Audizione del comitato pro riacquisizione piazzale stazione, il comune si arrampica sugli specchi

GAETA, Piazzale ex Stazione – E la montagna partorì il topolino. Ha deluso decisamente le aspettative la riunione che il presidente del consiglio comunale di Gaeta Gennaro Dies ha convocato martedì mattina con una delegazione del comitato civico che lo scorso 21 novembre ha protocollato al comune una proposta di deliberazione popolare finalizzata alla riacquisizione da parte del comune di Gaeta della strategica area del piazzale dell’ex stazione ferroviaria. Dies aveva allargato la partecipazione ai capigruppo consiliari e, data per scontata alla vigilia quella “motivata” del Pd Emiliano Scinicariello, per la sola maggioranza c’era la sola Katia Pellegrino (tra i banchi del pubblico sedevano a macchia di leopardo i consiglieri Gigi Ridolfi e Raffaele Matarazzo) a conferma della circostanza che alla maggioranza Leccese interessi relativamente il ritorno nella disponibilità del comune di un’area che, un tempo di proprietà dell’ex Consorzio Industriale del sud pontino, è stata venduta in parte nel 2019 alla società Cavour Immobiliare per 409mila euro senza che il comune di Gaeta fosse messo a conoscenza.

Leccese e Magliozzi

Durante la riunione il presidente Dies ha parlato poco e ha lasciato il campo libero – capita sempre quando la maggioranza è in palese difficoltà – al vulcanico e neo assessore ai Lavori Pubblici Massimo Magliozzi. L’ex primo cittadino con un linguaggio colorito e con un atteggiamento falsamente aggressivo ha tentato – non riuscendovi – di rappresentare la santa inquisizione nei confronti della delegazione capitanata dal presidente Damiano Di Ciaccio.

Mentre è rimasto in silenzio lo stesso sindaco Leccese, Magliozzi è arrivato a definire illegittima la proposta di deliberazione presentata e sottoscritta da oltre mille cittadini residenti a Gaeta in relazione alla ipotizzata riaquisizione dell’area. Il presidente Di Ciaccio, vuoi anche per il periodo, ha mantenuto una calma olimpica rispondendo alle domande – “autentiche provoancyucazioni ma ce lo attendevamo” – dell’ex sindaco di Gaeta.

Damiano Di Ciaccio

Innanzitutto – ha risposto Di Ciaccio – la proposta di deliberazione di iniziativa popolare è stata definita “ammissibile” dalla segretaria generale Patrizia Cinquanta. Si parla di riacquisizione perché l’area in questione è stata di proprietà del comune sino al 1892 (“La storia di Gaeta – ha commentato Di Ciaccio – o lo conosci o devi rimanete in silenzio”). Il comune deve riappropriasi di ciò che è stato suo per migliorare, mettendola in sicurezza, la mobilità e la viabilità in un’area strategicamente fondamentale per la città. Fornite le risposte al pubblico ministero Massimo Magliozzi, la riunione ha deovuto far fronte ad un palese imbarazzo del presidente del consiglio comunale Gennaro Dies perché, contrariamente a quanto prevede l’articolo 12 dello Statuto del comune e lo stesso Tuel, ha convocato soggetto proponente che non andava più interpellato. Dies ha concluso i deludenti lavori (da parte della maggioranza) anticipando che il consiglio comunale si svolgerà il 23 febbraio, il cui ordine del giorno definitivo sarà concordato dalla prossima conferenza dei capigruppo.

Al momento gli argomenti che la maggioranza intende portare all’attenzione del massimo consesso civico sono due: la surroga del dimissionario consigliere (e neo assessore ai Lavori Pubblici) Massimo Magliozzi con il primo dei non eletti della sua lista (l’ex assessore Luigi Gaetani) e lo svolgimento di alcune interrogazioni e interpellanze presentate dak gruppo del Pd. Il presidente Dies sa, per primo, che non può sbagliare una mossa, pur nel tentativo di difendere la sua maggioranza politica. I consiglieri del Pd, Emiliano Scinicariello e Franco De Angelis, sono stati già chiari nella Pec in cui annunciavano la loro assenza ad un’”inutile riunione” come peraltro si è rivelata. Se l’approvazione o la bocciatura della proposta di delibera di iniziativa popolare non figurerà nell’ordine del primo consiglio comunale utile – quello del 23 febbraio – la problematica diventerà giocoforza argomento di una diffida al Prefetto di Latina per il mancato rispetto dello Statuto e del decreto legislativo 267/2000. E per un presidente del consiglio essere “commissariato” dal Prefetto dopo sole tre sedute all’attivo non sarebbe argomento da raccontare ai nipotini…