Gaeta / Stadio Riciniello: il Pd dice no alle palazzine e propone un parco pubblico. L’Ance chiede un’audizione

GAETA – Battere il ferro quando è caldo. Le dimissioni dell’assessore Luca Gallinaro al comune di Gaeta qualche problemino alla maggioranza del sindaco Cristian Leccese l’ha creato ed il fronte progressista, alle prese con la disperata ricerca di un candidato a sindaco e fors’anche di una propria identità, ha deciso di mettere il coltello nella ferita che, sul piano amministrativo, fa decisamente male: la delocalizzazione dello stadio “Antonio Riciniello” nell’ambito della rigenerazione urbana dell’area dell’ex vetreria Avir.

E’ un argomento delicato e sensibile sotto il profilo elettoralistico e, poiché i guai non arrivano sempre tutti all’improvviso, il sindaco Leccese sulla sua scrivania ha trovato due lettere. A quella delle dimissioni “irrevocabili” del proprio assessore al bilancio se n’è aggiunta un’altra, altrettanto divisiva. L’ha firmata il presidente dei costruttori della provincia di Latina (Ance), Pierantonio Palluzzi. Ha chiesto di avere un’audizione nel consiglio comunale per illustrare il progetto, con diversi zero, che la sua associazione ha commissionato allo studio d’ingegneria di Milano “Lombardini 22”.

L’obiettivo è presto detto: “illustrare i contenuti della nostra proposta di rigenerazione urbana dell’area ex Avir”. Il presidente Palluzzi non entra nel merito ma la “nostra proposta” ma è a tutto nota la previsione : non solo riqualificazione urbana dell’area ex Avir ma anche “po’ di residenziale” nel catino attuale dello stadio di via Marina di Serapo che – secondo il readering ancora on line dello studio che ha progettato il nuovo centro direzionale della Rai a Milano- consiste nella realizzazione di 16 palazzine, equivalenti – secondo le agguerrite minoranze del fronte progressista – a “poco più di 100 appartamenti.

Palluzzi non ha ricevuto alcuna risposta e difficilmente l’avrà – almeno in questo momento- semplicemente perché la maggioranza, al termine di una riunione del gruppo consiliare, ha detto di ‘no’ ad un’audizione richiesta da una specifica associazione datoriale, “per di più privata, che fa profitto”.

Il capogruppo Emiliano Scinicariello ed il consigliere Franco De Angelis questa volta non si sono rivolti al primo cittadino ma al loro principale interlocutore: il presidente del consiglio comunale di Gaeta.

Gli hanno mandato una lettera che contiene una richiesta tanto innocua quanto pesante sul piano politico; la presentazione di un ordine del Giorno che,vai sensi dell’articolo 32 del Regolamento del Consiglio Comunale e delle Commissioni Consiliari, ha un definito argomento: “Mutamento della destinazione urbanistica dell’area demaniale sita in Gaeta, località Marina di Serapo – Campo Sportivo “Riciniello” – censita al Catasto Terreni al Foglio 34, particelle varie. Riclassificazione urbanistica da “Zona SP per attrezzature sportive” (art. 32 NTA) a “Zona (a) per verde attrezzato” (art. 40 NTA). Atto di indirizzo politico-amministrativo.”

Scinicariello ed Angelis, di fatto, hanno avviato una chiara azione di pressing nei confronti del presidente d’aula che ricorda quella che propose il comitato civico per verificare la possibilità da parte del Consorzio di acquistare dal Consorzio Industriale della Regione Lazio il piazzale dell’ex stazione ferroviaria.

Se in quella circostanza venne presentata una delibera di iniziativa popolare (poi respinta dalla maggioranza di centro destra) sottoscritta da oltre 1200 cittadini residenti nell’area attigua all’ex scalo ferroviario di Gaeta, i due esponenti Dem hanno chiesto ora il rispetto del comma 2 dell’articolo32 del regolamento dei lavori e delle commissioni consiliari.

E cioè che “Gli ordini del giorno sono redatti in forma scritta e trasmessi al Presidente del Consiglio comunale. Verranno quindi iscritti fra gli argomenti da trattare nella prima seduta utile dal Consiglio comunale”.

E la finalità della richiesta è dirompente, quasi a mettere in discussione e la validità del protocollo d’intesa che, firmato dal sindaco Leccese e dal presidente Palluzzi, costituì la premessa dell’incarico pagato dall’Ance allo studio d’ingegneria di Milano: non più la previsione di “un po’ di residenziale” nell’attuale catino dello stadio Riciniello ma addirittura “la variazione della destinazione urbanistica dell’area demaniale sita in Gaeta, località Marina di Serapo – Campo Sportivo “Riciniello”, dall’attuale “Zona SP per attrezzature sportive” a “Zona (a) per verde attrezzato”.

Questo ordine del giorno del Pd sul piano politico ha il chiaro interesse a mettere ulteriormente in difficoltà la maggioranza a pochi mesi dal voto amministrativo nella misura in cui l’attuale area dello stadio, ricevendo l’attribuzione della destinazione urbanistica di “Zona (a) per verde attrezzato”, preveda altro che 16 palazzine in riva al mare di Serapo.

Ma “Parchi urbani, spazi per il gioco dei bambini, aree ricreative, giardini pubblici ed eventuali piccole strutture funzionali al verde e allo svago”. La proposta Dem ,ora al vaglio dell’aula, sembra essere un cappio al collo quando i consiglieri Scinicariello e De Angelis precisano che “la presente deliberazione non determina, di per sé, l’immediata modifica della destinazione urbanistica vigente, né autorizza interventi di trasformazione o utilizzo dell’area difformi dalla disciplina attualmente applicabile, restando ogni effetto subordinato al perfezionamento del procedimento di variante e all’acquisizione degli eventuali atti di assenso prescritti” .

Il Pd nella parte finale della mozione ricorda al presidente Dies di evitare di ripetere la mitologica scena del film di Totò in cui immagina di vendere la fontana di Trevi che sa di non avere come sua. I due consiglieri del Pd hanno chiesto di “demandare ai competenti uffici comunali, ciascuno per quanto di rispettiva competenza, gli adempimenti necessari al coordinamento istituzionale con l’Agenzia del Demanio e con le altre amministrazioni eventualmente competenti in relazione alla natura e al regime giuridico dell’area, ai fini della verifica della compatibilità della proposta con la gestione demaniale e con le eventuali concessioni o destinazioni in essere”.

Il messaggio politico è anche qui eloquente: il comune di Gaeta non pensi di pianificare alcunchè su un’area che non è sua….ma del Demanio marittimo, destinatario, quest’ultimo, negli ultimi giorni, di una ‘pioggia’ di richiesta di accesso agli atti

Il tempo che il Pd protocolli al presidente Dies questa richiesta secondo i dettami del regolamento del consiglio che un altro partener del fronte progressista ha deciso di vestire i panni del gatto con il topo.

L’associazione “La Piazza” proprio venerdì sera ha scelto l’”Old Station” – la stessa location utilizzata dal candidato sindaco “I cento passi per Gaeta” Simone Avico per presentare la sua ricetta contro l’emergenza abitativa e lo spopolamento della città – per chiedere all’Amministrazione comunale che “l’area del ‘Riciniello’ venga preservata da possibili speculazioni edilizie e resti esattamente com’è, senza trasformazioni che ne compromettano l’attuale assetto.

Si tratta di un’istanza contenuta in una petizione che il presidente de “La Piazza”, Marzio Padovani, ha presentato in un’iniziativa “che si è rivelata molto utile confrontarsi, condividere idee e discutere insieme del futuro di un’area che riguarda tutta la comunità. L’incontro è stato aperto a tutti perché il futuro della nostra città riguarda chi la amministra, ma anche chi la vive e partecipare significa poter dire la propria”.