Pesca e acquacoltura, dalla Regione Lazio oltre 2,3 milioni contro il caro costi

REGIONE LAZIO – Indennizzi fino a 80mila euro per ciascuna imbarcazione da pesca e fino a 360mila euro per le imprese acquicole. La Regione Lazio interviene a sostegno del comparto per compensare l’aumento dei costi di produzione provocato dalla crisi internazionale e dal protrarsi delle tensioni in Medio Oriente.

I rincari delle materie prime, dell’energia e dei carburanti stanno infatti incidendo pesantemente sui bilanci delle marinerie regionali e delle aziende impegnate nell’acquacoltura, comprese quelle operative lungo la costa pontina.

Per fronteggiare le difficoltà del settore, la Direzione regionale Agricoltura e Sovranità alimentare, Caccia e Pesca, Foreste ha approvato un avviso pubblico per la concessione di contributi a fondo perduto. Il provvedimento è stato adottato con la determinazione G10874 del 31 luglio 2026, pubblicata il 4 agosto sul Bollettino ufficiale della Regione Lazio.

L’iniziativa rientra nell’intervento 222507 del Programma nazionale Feampa 2021-2027 e prevede indennizzi calcolati su base mensile attraverso il sistema dei costi standard unitari, approvato a livello nazionale ed europeo. L’obiettivo è compensare l’incremento straordinario delle spese sostenute dalle imprese per proseguire le proprie attività.

Sono considerate ammissibili le spese riferite al periodo compreso tra il 28 febbraio e il 31 dicembre 2026, per un totale di 307 giorni. Il contributo potrà coprire fino al 100 per cento dei costi riconosciuti e sarà cumulabile con altre agevolazioni, purché non venga superato l’importo della spesa effettivamente sostenuta.

La dotazione iniziale dell’avviso ammonta a 177.262 euro. La Regione ha però già avviato l’adeguamento del piano finanziario, che dovrebbe portare le risorse complessive a 2.307.212,28 euro. Di questa somma, oltre 1,15 milioni proverranno da fondi dell’Unione europea.

Potranno presentare domanda le micro, piccole e medie imprese attive nella pesca marittima, nella pesca professionale nelle acque interne e nell’acquacoltura, purché operanti nel territorio regionale.

Le manifestazioni di interesse, valide sia come richiesta di sostegno sia come domanda di pagamento relativa al primo periodo, dovranno essere trasmesse entro il 7 settembre 2026. L’invio sarà possibile esclusivamente tramite posta elettronica certificata all’Area decentrata Agricoltura competente: Lazio Sud per le province di Latina e Frosinone, Lazio Centro per Roma e Lazio Nord per Viterbo e Rieti.

A evidenziare la rilevanza del provvedimento è il consigliere regionale Cosmo Mitrano. «La crisi in Medio Oriente si è fatta sentire forte e chiara anche sui costi di produzione delle nostre marinerie e delle imprese acquicole – afferma –. Come amministrazione Rocca abbiamo deciso di intervenire concretamente, offrendo una risposta tempestiva e semplificata capace di garantire respiro finanziario a un settore di vitale importanza».

«Non lasciamo soli i lavoratori del mare – prosegue Mitrano –. Questo intervento conferma l’attenzione della Regione Lazio verso un comparto strategico per l’economia costiera e per la sicurezza alimentare, in una fase difficile segnata dagli effetti delle tensioni internazionali sui mercati».

Il provvedimento punta così a salvaguardare la competitività della flotta peschereccia laziale e della filiera dell’acquacoltura, sostenendo al tempo stesso le attività economiche e i livelli occupazionali legati alla blue economy regionale.