FORMIA – Anche nell’Asl di Latina esistono forme di ‘caporalato’ che, in quanto tali, sono state riconosciute anche da un giudice del lavoro del Tribunale di Cassino. La conferma arriva da una dettagliata sentenza, oggettivamente ben motivata, con cui il dottor Raffaele Iannucci ha accolto un ricorso di un noto infettivologo di Formia, il dottor Amato La Mura – conosciuto per il suo datato impegno in politica e per aver sfiorato l’elezione a sindaco alle amministrative del 2021 – nei confronti del quale l’Asl di Latina (l’attuale gestione è esente da alcuna responsabilità) ora deve mettere mano al portafoglio. Il giudice Iannucci ha condannato l’Asl al pagamento di quanto il dottor La Mura avrebbe dovuto percepire in più funzione della Uosd “Attività Polispecialistica Ambulatoriale” presso il Dipartimento Specialità Mediche dell’ospedale “Dono Svizzero” di Formia. I legali di La Mura, gli avvocati Luca Cupolino e Salvatore Orsini, hanno dovuto ricostruire la storia professionale dell’infettivologo incaricato con la delibera aziendale numero 356 del 19 giugno 2012 di direttore facente funzione della UOSD “Attività Polispecialistica Ambulatoriale”.
L’Asl fu chiara. Quell’incarico sarebbe dovuto essere “temporaneo e provvisorio” nell’ambito di un adeguamento organizzativo disposto nelle more della riadozione dell’Atto Aziendale. Con la delibera numero 1046 del 30 novembre 2018 ricevette l’incarico di responsabile della medesima UOSD, attualmente denominata “Day Hospital Multidisciplinare” ma caddero nel vuoto le innumerevoli richieste inviate alla stessa direzione generale e all’ufficio personale dell’Asl di avere riconosciute le indennità economiche per aver svolto per sei lunghi anni, praticamene a nero, una mansione che non gli spettava. E il giudice Iannucci – l’Asl si è costituita attraverso l’avvocato Massimo Valleriani – riconosce a La Mura la valenza professionale per quell’extra mai percepito: “Va dato atto al ricorrente di aver guidata quella Uosd per evitare la paralisi dell’unità operativa e l’interruzione del pubblico servizio, non avendo l’Asl di Latina né incaricato un nuovo direttore facente funzioni né avviato le procedure formali per la nomina di un nuovo titolare”.

Nel procedimento avviato nel 2023 davanti la sezione lavoro del Tribunale di Cassino l’Asl nella sua difesa ha cercato di limitare i danni chiedendo in via preliminare di accertare e dichiarare l’intervenuta prescrizione quinquennale dei crediti per le differenze retributive richieste da La Mura e, in via principale e nel merito, di accertare e dichiarare che nulla spetta al ricorrente per i titoli oggetto di domanda. Il Tribunale nella sua sentenza ha accertato invece l’assenza di “atti interruttivi della prescrizione antecedenti alla diffida di pagamento” mentre l’Asl è arrivata a sostenere come il medico formiano abbia svolto l’incarico di Responsabile facente funzione della UOSD “Attività Polispecialistica Ambulatoriale” afferente al Dipartimento Specialità Mediche del presidio ospedaliero sud dell’Aal “limitatamente al periodo di sei mesi dal 19 giugno al 18 dicembre 2012, una Uosd “attivata solo transitoriamente, nel quadro di un temporaneo adeguamento organizzativo, nelle more dell’adozione del nuovo Atto Aziendale”. Secondo l’avvocato Valleriani l’Atto Aziendale del 2015, adottato con la deliberazione numero 86 del 25 febbraio di quell’anno “tra le sue articolazioni organizzative interne non prevedeva più la UOSD Attività Polispecialistica Ambulatoriale” ma la diversa UOSD “Day Hospital Multidisciplinare”. Poco è cambiato – hanno fatto osservare gli avvocati Cupolino e Orsini – perché il dottor La Mura è rimasto a svolgere lo stesso servizio per il quale era stato incaricato nel 2012 e, conseguentemente, chiedeva di beneficiare della giusta indennità”.
Nel procedimento concluso con la sentenza emessa il 23 febbraio 2026 hanno “parlato” moltissimo i documenti e quelli presentati al giudice Iannucci dagli avvocati Cupolino e Orsini hanno fatto la differenza rilanciando un indiscutibile elemento comune denominatore: “Contrariamente a quanto sostenuto dall’Asl di Latina, il dottore La Mura ha continuato di fatto ad esercitare senza soluzione di continuità, con l’implicito assenso dell’amministrazione convenuta, sino al 31 dicembre 2018, ben oltre dunque la scadenza del semestre dal conferimento dell’incarico, verificatasi in data 18 dicembre 2012”….sei anni prima
Se gli avvocati Cupolino e Orsini si dichiarano “soddisfatti per la decisione del Giudice del Lavoro del Tribunale di Cassino che ha finalmente restituito dignità ad professionista irreprensibile e fedele, dignità da troppo tempo negata dalla vecchia amministrazione delle precedenti amministrazioni dell’Asl di Latina”, questa vicenda ha riproposto come una delle falle cui sta cercando di porre rimedio la nuova direttrice generale dell’Asl di Latina Sabrina Cenciarelli sia l’unità operativa che gestisce il Personale che nelle incertezze ed insicurezze che la contraddistinguono fornisce sempre risposte negative al personale richiedente. Gli effetti? Semplice, l’aumento dei contenziosi a cui deve rispondere la stessa azienda sanitari pontina con il conseguente aggravio delle spese legali e la “fuga” di diversi giovani medici che rifiutano di sottoscrivere finanche contratti di lavoro a tempo indeterminato con la stessa azienda sanitaria pontina. E non è un mistero della fede.
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