Don Simone Di Vito, al liceo classico di Formia la presentazione di un libro

FORMIA – “È possibile che un professor di religione porti nella tasca della propria giacca l’Unità o “Paese sera”? A pronunciare questo interrogativo è chi scrive che, studente al quarto ginnasio del liceo classico “Vitruvio Pollione” di Formia, rischiò un provvedimento disciplinare e di finire nella stanza del preside dell’epoca (anno scolastico 1982-83), l’austero professor Pasquale Lazzari. Da quella domanda, tutt’altro che ingenua, nacque una profonda amicizia con il compianto don Simone Di Vito, l’indimenticato professore di religione che la sua scuola preferita , il liceo classico “Vitruvio Pollione” di Formia, ricorderà venerdì 13 marzo, alle ore 17.30, presso l’aula magna dell’istituto di via Divisione Julia. Sarà presentato un libro “Don Simone, incontri, scatti e ricordi” che sintetizza ottimamente- grazie all’eleganza di Armando Caramanica editore- l’opera e la figura di un sacerdote che, originario di Coreno Ausonio, è stato un punto di riferimento per intere generazioni di giovani, di tanti laici e finanche scomodo per le gerarchie che si sono succedute alla guida della Chiesa di Gaeta. L’iniziativa rappresenta, dunque, un’occasione, ghiotta ed unica, per ricordare la figura di don Simone – per la cui fastidiosa pastorale fu confinato nella lontana e anonima frazione di Ventosa a San Cosma e Damiano, a pochi chilometri dalla natia e amata Coreno – attraverso testimonianze e racconti che ripercorrono l’impegno dell’insegnante, sotto il profilo umano, pastorale, culturale. Don Simone Di Vito per noi cronisti è stato una fonte inesauribile di notizie, dal versante sindacale ed occupazionale (c’era sempre lui quando una fabbrica, la più nota, l’ex Manuli, chiudeva) al rispetto della legalità attraverso una lotta senza quartiere contro l’infiltrazione della camorra nel sano tessuto sociale e politico del sud pontino. Celebre e mai smentita – e come avrebbe potuto – fu un’intervista alla collega del Giornale Radio della Rai, Grazia Trabalza. A Scauri, di cui è stato per anni sacerdote della chiesa di Sant’Albina in piazza Rotelli, si gridò allo scandalo quando quel prete che dalla folta barba bianca (ricordava Francesco Guccini) arrivò a denunciare la richiesta di protezione avanazata da un certo Nino Manfredi alla crimimalità organizzata. Don Simone già 44 anni fa non si vergognava di portare nella tasca della sua trasandata giacca una coppia dell’Unità e Paese sera: “Il Vangelo – ci diceva – non ha colori”. La presentazione del libro sarà introdotta dall’intervento della professoressa Carolina Gargiulo, dirigente dell’I.I.S. “Cicerone-Pollione”, e dall’arcivescovo di Gaeta, monsignor Luigi Vari. Seguiranno gli interventi del vescovo emerito di Rimini ed ex assistente nazionale dell’Azione Cattolica, Monsignor Francesco Lambiasi, e della collega del quotidiano Graziella Di Mambro. L’evento sarà moderato da Matteo Marcaccio, consigliere del Comune di Minturno, dove don Simone è stato (appunto) parroco e ha ricevuto la cittadinanza onoraria. Dopo il dialogo sono previsti gli interventi del presidente dell’Associazione Ex alunni del Liceo “Vitruvio”, dottor Annibale Mansillo, e dei curatori della pubblicazione. L’evento e’ stato organizzato da una sinergia straordinaria, che esprime il valore comunitario dell’iniziativa. Molti studenti ricordano ancora Don Simone inzuppato d’acqua come un pulcino la mattina del 9 dicembre 1981. Il giorno prima un fanatico aveva ucciso John Lennon a New York. Gli studenti decisero di scioperare ed il prete che acquistava soltanto l’Unità e Paese sera mediò con il preside Lazzari: “Li lasci fare. Ora non possono più immaginare un mondo migliore, un mondo diverso”.