual misura tutte le forze impegnate in questo percorso. Le scelte del Partito, però, nascono e maturano nei suoi organi, e vengono portate al tavolo di coalizione con franchezza e lealtà verso tutti gli alleati. È lì che continueremo a discutere di programma, di metodo e di ogni altra questione”.
Chiara De Conca lo scrive tra le righe: le scelte elettorali del suo partito a Gaeta dovranno essere avallate nei livelli superiori perché il Pd era e resta un partito che non è stato tale alle amministrative del 2022,a livello provinciale e regionale, quando avallò l’inutile e lacerante diaspora tra la maggioranza interna che sosteneva la candidata sindaca Sabina Mitrano e quella minoritaria che aveva appoggiato con il microscopico sostegno delM5S la ricandidatura dell’ex primo cittadino Silvio D’Amante, poi generoso e responsabile a farsi da parte per permettere l’ingresso in consiglio di chi poi l’opposizione ha fatta concretamente (ricorrendo anche al pronto soccorso del Dono Svizzero per tenere a bada le sue coronarie (nei confronti della Giunta Leccese, il consigliere Franco De Angelis. Mancano pochi mesi alla riapertura delle urne e il Pd ribadisce come il confronto è oggi dedicato alla costruzione della proposta per la città, ed è da lì che nasce tutto il resto. Questo non preclude nulla e non esclude nessuno: quando sarà il momento, ogni scelta sarà il frutto di una discussione condivisa tra tutte le componenti della coalizione.
Il Partito Democratico di Gaeta continuerà a lavorare, con serietà e con spirito di collaborazione, insieme alle forze politiche, alle liste civiche, alle associazioni e a tutte le persone che desiderano contribuire. Ogni energia messa al servizio della città è una risorsa, non un ostacolo. Le differenze di sensibilità e di percorso esistono e sono legittime: il nostro compito è tenerle insieme, non trasformarle in fratture. È questo che i cittadini di Gaeta si aspettano da chi vuole offrire loro un’alternativa credibile di governo, ed è questo l’impegno che continueremo a onorare”. Intanto c’è un’altra energia ed intelligenza del vero centro sinistra di Gaeta che rimane, “beato e contento”, nei giardinetti e sui muretti che costeggiano il lungomare di Serapo: l’ex sindaco socialista Salvatore Di Maggio. Il Comune di Gaeta l’ha guidato anche se per un limite temporaneo e, dopo aver messo a disposizione dell’Asl di Latina la sua preparazione e affidabilità professionale, è uno dei pochi nell’arcipelago progressista gaetano che conosce la differenza tra una determina dirigenziale, una delibera di Giunta e di consiglio comunale. Mica una cosa di poco nel 2026…