GAETA – Le polemiche, al calor bianco, alimentate sulla paventata delocalizzazione dello stadio di calcio “Antonio Riciniello” di Gaeta in località Arzano, e la rigenerazione urbana dell’area ex Avir, approderanno con l’inevitabile amplificazione politico-elettorale nel consiglio comunale convocato l’altra mattina dalla conferenza dei capigruppo per giovedì 24 settembre, alle 9.30. Nell’agenda consiliare c’è un argomento, il sesto ed ultimo, che solleticherà di sicuro la bagarre tra il sindaco e le minoranze preoccupate che dietro il progetto di riqualificazione di questo tratto del litorale di Serapo si celi un presunto intervento residenziale privato: la conclusione del procedimento di approvazione del progetto in variante al Prg per l’ultimazione della impianto sportivo in via Venezia che dista poche decine di metri dallo stadio Riciniello ed è confinante con la stessa ex Avir e del piazzale dell’ex stazione ferroviaria.
Il comitato civico, che chiede la sua ripubblicizzazione e, dunque, il ritorno nel patrimonio inalienabile del comune di Gaeta, si dichiara preoccupato delle previsioni del sindaco quando sostiene che la rigenerazione dell’intera area di Serapo comprenderà anche l’area laddove, sino al 1981,arrivavano i treni da Formia.
Il presidente del comitato “Pro Piazzale” Damiano Di Ciaccio rinnova i suoi timori quando ribadisce come l’esistenza delle “notizie contraddittorie (“c’è chi pubblica progetti commissionati dalla associazione costruttori edili di Latina ad uno studio di Milano e chi smentisce parlando di parco verde”) non riuscirà “a confondere le idee di chi ha ben chiara la realtà del Piazzale Ex Stazione”.
Al sindaco, impegnatosi a restituire il piazzale ad un uso pubblico, sono state chieste “onestà intellettuale ed un’assunzione di responsabilità”. Per cosa? “Far conoscere il reale stato delle cose”.
Di Ciaccio ricorda a Leccese che gli oltre mille cittadini componenti del comitato, quando il consiglio comunale aveva bocciato con i voti della maggioranza di centro destra la delibera di iniziativa popolare finalizzata alla riacquisizione dell’area dal Consorzio industriale regionale, avevano “intuito” il timore che la scelta riguardante l’inserimento del piazzale nel progetto “Cajeta Anima Vitri” “poteva confondere e rallentare l’iter di riacquisizione. Ora appare chiaro che questo progetto altro non è che specchietto per le allodole, nessuno lo ha visto, nessuno lo conosce, chi ha provato ad interpretarlo viene smentito”.
Il tempo è scaduto e tantissimi gaetani, “stanchi e delusi da promesse, hanno diritto di conoscere con chiarezza la verità ed essere correttamente informati sullo stato della trattativa in corso dal 2024 fra Comune e Consorzio Industriale regionale”.
Da qui l’invito a Leccese ad occuparsene anche attraverso atti ufficiali “per risolvere la questione”. Per il comitato il piazzale è sempre stato destinato ad uso pubblico “fino a quando con un blitz è stato in parte venduto dal Consorzio Industriale del sud Pontino e in parte dato in gestione ad una società di parcheggi privati senza la dovuta vigilanza della Amministrazione Comunale.
Quando un bene pubblico viene allegramente privatizzato – osserva il presidente Di Ciaccio – viene danneggiata l’intera comunità. Il Sindaco in primis e l’intero Consiglio Comunale, consci dell’errore commesso. si sono impegnati con un loro atto a trovare una soluzione per restituire alla cittadinanza lo spazio” rubato”. Attualmente il piazzale versa nel più profondo degrado, le radici degli alberi ostacolano l’uscita verso Via Mazzini, le recinzioni del parcheggio sono diventate ricettacolo di rottami e rifiuti, l’erba cresce tranquilla e indisturbata con la presenza di roditori, la viabilità non rispetta minimamente le norme di sicurezza e del codice della strada “mentre l’amministrazione, incapace di rimuovere una struttura oggetto della ordinanza del Sindaco 83/2026 del 17 febbraio 2026 ,resta inerte e insensibile”
DE ANGELIS (PD): “LECCESE SI DIMETTA”
L’iniziativa sul piano comunicativo è decisamente forte: il sindaco di Gaeta si dimetta e “lo faccia nell’interesse della città che dice falsamente di amare”.
La richiesta, anche se “a titolo personale”, è stata formalizzata sui social da uno dei tre consiglieri comunali in carica del Pd, partito che su queste due sensibili questioni elettorali non sta a sua volta brillando per un’unità d’intenti, sempre sul piano politico-comunicativo.
Il capogruppo Dem Emiliano Scinicariello aveva formalmente chiesto di revocare – pena il coinvolgimento dell’Anac, l’Autorità nazionale anti corruzione- le due determine dirigenziali con cui il responsabile del settore Urbanistica del Comune Pasquale Serapo aveva nominato gli altrettanti professionisti incaricati di elaborare i progetti esecutivi per spostare lo stadio e mettere ordine all’area dell’ex Avir.
Ora il consigliere Franco De Angelis è ancora drastico: il “suo dovere” è quello di dire “una cosa chiara”: sollecitare le dimissioni del sindaco di Gaeta. A dire dell’esponente Dem “Leccese sta facendo con l’ex Avir, con il Riciniello e con parte del Piazzale della ex Stazione la stessa identica cosa che ha fatto con le concessioni balneari. Si è fatto dire dai concessionari demaniali uscenti quali opere pubbliche servono alla città. Ora si fa dire dai costruttori dell’Ance di Latina. tramite un progetto commissionato alla società d’ingegneria “Lombardini 22” di Milano, cosa costruire a Gaeta e di cosa ha bisogno la nostra Città”.
La richiesta di dimissioni, che naturalmente non avrà alcun seguito, è motivata dalla carenza da parte “del sindaco Leccese e della sua silente maggioranza di una visione strategica per perseguire uno sviluppo compatibile con la storia di Gaeta e delle esigenze di chi vorrebbe abitarla tutto l’anno”
De Angelis va giù duro quando accusa Leccese di “ascoltare prima gli imprenditori, poi avvisa i cittadini su Facebook dicendo bugie. Questo è un metodo divisivo”. Il presidente della commissione “Controllo e Garanzia” del comune di Gaeta “provoca” il primo cittadino quando gli pone una domanda che “neppure nessun giornalista” gli ha ancora fatto: “Come pensa di fare questa grande operazione “Cajeta anima vitri” quando in mezzo alle due aree, tra il Piazzale dell’ex Stazione (quello rimasto alla parte pubblica cioè il Consorzio Industriale Regionale in pratica la parte davanti al Conad) e l’ex Avir, c’è un’area privata di proprietà della Cavour srl?”
E gli interrogativi che seguono fanno tremare le vene ai polsi: ”Ha già contatti con la società Cavour srl? Ha già parlato con il suo proprietario ipotizzando un suo coinvolgimento nell’operazione? Come risolvere questo aspetto Leccese ha il dovere di spiegarlo alla Città. I cittadini hanno il diritto di saperlo prima, non dopo”
In effetti il sindaco ha già risposto: nel catino del Riciniello verrà realizzato, appena sarà costruito uno nuovo ad “Arzano”, un parco urbano, stile quello che ha preso il posto dello stadio Matusa a Frosinome. E la soluzione della società milanese incaricata dall’Ance di Latina “era soltanto un’idea di massima. Ora le linee guida le offre l’amministrazione comunale e, dunque,la città.
De Angelis, rinnovando la sua richiesta di dimissioni, ribadisce di “non credere alle favole” perché il “mondo imprenditoriale che tanto piace a Leccese ha l’idea di costruire a Serapo dentro il Riciniello cento appartamenti il tutto nascosto (neanche tanto) dietro la parola rigenerazione. Leccese ama gli imprenditori che lui chiama finanziatori .Non ama la città e i cittadini che lo hanno votato. Sta portando a Gaeta persone con appetiti finanziari che non possiamo tollerare. Gaeta non è in vendita”.