MARANOLA, Funerali di Erasmo Treglia – Il clima – freddo e fortunatamente senza pioggia – era quello tipico dello svolgimento in un fine settimana di gennaio del festival de “La Zampogna”, l’evento che proprio quest’anno festeggia le sue prime trenta candeline. Con queste condizioni del tempo lunedì pomeriggio una commossa comunità di Maranola – ma non solo – ha tributato l’ultimo saluto ad Erasmo Treglia, l’etnomusicologo, musicista e ricercatore di appena 65 anni scomparso sabato dopo una lotta vana, durata quasi un anno, contro un male incurabile. Era tutto previsto e la chiesa parrocchiale dell’Annunziata – che dista poche decine di metri dall’abitazione in cui è cresciuto Erasmo – non è riuscita a raccogliere centinaia e centinaia di cittadini comuni che si sono stretti attorno alla madre del musicista scomparso, Angela, alla moglie musicista Clara Graziano e al figlio Giordano.
Per qualche ora il borgo aurunco è diventato davvero la capitale italiana della musica popolare e tra tantissimi artisti presenti (molti dei quali di etnia Rom, la musica che tanto adorava Erasmo al punto da farla sdoganare grazie ad un lento e graduale processo di arricchimento culturale e sempre ricca produzione discografica degli Acquaragia Drom ) due si sono stretti all’amico di una vita di Erasmo Treglia, Ambrogio Sparagna: uno dei poeti italiani più importanti dell’ultima generazione Davide Rondoni e, confuso nel piazzale della chiesa dell’Annunziata, Beppe Servillo, il leader fondatore degli Avion Travel che da qualche anno è diventato, insieme a Sparagna e Treglia una delle colonne portanti dell’Orchestra popolare italiana. L’uscita del feretro del musicista scomparso è stato il più commovente quando ormai era buio: alle spalle dei volontari della delegazione del sud pontino della Croce Rossa Italiana – associazione per la quale Treglia tanto si era prodigato in silenzio – si sono esibiti prima i musicisti degli Acquaragia Drom e poi gli zampognari di Maranola. Hanno esordito con l’inno religioso dedicato a San Michele Arcangelo ma poi hanno garantito un’inedita colonna sonora di un corteo funebre che si è sciolto dopo un chilometro davanti il cimitero di Maranola e della confinante frazione di Trivio.
Le esequie sono state officiate dal parroco di Maranola, don Gennaro Petruccelli, da Monsignor Giuseppe Sparagna e da un sacerdote romano, don Maurizio Botta, il Prefetto dell’Oratorio secolare di San Filippo Neri e vice parroco della chiesa di Santa Maria in Vallicella, che, per sua stessa ammissione durante la sua orazione funebre (cui si sono affiancati tra gli altri Davide Rondoni ed il figlio di Treglia Giordano), era diventato il padre spirituale del musicista scomparso. “Erasmo mi ha cercato prima ancora di sapere di dover far fronte alla malattia – ha detto Padre Maurizio, noto per la sua capacità di dialogo anche con chi non crede – Lo ammetto: ho sperato a lungo in una sua guarigione, ho anche imprecato il Signore perché arrivasse il miracolo. Ma il suo dolce sorriso che mi ha regalato subito la comunione e l’estrema unzione è il dono più bello che mi porterò nel cuore”.
Era molto attesa invece l’omelia di Don Petruccelli dopo la lettura di un passo del Vangelo di San Giovanni sulla Crocifissione di Gesù. E’ partito un applauso, lungo ed intenso, dopo il ricordo, davvero a tutto tondo, del musicista scomparso: “Ci sono a vuoti silenzi vuoti nella nostra vita – ha esordito il parroco di Maranola – che ci fanno tanta paura quando smettono i rumori, le voci e i suoni. Ci fanno paura perché non si riescono a riempire con null’altro. Il silenzio che segue la scomparsa di Erasmo non è orfano: si riempie subito di ricordi, di gesti, di suoni, di sguardi.. Erasmo durante la sua vita e la sua poliedrica attività artistica è andato alla ricerca di una umanità non convenzionale, di uomini e donne particolari (chiaro riferimento alla tradizione gitana) che custodivano tradizioni particolari, che vivevano in posti particolari, che suonavano strumenti con sensibilità particolari. Erasmo ha avuto la fortuna di conoscere tanta gente. L’ha fatto girando il mondo per suonare e studiare ma si tratta di gente che ai nostri occhi poteva apparire strana. I loro cuori e le loro sensibilità sono diventare la colonna sonora della sua esistenza, e non solo dal punto di vista musicale ed artistico”.
Erasmo Treglia è morto a soli 65 anni e questo aspetto anagrafico l’ha sottolineato don Petruccelli: “Lo ammetto a nome dell’intera comunità. Non eravamo pronti a questo dolore dopo una vita, quella di Erasmo, fatta di suoni e che suoni. Ci lascia uno dei figli più brillanti ed intelligenti di questa nostra realtà, di questa terra fatta di terra, di montagna, di gente dura, laboriosa, onesta che mette ai primi posti famiglia e lavoro. Non eravamo pronti alla circostanza che questa vivacità culturale potesse da un momento all’altro tacere. Erasmo ha avuto da Dio un dono speciale, quello di avvertire, come tutti gli artisti e musicisti, il brivido e la sensazione di collaborare allo stesso atto creativo del Signore. Erasmo è stato capace ed unico di esplorare, anche attraverso studi particolari che riguardavano gli stessi incredibili strumenti che suonava, nuove culture. Io ricordo con affetto e piacere lo sguardo, commosso, di Erasmo che assisteva alle esibizioni degli artisti che, lontano dai palcoscenici che contano, venivano a Maranola per partecipare al festival de La Zampogna. Quelle esibizioni non erano forse perfette ma Erasmo raccoglieva quanto di buono esprimevano, frutto della cultura, delle origini e delle storie degli stessi musicisti”.
L’omelia di Don Gennaro Petruccelli è terminata leggendo il testo di un motivo musicale scritto e portato al successo da Sparagna nel 1985 e ora il titolo di un’esibizione che si rinnova ogni anno, il 5 ed il 6 gennaio, presso la sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della musica-Ennio Moricone. S’intitola Chiara Stella: “Nelle sere della luna Se oltrepassi la collina.. Se cammini sopra il fiume …troverai la chiara stella. Accarezza il suo bagliore Porta fiori per regalo, canta piano la canzone per incanto s’alzerà. Prenderà i cuori affranti.. sulle ali della luce scaccerà le tue miserie..Con la scia del calore i suoi cavalli voleranno. Nelle terre di pianura dove gli alberi di canto sono il frutto della vita. Dolce fiore di rugiada accompagna il mio cammino.. scopri gli angoli di strada che la stella ci ha lasciato Gli occhi tuoi hanno il calore che ci porterà lontano. Ha il profumo della terra, riscaldata dalla stella. Gli occhi tuoi hanno il calore che ci porterà lontano. Ha il profumo della terra riscaldata dalla stella”.
E’ terminata così una giornata difficile (e purtroppo) inattesa per Maranola. Un male incurabile ha portato via uno dei suoi figli migliori che ha degnamente rappresentato la città di Formia in ogni angolo del pianeta. Ma da parte dell’amministrazione neppure una presenza ai suoi funerali. Un breve post è apparso sabato sulle pagine social del Comune in cui, ripercorrendo l’attività artistica e culturale di Treglia, evidenziava la sua “discrezione, risultando spesso decisivo dietro le quinte per la qualità e la solidità dei percorsi culturali intrapresi. Chi lo ha conosciuto ne ricorda la serietà, l’ascolto attento e il rispetto profondo per gli artisti e per le storie che la musica porta con sé”. Il Sindaco di Formia, Gianluca Taddeo, aveva espresso il cordoglio dell’Amministrazione comunale in questi termini: “Con la scomparsa di Erasmo Treglia perdiamo un intellettuale di grande spessore umano e culturale, che ha saputo custodire e proiettare nel futuro le radici musicali della nostra terra. Il suo lavoro silenzioso, rigoroso e generoso rappresenta un patrimonio prezioso per Formia e per la cultura italiana”.
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