SPERLONGA – Se il comune di Sperlonga non intenda ottemperare ad una specifica direttiva del Consiglio di Stato per la demolizione dell’hotel “Grotta di Tiberio” ci pensino la Prefettura di Latina e la Regione Lazio. E’ la richiesta contenuta in due distinte lettere che il presidente dell’associazione civica “Rinascita Democratica” Giuseppe D’Arcangelo ha inviato al Prefetto Ciaramella e al governatore Francesco Rocca chiedendo di esercitare le competenze previste dall’articolo 41 del Dpr 380/2001 circa l’obbligo di demolizione di un immobile acquisito gratuito al patrimonio di un comune. Ed è il caso dell’hotel “Grotta di Tiberio” che il Consiglio di Stato nel 2024,dopo una feroce battaglia amministrativa promossa dalla proprietà della storica struttura ricettiva realizzata al chilometro 15 della strada regionale Flacca, aveva trasferito la sua titolarità al comune di Sperlonga per compiere l’azione successiva, quella della demolizione.
L’associazione “Rinascita Democratica” nelle lettera alla Prefettura e alla Regione Lazio sostiene come il comune di Sperlonga abbia fatto le cose a metà. Nel senso che con una determina del dirigente del suo settore Patrimonio il 15 maggio 2024 ha dato seguito alle prescrizioni del Dpr 380/2001 con l’immissione nel possesso dell’hotel “Grotta di Tiberio” ma si era fermato lì. L’associazione “Rinascita Democratica” ricorda alla Prefettura e alla Regione il contenuto di due sentenze della terza sezione penale della Corte di Cassazione in base al quale “il procedimento sanzionatorio amministrativo di acquisizione gratuita al patrimonio comunale degli immobili abusivi ha come sbocco unico ed obbligato la demolizione a spese del responsabile dell’abuso”.
E invece “il Comune di Sperlonga – si legge nella richiesta di intervento – continua a rimanere inerte, omettendo di programmare ed eseguire gli interventi finalizzati alla demolizione coattiva del manufatto abusivo. Questa prolungata inerzia dell’Amministrazione Comunale – aggiungono le due istanze – rende perpetua una situazione di palese illegalità urbanistica, ambientale e paesaggistica sul territorio sperlongano”. La vigente normativa in materia edilizia– conclude D’Arcangelo – attribuisce al Prefetto, in via sostitutiva, la competenza d’intervenire e provvedere alla materiale esecuzione della demolizione, difronte all’inadempimento del Comune ad esercitare le funzioni alle quali è preposto”.
Intanto a margine della forte iniziativa di “Rinascita Democratica” se ne aggiunge un’altra, altrettanto attesa. Si tratta di un convegno che, dal titolo “Sperlonga chiama Stato. Illegalità: basta con i silenzi”, si svolgerà giovedì 15 ottobre, alle ore 18, presso l’hotel Aurora di Sperlonga. Alla presenza di relatori illustri e personalmente impegnati sul fronte della tutela della legalità e della lotta alle varie forme di criminalità organizzata, questo incontro vuole diventare un momento di confronto e di riflessione da parte di una comunità, Sperlonga, che negli “ultimi vent’anni ha avuto più ‘problemi’ con la giustizia relativamente all’attività del comune e del locale porto turistico”.
L’associazione civica “Rinascita Civica” ha chiesto ed ottenuto la partecipazione, tra gli altri, di Walter Verini, capogruppo del Partito Democratico in Commissione parlamentare antimafia, del suo ex presidente, Nicola Morra, (attuale presidente dell’associazione “Rosario Livatino”) e di Francesca A.Capponi, presidente del comitato “Argine”. Questo convegno ha un duplice obiettivo, quello di fare il punto su alcune violazioni di legge contenute in diverse sentenze che hanno interessato i vertici della stessa amministrazione comunale ma anche sui controlli operati dallo Stato, e non solo della stessa magistratura penale.
L’associazione organizzatrice con l’occasione presenterà un dossier su quello che definisce il “gap esistente” di legalità a Sperlonga, dalla confisca del 35% della proprietà del porto al mancato abbattimento degli abusi sulle dune a nord del centro storico, dalla gestione dei concorsi al comune all’esistenza di residenze fittizie, un aspetto, quest’ultimo, che campeggia in alcune indagini appena ultimate che – secondo i promotori del convegno – meriterebbe un focus particolare da parte della commissione parlamentare antimafia.
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