LATINA – Venti piccole tartarughe hanno già lasciato il nido e si preparano a compiere il loro primo viaggio verso il mare. È iniziata così, nella notte, la nuova schiusa sul litorale di Latina, nell’area a nord di Capoportiere, dove anche quest’anno una Caretta caretta ha scelto la spiaggia per deporre le proprie uova.
Le prime 20 tartarughine raggiungeranno il mare al tramonto, mentre sotto la sabbia rimangono ancora le altre uova del nido. Nei prossimi giorni, dunque, potrebbero arrivare nuove nascite, in un appuntamento che ormai è diventato una sorta di tradizione dell’estate sul litorale pontino e che richiama ogni anno cittadini, turisti e curiosi.
Non è un episodio isolato. Quello di quest’anno è infatti il quarto anno consecutivo di nidificazione della Caretta caretta sulla spiaggia di Latina, una continuità che conferma il ruolo assunto dal tratto di costa di Capoportiere come area frequentata dalla specie.
I numeri degli ultimi anni raccontano una storia particolarmente significativa. Nel 2024, sul lungomare di Latina, erano nate 82 tartarughine da 89 uova. Le prime 73 erano uscite spontaneamente dal nido, mentre altre nove erano state individuate vive durante le operazioni condotte dai ricercatori della rete regionale TartaLazio.
L’anno scorso, invece, la nuova deposizione aveva portato alla realizzazione di un nido con 97 uova. La tartaruga era stata notata da una passante mentre risaliva la spiaggia e la segnalazione aveva consentito alla Capitaneria di Porto e ai ricercatori di TartaLazio di intervenire rapidamente. Il nido, inizialmente troppo vicino alla battigia, era stato trasferito in una posizione più sicura nei pressi di Capoportiere.
Nel 2025, secondo i dati diffusi dal Comune, furono 82 le piccole Caretta caretta nate sul litorale di Latina, mentre l’anno precedente erano state 59 secondo il dato allora comunicato dall’amministrazione.
La presenza sempre più ricorrente dei nidi non riguarda, del resto, soltanto Latina. Nel 2025 anche il litorale di San Felice Circeo era stato scelto per una deposizione particolarmente consistente: 140 uova, nel primo nido di Caretta caretta individuato quell’anno nel Lazio.
Anche questa volta la zona del nido è stata delimitata per evitare che le attività sulla spiaggia possano interferire con la schiusa. Il Comune ha inoltre chiesto ad Abc di non utilizzare i mezzi nell’area interessata.
A seguire le operazioni è la rete regionale TartaLazio, che monitora il nido e accompagna le fasi della schiusa fino alla liberazione dei piccoli. La protezione del sito è fondamentale soprattutto nelle ore che precedono l’uscita delle tartarughine, quando la presenza di persone, luci o mezzi sulla spiaggia potrebbe creare interferenze.
L’invito, dunque, è a osservare l’evento mantenendo la necessaria distanza e senza disturbare gli animali. La raccomandazione vale anche per eventuali avvistamenti di tartarughe adulte che dovessero raggiungere la spiaggia per nuove deposizioni.
La prima ventina di tartarughine nate questa notte rappresenta soltanto l’inizio. Sotto la sabbia il nido conserva ancora le altre uova e resta quindi l’attesa per le prossime schiuse.
Come accaduto negli anni passati, il momento più suggestivo sarà quello della liberazione: le piccole Caretta caretta verranno accompagnate verso il mare al tramonto, quando le condizioni sono più favorevoli per il loro ingresso in acqua.
«È una notizia che ci riempie di gioia e di orgoglio», ha commentato la sindaca Matilde Celentano, sottolineando come la presenza delle tartarughe per il quarto anno consecutivo rappresenti un riconoscimento del valore naturalistico del litorale.
E mentre Latina si prepara ad assistere a una nuova serata di nascite, la spiaggia di Capoportiere torna a raccontare una storia che si ripete: quella di una specie protetta che continua a tornare sulla costa pontina per affidare alla sabbia la propria nuova generazione. Un appuntamento naturale che, anno dopo anno, è diventato anche un’occasione per ricordare quanto la tutela degli ecosistemi costieri dipenda dai comportamenti quotidiani di chi quelle spiagge le vive.
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