FORMIA – Emergono nuovi dettagli sul contenuto dell’ordinanza numero 16 del 4 settembre scorso con cui il dirigente del settore urbanistico del Comune di Formia Pietro d’Orazio ha intimato la demolizione di due unità abitative un tempo di proprietà della famiglia Bardellino in via Giorgio La Pira nel quartiere residenziale di Vindicio. Gli immobili erano state sì confiscati dall’agenzia nazionale dei beni sottratti alla criminalità organizzata per essere adibiti ad ospitare gli agenti non sposati della sezione navale della Guardia di Finanza ma, in effetti, erano stati realizzati – e l’ha accertato dopo anni lo stesso comune di Formia -….nel 1973 in contrasto con il piano regolatore generale e in violazione di alcuni vincoli ambientali e sismici.
Che la procedura di riqualificazione e assegnazione degli immobili avesse conosciuto dal 2021 dei rallentamenti – nel frattempo lo scorso marzo era stata rigettata dopo 22 anni anche una richiesta di sanatoria di alcune migliorie volumetrie nel frattempo eseguite – realizzazione di una ve randa, di una scala esterna in ferro per l’accesso dal piano seminterrato al piano terra, di un locale di sgombero al piano seminterrato e nell’ampliamento del porticato- lo aveva segnalato alla Procura di Cassino il gruppo di Formia della Guardia di Finanza. Da qui la decisione del Procuratore capo Carlo Fucci di aprire lo scorso luglio un fascicolo contro ignoti con l’ipotesi di reato di omissione d’atti d’ufficio.
Nel mirino dell’autorità giudiziaria di Cassino la mancata applicazione di uno specifico protocollo d’intesa che, sottoscritto nel 2021 dall’allora commissaria Prefettizia del comune Silvana Tizzano, assegnava appunto alla sezione navale delle Fiamme Gialle cinque degli otto immobili appartenuti sino al 2013 alla famiglia Bardellino. La Procura aveva cominciato ad indagare su due sedute della commissione urbanistica nell’agosto 2025 e del febbraio scorso alla vigilia del voto favorevole da parte del consiglio comunale su una sanatoria considerata “necessaria” in base alla normativa che regolamenta la gestione dei beni confiscati al crimine organizzato.
Come da previsione a pronunciarsi sull’ordinanza di demolizione dell’ingegner D’Orazio è stata l’ex sindaco di Formia Paola Villa. L’attuale capogruppo della lista di opposizione “Un’altra città”, in concomitanza dei primi sopralluoghi dei funzionari della ripartizione urbanistica e della Polizia Locale, aveva chiesto al comune di verificare la legittimità dell’uso dei locali da parte di alcuni componenti della famiglia Bardellino. Il sopralluogo richiesto era stato disposto e l’ex sindaco non aveva per niente gradito che fosse stata lei a sollecitarlo provocandole, di fatto, un’esposizione poco gradita.
L’ordinanza di demolizione del comune di Formia per gli immobili di via La Pira è stata commentata in questi termini dall’ex primo cittadino: “E’ una storia che seguiamo da tempo, che forse e sottolineo forse sta arrivando alle “battute” finali. E’ una storia che seguiamo da tempo, che, al contrario di ciò che qualcuno scrive e dice, non ha mai portato “vantaggi” politici o elettorali, anzi, ha portato tanto isolamento, veramente tanto. Una storia che seguiamo da tempo, che abbiamo raccontato, una storia che descrive come sia avvenuta una “colonizzazione” di un territorio da parte di chi quel territorio lo ha sfruttato a proprio vantaggio, ci ha portato affari e business non leciti. Una storia che seguiamo da tempo, dove il cognome Bardellino, era impronunciabile e dove in tanti hanno difeso l’indifendibile e hanno detto che era “meglio non parlare di camorra, perché non fa bene all’immagine della città”… veramente in tanti. Ora aspettiamo che l’ordinanza sia eseguita”.
Dalle minoranze è arrivato anche il commento della consigliera del Pd Imma Arnone: “Acquisiamo a patrimonio anche questi appartamenti e restituiamoli alla collettività! Dopo un lungo percorso durato anni, le case confiscate alla famiglia Bardellino furono acquisite a patrimonio dall’agenzia dei beni confiscati nel 2013, sistemati ed assegnati a persone in grave emergenza abitativa. Purtroppo durarono poco e queste famiglie si trovarono costrette a lasciare le abitazioni, a causa delle continue ingerenze degli ex proprietari, che rendevano loro la vita impossibile. Successivamente gli appartamenti furono vandalizzati e resi nuovamente invivibili. Nel 2021 il Commissario Prefettizio Tizzano firmò una convenzione per l’assegnazione dei suddetti appartamenti alla Guardia di Finanza settore navale, come foresteria. In questi anni la lentezza è regnata sovrana!! Quando poi con urgenza il dirigente all’Urbanistica Pietro D’Orazio, ha chiesto la convocazione della Commissione dedicata per poter superare, attraverso una legge speciale che si applica solo ai beni confiscati, la questione del condono e fare i lavori”.
L’esponente Dem non manca di censurare il comportamento ostruzionistico della presidente della commissione Urbanistica,la forzista Tania Forte, creando non pochi motivi di imbarazzo nella stessa maggioranza di centro destra:”In commissione sono stati sollevati tanti dubbi dalla maggioranza che, in particolare dalla sua presidente, la consigliera Tania Forte, che ha ulteriormente rallentato i tempi della delibera. Io l’ho immediatamente votata, il rispetto pieno della legalità e della restituzione alla collettività di strutture frutto di attività illecite. Altra pantomima in Consiglio Comunale , sempre da parte di alcuni pezzi della maggioranza, che hanno costretto a rallentare la votazione attraverso inutili motivi e modifiche. Finalmente è arrivata la fine della ristrutturazione e l’ordine di abbattimento per gli altri appartamenti , come era previsto! La legge per i beni confiscati prevede , nel caso non vengano abbattuti gli appartamenti, l’acquisizione a patrimonio e questo sarebbe sicuramente un ulteriore passaggio importante che auspico vivamente”- ha concluso Arnone.