Il Lazio si prepara a una svolta storica nella gestione dei rifiuti, con un piano ambizioso che punta a chiudere finalmente il ciclo all’interno del territorio regionale e a raggiungere la piena autosufficienza. Il nuovo Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti (PRGR Lazio 2026-2031), approvato dalla Giunta e ora in attesa del passaggio in Consiglio Regionale, rappresenta una risposta strutturata a criticità che si trascinano da oltre un decennio, in particolare dalla chiusura della discarica di Malagrotta, avvenuta senza un sistema alternativo adeguato.
In questo scenario, i Comuni della provincia di Latina assumono un ruolo particolarmente rilevante. Il territorio pontino è infatti direttamente coinvolto sia nello sviluppo impiantistico sia nelle politiche di rafforzamento della raccolta differenziata.
Negli ultimi anni, diversi Comuni della provincia hanno già compiuto passi significativi verso il miglioramento della gestione dei rifiuti, raggiungendo percentuali di raccolta differenziata spesso superiori alla media regionale. Tuttavia, la presenza di impianti e la previsione di nuove infrastrutture, come la discarica di Aprilia in località Sant’Apollonia, pone il territorio al centro del processo di chiusura del ciclo dei rifiuti.
Questa centralità comporta opportunità ma anche responsabilità. Da un lato, i Comuni pontini potranno beneficiare di investimenti regionali destinati al potenziamento della raccolta differenziata, alla realizzazione di centri di raccolta e allo sviluppo di sistemi di compostaggio. Dall’altro, alcuni territori continueranno a sostenere il peso della presenza di impianti, motivo per cui il piano prevede contributi economici specifici per supportare opere pubbliche locali e mitigare l’impatto ambientale e sociale.
In particolare, interventi come l’ammodernamento degli impianti esistenti, la trasformazione tecnologica dei siti di trattamento e la creazione di nuove linee per il recupero dei materiali rappresentano una leva fondamentale per migliorare l’efficienza complessiva del sistema anche nella provincia di Latina.
Il nuovo piano si inserisce in un quadro più ampio di finanziamenti già avviati dalla Regione Lazio attraverso il programma PR FESR Lazio 2021-2027, che mette a disposizione 60 milioni di euro per promuovere l’economia circolare.
Le risorse sono così distribuite:
* 18 milioni per il potenziamento della raccolta differenziata nei Comuni;
* 19 milioni per la realizzazione di centri di raccolta, isole ecologiche e attività di compostaggio;
* 21 milioni per l’ammodernamento e la riconversione degli impianti di trattamento;
* 9 milioni destinati ai Comuni che ospitano discariche o termovalorizzatori, come forma di compensazione e sostegno allo sviluppo locale.
Questi investimenti mirano a rendere più efficiente l’intera filiera, riducendo i costi e migliorando la qualità del servizio.
Il piano nasce in un contesto caratterizzato da una forte carenza impiantistica. Attualmente, il Lazio è costretto a esportare ogni anno circa un milione di tonnellate di rifiuti, sia indifferenziati che differenziati, verso altre regioni o all’estero.
Nel 2023, la produzione totale di rifiuti urbani è stata pari a 2,865 milioni di tonnellate, con una media di 501 kg per abitante. Il sistema evidenzia inoltre un forte squilibrio tra Roma e il resto della regione, con la Capitale in ritardo sulla raccolta differenziata rispetto agli altri territori.
Uno degli elementi più innovativi del PRGR è il superamento della divisione in cinque ambiti provinciali, sostituiti da due Ambiti Territoriali Ottimali:
* ATO 1: Lazio senza Roma (circa 2,9 milioni di abitanti);
* ATO 2: Roma Capitale (circa 2,8 milioni di abitanti).
Questa scelta consente una gestione più mirata, tenendo conto delle differenze strutturali tra i territori.
Attualmente, l’ATO 1 ha già superato gli obiettivi di legge con una raccolta differenziata del 66,5%, mentre Roma è ferma al 46,6%. Il piano punta a colmare questo divario, fissando traguardi ambiziosi.
Gli obiettivi al 2031
Il PRGR definisce uno scenario tendenziale che prevede:
* una riduzione della produzione dei rifiuti fino al 10% rispetto al 2023;
* il raggiungimento del 72,3% di raccolta differenziata a livello regionale (78% per l’ATO 1 e 68% per l’ATO 2);
* il 60% di riciclaggio effettivo entro il 2030;
* una drastica riduzione del conferimento in discarica, fino al 6% del totale.
Per raggiungere questi obiettivi, il piano punta su un forte sviluppo impiantistico. In particolare, il Lazio mira a diventare autosufficiente entro il 2028 grazie a:
* il potenziamento del polo di San Vittore nel Lazio;
* la realizzazione del nuovo termovalorizzatore di Roma (Santa Palomba), con una capacità di 600.000 tonnellate annue e produzione di energia elettrica;
* l’ampliamento e la creazione di nuove discariche per i rifiuti non pericolosi, tra cui quella prevista ad Aprilia.
Nel complesso, la capacità impiantistica prevista supera ampiamente il fabbisogno stimato, garantendo maggiore stabilità al sistema.
Un altro elemento chiave riguarda la riconversione degli impianti di trattamento meccanico (TM) in impianti meccanico-biologici (TMB), attraverso l’introduzione di tecnologie per il trattamento della frazione organica residua.
Negli ultimi anni, il sistema ha già subito importanti cambiamenti, tra chiusure dovute a incendi e nuovi avviamenti, come gli impianti di Guidonia, Castelforte e Pomezia. In prospettiva, il ruolo di questi impianti sarà ridimensionato con l’entrata in funzione del termovalorizzatore di Roma, che permetterà di trattare direttamente gran parte dei rifiuti indifferenziati.
Un settore destinato a una forte crescita è quello del trattamento della frazione organica (FORSU). Se oggi gran parte di questi rifiuti viene esportata, in futuro il Lazio sarà in grado non solo di coprire il proprio fabbisogno, ma anche di disporre di una capacità superiore, grazie agli impianti esistenti e a quelli in fase di realizzazione.
Infine, il piano introduce criteri più rigorosi per individuare le aree idonee e non idonee alla realizzazione degli impianti. Province e Città Metropolitana dovranno recepire queste indicazioni entro un anno, definendo mappe territoriali dettagliate.
Il PRGR Lazio 2026-2031 rappresenta un passaggio cruciale per il futuro della regione. Dopo anni di emergenze e soluzioni temporanee, l’obiettivo è costruire un sistema moderno, efficiente e autosufficiente.
In questo percorso, territori come la provincia di Latina saranno protagonisti, chiamati a contribuire concretamente alla transizione verso un modello di economia circolare più sostenibile ed equilibrato.