GAETA – Tanto rumore per nulla. La seconda sezione di Latina del Tar – presidente Ines Immacolata Pisano – ha rinviato giovedì al 28 aprile la discussione del ricorso presentato dall’Agcm, l’Autorità di garanzia sul mercato e sulla libera concorrenza, contro le delibere e atti amministrativi prodotti dal comune di Gaeta per l’approvazione di 14 progetti di finanza finalizzati al rilascio delle concessioni demaniali ventennali per la gestione degli stabilimenti balneari della città. Il rinvio è stato motivato dallo stesso Tar per permettere a tutti gli stabilimento balneari e ai titolati delle mini-concessioni – circa una quarantina – di integrare le loro controdeduzioni rispetto alle tesi dell’ex Anti trust secondo il quale l’affidamento delle concessioni demaniali – essendo le stesse scadute il 31 dicembre 2024- dovrebbe avvenire con una procedura pubblica secondo la contestata direttiva comunitaria Bolkstein. L’udienza di giovedì ha conosciuto un nulla di fatto perché probabilmente lo stesso Tar ha fatto male con il calendario. I giudici amminstrativi di Latina il 16 febbraio avevano concesso all’Agcm dieci giorni di tempo per chiedere al comune di pubblicizzare, entro le successive due settimane, sul suo sito istitzuonale una sorta di “pubblico proclama” di cui sarebbero dovuti essere tutte quelle strutture turistico-ricettive “in essere sul territorio comunale” a favore delle quali l’allora dirigente del settore Demanio Pietro D’Orazio e “stranamente” anche il sindaco di Gaeta Cristian Leccese (a quale titolo poi?) il 1 aprile 2025 prorogavano, ai sensi della legge 166 del 14 novembre 2024 (ex decreto legislativo del 16 settembre 2024), le concessioni demaniali marittime entro e non oltre il 20 settembre 2027. Lo stesso Tar concedeva venti giorni, terminata la pubblicazione del pubblico proclama (avvenuta il 19 marzo), agli operatori balneari interessati di presentare le loro controdeduzioni.
La stessa seconda sezione del Tar si è resa conto che il termine per la presentazione delle “difese” degli stabilimenti balneari (assistiti per la gran parte dagli avvocati Alfredo e Giulia Zaza D’Aulisio) e dei mini concessionari sarebbe scaduto nella prima decade di aprile 2026 e così in questo ginepraio di date e scadenze ha rinviato la decisione nel merito sulla leggittimità dei progetti di finanza nell’udienza già calendarizzata per il prossimo 28 aprile. Che ci fosse questo ingorgo di date lo sapevano da giorni i legali del comune di Gaeta (difeso dagli avvocati Francesco Cardarelli, Filippo Lattanzi e Diego Campugiani), dell’Agcm (avvocati Enrico Labella, Claudio Giardina e Gabriele Maria Polito) che comunque hanno preso atto della presentazione di un ricorso ad oppenendum che, presentato dai 9 mini-concessionari (Ivano e Cosmo Speringo, Alfredo Luce, Salvatore Tramaglini, Antonio Francesco Nardone, Elio Stamegna, Luigi Gaetani, Giacomo Di Fazio, Maria Pontarelli) è stato sottoscritto Piergiuseppe Venturella, Francesco Verrastro e Mattia Gargiulo che naturalmente difendono la legittimità delle loro posizioni economico-imprenditoriali
Il primo grado della magistratura amministrativa era stato chiaro nei confronti dell’Agcm quando scriveva che, impugnando soltanto i progetti di finanza approvati a più riprese dal consiglio comunale dall’agosto 2024 al maggio 2025, creerebbe, di fatto, un vantaggio ai titolari delle concessioni attualmente efficaci sul territorio comunale. Lo stesso Tar davanti il ricorso dell’Agcm aveva dichiarato come “il contradditorio non fosse integro” se non fossero stati almeno informati gli operatori in essere e i mini concessionari. E l’udienza di giovedì ha assunto in decisione un altro ricorso dell’Agcm contro Comune di Gaeta e hotel Serapo per la concessione rinnovata senza gara. Se ne saprà qualcosa il 14 ottobre 2026 quando dovrebbe arrivare la sentenza nel merito così come tra meno di un mese si conoscerà l’esito dei progetti di finanza impugnati dall’Autorità che sta lamentando da mesi il mancato rispetto della libera concorrenza negli affidamenti delle concessioni balneari, posto che quelle precedenti sono scadute a dicembre 2023 e al momento si sta andando avanti in regime di proroga (che durerà anche per l’estate 2026). Alla vigilia dell’udienza interlocutoria di giovedì lo “Sherlock Holmes” della politica gaetana, il consigliere comunale di opposizione del Pd e presidente della commissione “Controllo e Garanzia” del comune, Franco De Angelis, ha “scoperto” l’esistenza della delibera di Giunta numero 84 che, approvata il 23 gennaio (una curiosità, il sindaco Cristian Leccese era collegato da remoto), ha dato mandato al Dirigente del settore Demanio per l’affidamento delle concessioni demaniali marittime a fini balneari. Si tratta di una delibera preceduta da una determina del 20 marzo, a firma del capo del dipartimento Seap, con cui è stato affidato ad una società esterna l’incarico di procedere alla pubblicazione di circa 30 Progetti di Finanza.
“L’amministrazione degli Avanti tutta – commenta polemicamente il consigliere De Angelis – sta mettendo il carro davanti i buoi. Decenza e rispetto di un organo della magistratura amministrativa volevano che il comune attendesse il pronunciamento del Tar prima di prevedere 30mila euro dei cittadini ad una società che deve mettere a gara i progetti di finanza. E se il Tar, tra un mese, dovesse bocciarli”. Ma è successo ancora qualcosa di anomalo rivelato da De Angelis dopo che la Corte dei Conti che l’Anci hanno chiarito come il diritto di prelazione non può essere esercitato nella procedura dei project financing. E il comune cosa ha fatto rasentando un’ipotesi di reato? Ha inviato una Pec a tutti i soggetti proponenti progetti di finanza in cui chiede loro di rinunciare “consapevolmente” al diritto di prelazione quale condizione per la pubblicazione del proprio Progetto. Quando in una partita di calcio ad una delle due squadre in campo si permette di scendere in campo in dodici uomini. E l’arbitro ne era a conoscenza..