Formia / Revoca arresti domiciliari per Orlando Taddeo, le prime reazioni

FORMIA – Ad accendere la miccia è stato l’avvocato Pasquale Cardillo Cupo, l’attuale presidente (di Fratelli d’Italia) del consiglio comunale di Formia. Un suo post sui social nella notte tra venerdì e sabato annunciava quanto si attendeva da qualche giorno: la revoca da parte del Riesame degli arresti domiciliari disposti l’antivigilia di Natale dal Gip del Tribunale di Roma Valeria Tomassini nei confronti di Orlando Taddeo, l’imprenditore 51enne di San Cosma e Damiano raggiunto da un’ordinanza cautelare con l’accusa di aver omesso di versare l’Iva per oltre due milioni e mezzo di euro. Il post di Cardillo Cupo è stato subito accompagnato da una scia di commenti, molto attesi semplicemente perché il 51enne Taddeo è il fratello maggiore del sindaco di Formia Gianluca (estraneo ai fatti contestati dalla Procura capitolina) e nipote di quello di Santi Cosma e Damiano, Franco. Il presidente-avvocato Cardillo Cupo legittimamente non ha illustrato le ragioni del provvedimento di revoca disposto dai giudici del Tribunale della Libertà ma è facile ipotizzare che i giudici Maria Viscito, Debora Sulpizi e Federica Albano nell’udienza svolta venerdì mattina abbiamo accolto il ricorso degli avvocati difensori Benedetto Marzocchi Buratti e Gianluca Tognozzi semplicemente perché i domiciliari richiesti dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Roma Silvia Sereni sarebbero stati considerati tardivi ed inopportuni rispetto all’epoca storica – il 2021 – in cui si sarebbero consumati i presunti reati tra Roma, Frascati e Milano.

In attesa del deposito delle motivazioni del Riesame l’avvocato-presidente Cardillo non è stato tenero nei confronti della Procura di piazza Clodio: “Il mio amico Orlando (era stato sottoposto all’interrogatorio preventivo l’ottobre scorso come dispone la riforma Cartabia) è libero, non doveva mai essere arrestato, era una delle tante bufale che quotidianamente accadono nel nostro Paese, dove prima vieni arrestato e poi si vede …. (benedetta riforma quando arrivi sarà sempre troppo tardi!)”. Una presa di posizione legittimamente apologetica nei confronti dell’imprenditore di San Cosma e Damiano condita da una sottile polemica contri la stampa che l’ha considerato e lo considera uno dei migliori penalisti del circondario. “Ovviamente adesso che un Tribunale ha certificato che era una bufala Orlando non è più “Fratello di…”, “Figlio di…”, “Nipote di… “, “Appartenente a …”. Adesso è uno sconosciuto, quindi non vi meravigliate se sul giornalino del centro sinistra, a parte qualche marchetta a destra per rubacchiare contributi statali, non uscirà neanche un trafiletto dopo giorni e giorni di prime pagine e fotografie a caratteri cubitali, non vi meravigliate se non vedrete degli imbecilli fare video e post sui social, non vi meravigliate se gli sfigati della Politica non vi manderanno l’articolo su whatsapp, non vi meravigliate se calerà il silenzio senza che nessuno chieda scusa a lui e ai suo familiari per questo squallido sciacallaggio, non vi meravigliate di nulla, adesso speculare su Orlando e sulla grave ingiustizia subita non serve più, adesso Orlando è uno sconosciuto”.

Pasquale Cardillo Cupo

Da parte nostra nessun trafiletto perché il Riesame ha assunto una decisione legittima e naturale, quella di revoca (o di conferma) di una misura cautelare, un provvedimento che è e sarà sempre di competenza di un organo di controllo come il Tribunale della Libertà.
Cardillo Cupo ha omesso – come sempre – di specificare di dire se il suo post l’abbia scritto un autorevole rappresentante di una maggioranza politica o il presidente del consiglio comunale di Formia, la seconda carica istituzionale del comune dopo quella del sindaco Gianluca Taddeo.
Ad esprimere una soddisfazione, questa sì che legittima, sul pronunciamento del Riesame sulla posizione di Taddeo senior sono stati i suoi due legali, gli avvocati Benedetto Marzocchi Buratti e Gianluca Tognozzi, convinti del fatto – bisogna verificare se la stessa Procura di Roma impugni in Cassazione il diniego del Riesame – che il loro assistito chiarirà la sua posizione in sede processuale. Come si ricorderà il Gip Tomassini aveva applicato ad un altro dei cinque indagati (gli altri tre sono il 66enne Glauco Verdola, un cittadino irlandese di 45 anni ed un cittadino indiano di 49 anni) il 67enne Paolino Manfredi, la misura interdittiva del divieto di esercitare uffici direttivi delle persone giuridiche e imprese per un anno. Gli avvocati Buratti e Tognozzi nel loro ricorso al Riesame avevano apertamente contestato l’assunto della Procura secondo il quale Orlando Taddeo avrebbe promosso un’articolata frode fiscale consistita nello svolgimento di una fittizia attività di “reselling telefonico”, finalizzata a consentire a persone giuridiche residenti in Italia, tra cui la società Reload Spa, di generare crediti Iva inesistenti, così da utilizzare in compensazione le somme dovute. Come? Sfruttando sul piano commerciale tre piattaforme denominate “Comsettle”, “Corex” e “Medi8”, gestite tramite la società non residente Optimize Technologies Limited.

L’inchiesta della Guardia di Finanza del comando provinciale di Roma avrebbe fatto luce – tra i primi casi in Italia – su un aspetto ancora poco chiaro sul piano giuridico nel settore delle telecomunicazioni, quello riguardante l’intermediazione del transito internazionale di fonia che, considerato ancora del tutto incontrollato e non controllabile in considerazione delle sue numerose incognite dal punto di vista tecnico, permette di provocare – secondo le Fiamme Gialle – un giro milionario di frodi, così da essere terreno fertile per la realizzazione di frodi milionarie, la cui particolare insidiosità è data proprio dall’elevato livello di tecnicismo dell’attività di intermediazione e dall’esiguità dei requisiti richiesti alle società per operare nel settore. Le indagini hanno appurato come il traffico telefonico fosse diretto nel paese africano dello Zambia tale da giustificare gli elevati importi indicati nelle fatture false oggetto delle operazioni di intermediazione (in un semestre del 2021 sono stati fatturati complessivamente oltre sette milioni di euro, di cui 1,3 milioni di Iva). Che le indagini siano state complicate e difficili prima di questo semaforo rosso del Riesame la riprova è arrivata dall’aiuto fornito alla Guardia di Finanza dai consulenti specializzati dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) e dai colleghi africani dello “Zicta”, in sostanza l’Agcom dello stesso Zambia.

A lanciare un segnale di rassicurazione alla sua maggioranza politica è stato nel primo pomeriggio di sabato lo stesso sindaco di Formia che, utilizzando la pagina istituzionale Facebook “Gianluca Taddeo sindaco”, si è lasciato fotografare vicino alla madre, al fratello Orlando, al presidente del Consormare del Golfo, l’imprenditore nautico Nando D’Urgolo, e insieme ad un gruppo di amici durante un pranzo consumato in un ristorate di Roma.

Ed il commento è stato un mix di soddisfazione, di ironia e di aspra polemica dopo gli arresti del 23 dicembre: ”Oggi festeggiamo il 32 dicembre. Buon anno a tutti da parte nostra. Ad maiora semper”. A buon intenditor, poche parole.