MINTURNO – Tanto tuonò che alla fine… piovve. Dopo diversi mesi di estenuante attesa, la richiesta del sindaco di Minturno ed ex presidente della Provincia Gerardo Stefanelli di tornare nel Partito Democratico è stata accolta. Il classico “semaforo verde” è stato acceso ufficialmente sui social dal segretario provinciale dei Dem Omar Sarubbo. Ha contribuito a risolvere un caso che stavo conoscendo anche significativi risolti a carattere nazionale dopo che il leader dell’ultima forza politica (Italia Viva) cui aveva aderito Stefanelli, l’ex premier Matteo Renzi, per risentimento aveva chiesto alla segretaria nazionale dello stesso Pd, Elly Schlein, di bloccare questo naturale ritorno nel Pd di Stefanelli attraverso il segretario regionale del partito Daniele Leodori
Che Stefanelli sia tornato nel recinto in cui era approdato dopo la positiva esperienza, politica ed umana, dell’Udc del compianto Senatore ed ex sindaco di Formia Michele Forte lo ha certificato martedì lo stesso segretario provinciale del Pd…“sentito il segretario regionale, Daniele Leodori“. Un ruolo importante in questa vicenda l’ha svolto lo stesso Sarubbo che, assente alla conferenza stampa di Stefanelli in cui aveva annunciato la “decisa volontà” di “dare una mano alla causa riformista in provincia di Latina, aveva dovuto chiedere ai vertici regionali di Pd di rompere gli indugi e di dare una conseguente risposta ad uno dei migliori top-player, sul piano amministrativo, in carica sul territorio pontino. Sia Stefanelli che lo stesso Sarubbo hanno dovuto attendere diversi mesi per certificare questo ritorno: “Sentito il Segretario Regionale Daniele Leodori, che mi ha confermato l’avvenuto rilascio del nulla osta da parte del Partito Democratico Nazionale all’adesione di Gerardo Stefanelli, comunico quanto segue“.
Il sindaco di Minturno, un tempo fedelissimo sul territorio del Golfo dell’ex segretario provinciale del Pd ed ex Senatore Claudio Moscardelli, potrebbe ora rafforzare su scala provinciale la componente di Area Dem anche se l’interessato, da buon democristiano, stoppa ogni ipotesi per una possibile sua nuova collocazione. Lo fa giurando fedeltà al consigliere regionale pontino del Pd Salvatore La Penna – “è stato sempre vicino ai problemi di Minturno”- e ai segretari regionale e provinciale, Daniele Leodori, “che mi ha messo nella condizione di tornare a mettere a disposizione del Pd la mia esperienza”, e Omar Sarubbo “che, come il sottoscritto, si è fermato e ha atteso questo ritorno”.
Il Pd ha deciso di imbarcare uno dei migliori sindaci in carica sul territorio pontino che, dopo il diniego di Forza Italia a candidarlo per il secondo mandato (anche se a tempo determinato) a presidente della Provincia, deve trovarsi una nuova collocazione in prospettiva della conclusione, nella primavera del 2027, del secondo mandato alla guida del comune di Minturno. Stefanelli commenta con fastidio una sua possibile corsa alle politiche del prossimo anno o alle regionali del febbraio 2028 ma intanto ha incassato il pesante endorsement di Sarubbo. “Rivolgo un caloroso benvenuto a Gerardo Stefanelli nella nostra comunità politica. L’ufficializzazione della sua iscrizione rappresenta un passaggio importante – ha osservato – frutto di un percorso di condivisione consolidato sul campo in questi anni di governo insieme nel Comune di Minturno e in Provincia.
Gerardo porta con sé una significativa esperienza politica e amministrativa e una conoscenza del territorio che siamo certi saprà mettere a disposizione del lavoro comune“. Stefanelli ha capito da tempo di non poter intaccare gli attuali equilibri provinciali all’interno del Pd ma lavorerà sotto traccia per essere incisivo nella scelta del candidato a sindaco del fronte progressista in alcuni, quelli del sud pontino, dei 18 comuni che la prossima primavera eleggeranno le rispettive guide. I più importanti sono Formia, Gaeta e Minturno. L’unica realtà territoriale in cui il Pd è al governo, anche se con una più recalcitrante Forza Italia, è proprio quella di Minturno.
Stefanelli nel Pd a pieno titolo significherà tanto nella scelta del suo successore che, a questo punto, potrebbe (con assoluto e pieno merito) non essere che la sua attuale “vice” Elisa Venturo. A Gaeta il ritorno di Stefanelli nel Pd è stato auspicato a più riprese sui social dall’attuale capogruppo Dem Emiliano Scinicariello che, dopo la discesa in campo del giovanissimo dirigente del Movimento Cinque Stelle Simone Avico, potrebbe essere lui a settembre ad essere investito della candidatura a guidare un campo che al momento è tutt’altro che largo. Il ritorno di “Gerry on the road” nel Pd potrebbe incidere tanto anche nella scelta del candidato sindaco del fronte progressista. Stefanelli intrattiene da anni buoni se non ottimi rapporti, personali e politici, con il quattro volte volte sindaco di Formia Sandro Bartolomeo, l’espressione della componente riformista del Pd che dal 2021 chiede di allargare il campo largo a forze civiche e centriste. Alle amministrative di cinque anni il Pd si spaccò, il suo segretario dell’epoca Luca Magliozzi fu protagonista di un interessante exploit personale ma in consiglio il Pd approdò con soli due suoi esponenti: il candidato sindaco ed il consigliere Alessandro Carta.
L’altro Pd, quello riconducibile all’ex sindaco Bartolomeo, sostenne la coalizione guidata dall’infettivologo Amato La Mura che perse il ballottaggio con l’attuale primo cittadino per la miseria di 38 voti. La Mura era il candidato espressione di una Lega molto annacquata nella quale ha deciso di non farvi mai parte il sindaco di Minturno nonostante arrivasse dall’esperienza partitica dello stesso La Mura: l’Udc dell’ex sindaco Forte. La ripresa dell’attività politico-amministrativa a settembre potrebbe offrire risposte a questi possibili ricongiungimenti o verificare la possibilità che il Pd, pur di tornare a conquistare il Comune (dopo 13 lunghi anni), si affidi ad un autorevole rappresentante del mondo delle professioni e della società civile (l’avvocato Luca Scipione), l’unico che al momento è in grado di competere con il sindaco in carica Gianluca Taddeo. Ma devono crederci in primis il Pd formiano e lo stesso Gerardo Stefanelli per evitare di continuare ad esercitare un inutile esercizio di mera rappresentanza politica. O almeno..