Sabaudia / Inchiesta chioschi, chiesti gli arresti per il vice sindaco Secci ed il dirigente formiano Caramanica

SABAUDIA, Inchiesta chioschi – Una nuova bufera giudiziaria si sta abbattendo sul comune di Sabaudia. Turbativa d’asta è l’ipotesi di reato che il sostituto Procuratore Giuseppe Miliano ha prefigurato ai danni del vice sindaco e assessore al turismo Giovanni Secci e dei dirigenti dei settori Lavori Pubblici e demanio, il formiano Giuseppe Caramanica (l’ex funzionario al Comune di Formia, dirigente presso il comune di Itri e la sede di Latina dell’Ater è ora difeso dall’avvocato Massimo Signore) ed Elisa Cautilli. I tre – il quarto indagato a piede libero è il sindaco della cittadina delle dune Alberto Mosca – dovranno comparire martedì 20 gennaio prossimo davanti il Gip del Tribunale di Latina Cario Giuseppe Cario che solo dopo l’interrogatorio preventivo deciderà se accettare o mano la richiesta formulatagli dalla Procura di via Ezio. Questa inchiesta, svolta da Carabinieri e Guardia di Finanza, s’intreccia con una vicenda tutta amministrativa che aveva visto già soccombere il Comune davanti il Tar in ordine ad una richiesta di un noto ristoratore di Latina di ottenere in concessione ben cinque aree demaniali.

Giovanni Secci – Vice sindaco di Sabaudia

Secondo l’accusa formulata dalla Procura, che dovrà essere vagliata dal Gip, i quattro indagati avrebbero condizionato l’assegnazione di questi spazi destinati ad ospitare cinque chioschi durante l’ultima stagione turistico balneare. Come? Imponendo all’imprenditore tempi stringenti e severe modalità di pagamento che, non previste dal bando di gara, avrebbero provocato – secondo la Procura – la decadenza delle maxi concessione e la scelta del secondo classificato. Mentre la prima sezione di Latina del Tar aveva dato ragione al primo assegnatario annullando il provvedimento di decadenza adottato il 1 luglio 2025, la diffida del 27 giugno nonché gli atti loro conseguenti, Carabinieri e Finanza avevano cominciato ad indagare per conto del sostituto procuratore i Giuseppe Miliano. “Affronteremo l’interrogatorio di martedì con la consapevolezza che il vice sindaco Secci – ha detto il suo legale, l’avvocato Renato Archidiacono – sia estraneo ai fatti contestati e alla procedura di una licitazione pubblica che per legge è stata espletata e svolta dai dirigenti del comune”.