Riclassificazione del contratto di una utente di Formia, Acqualatina sotto accusa

FORMIA – Il censimento e la verifica delle utenze avviati da Acqualatina spa, anche attraverso la società incaricata “Municipia spa”, stanno sollevando seri interrogativi sulle modalità con cui vengono controllati e riclassificati i contratti degli utenti. A denunciarlo è la segretaria comunale di Formia e del sud pontino di Sinistra Italiana, Alessandra Ciccolella, che ha esaminato diversi casi, uno dei quali è quello che avuto per sfortunata protagonista una donna residente a Formia da circa 30 anni. Ha ricevuto una fattura superiore a 4000 euro, importo derivante dalla riclassificazione dell’utenza da domestica residente a domestica non residente e dal conseguente ricalcolo dei consumi relativi agli ultimi cinque anni. L’utente ha presentato tempestivamente un reclamo, corredato dalla documentazione relativa alla propria posizione. Non avendo ricevuto alcun riscontro, è stata costretta ad avviare la procedura di conciliazione prevista presso l’Arera, l’Autorità nazionale di regolazione delle risorse idriche ed elettroniche, sostenendo anche costi per l’assistenza legale.

Per la dirigente di Sinistra Italiana la vicenda appare “particolarmente grave perché il gestore avrebbe potuto verificare preventivamente la situazione dell’utenza, anche richiedendo all’interessata chiarimenti o documentazione prima di procedere alla riclassificazione e all’emissione di una fattura di importo così elevato”. Alessandra Ciccolella ha lanciato un monito all’ente gestore, quello di “assicurare trasparenza, correttezza e tempestività, anche nelle attività svolte tramite soggetti terzi. Una riclassificazione non adeguatamente verificata può infatti determinare richieste economiche non dovute, di migliaia di euro e imporre agli utenti l’onere di attivare reclami e procedure di conciliazione. Ben vengano censimenti e controlli finalizzati al corretto inquadramento delle utenze.

Queste attività, tuttavia, devono essere accompagnate – specifica la dirigente di Formia e del Golfo di “Si” – da criteri trasparenti, verifiche puntuali e adeguate garanzie procedurali, affinché i cittadini non siano esposti a richieste unilaterali, potenzialmente non dovute o a maxi-conguagli non preceduti da un effettivo contraddittorio. Non si tratta di una semplice questione burocratica. Dietro una bolletta di oltre 4.000 euro vi sono una persona e una famiglia chiamate ad affrontare preoccupazioni, adempimenti e costi che potrebbero non essere rimborsati neppure in caso di rettifica”.

Sulla vicenda è quindi necessario “fare piena chiarezza. Acqualatina e Municipia Spa – secondo Ciccolella – hanno l’obbligo di illustrare pubblicamente i criteri adottati per il censimento e la riclassificazione delle utenze, le modalità di verifica dei dati e le garanzie previste per gli utenti, prima di ogni provvedimento di modifica. I cittadini devono essere ascoltati e, in presenza di possibili anomalie, preventivamente informati e messi nelle condizioni di chiarire la propria posizione prima dell’emissione di richieste economiche rilevanti. Una tutela ancora più necessaria quando si tratta dell’accesso a un bene comune essenziale come l’acqua” – ha concluso la dirigente di Sinistra Italiana.