Terracina / “Pipernesi tutti appesi”, scritta offensiva sul ponte di Porto Badino: la reazione di Priverno

TERRACINA / PRIVERNO – Una scritta offensiva contro l’intera comunità di Priverno è comparsa sul ponte che attraversa il canale di Porto Badino, nel territorio di Terracina. “Pipernesi tutti appesi”, si legge a caratteri neri sulla struttura, utilizzando l’antica denominazione dialettale degli abitanti del centro lepino. Un gesto anonimo che, dopo la diffusione della fotografia sui social network, ha suscitato numerose reazioni di indignazione, accompagnate anche dall’ironia con la quale molti privernesi hanno scelto di rispondere alla provocazione.

A pubblicare l’immagine è stato un utente della seguita pagina Facebook “Scrivi al sindaco di Priverno”. Nel post, l’autore ha commentato sarcasticamente anche le modalità con le quali sarebbe stata realizzata la scritta, considerando la sua posizione sul ponte e i rischi che l’ignoto responsabile potrebbe avere corso per tracciarla.

«Un ignoto artista – si legge nel messaggio – ha lasciato sul ponte una delicata dedica alla comunità: “Privernesi tutti appesi”. Un’opera realizzata con non pochi rischi: per scriverla al contrario pare sia stato necessario infilarsi sotto le protezioni del ponte oppure sporgersi pericolosamente, reggendosi con una sola mano».

La replica prosegue mantenendo lo stesso tono: «Noi, però, siamo un popolo che per così poco non si offende. Anzi, brindiamo alla salute dell’artista, augurandogli che la prossima volta possa cadere dal ponte per concedersi un bel bagno salutare, rinfrescante e purificatore».

La fotografia ha rapidamente richiamato l’attenzione degli utenti e generato una lunga serie di commenti. Alla discussione è intervenuta anche la sindaca di Priverno, Anna Maria Bilancia, che ha condannato sia il contenuto della frase sia l’imbrattamento della struttura, invitando nello stesso tempo il suo autore a manifestare apertamente le ragioni di un simile risentimento.

«Mi piacerebbe tanto conoscere questa persona – ha scritto la prima cittadina – per sapere cos’è che di noi la disturba tanto da fargli imbrattare un ponte. Potremmo capire il perché e riparare, nel caso avessimo commesso un torto. Altrimenti, qui l’unico ad avere torto marcio è lui, perché ha augurato una brutta fine a un’intera comunità, e quindi anche ad anziani e bambini, e ha vandalizzato un ponte».

Bilancia ha poi sottolineato la differenza tra l’avere il coraggio di sostenere apertamente le proprie ragioni e l’affidare un’offesa all’anonimato di una scritta: «Se avesse avuto coraggio, coraggio vero, non quello di sporgersi da una balaustra per scrivere offese su un ponte, avrebbe affrontato chi o coloro i quali hanno provocato i suoi brutti sentimenti».

La sindaca ha quindi rivendicato la storia e il senso di appartenenza della comunità privernate: «Il popolo privernese ha origini antiche e importanti; è un popolo che, pur tra mille differenze e difetti, è unito e orgoglioso della propria identità. Non saranno certo le offese di chi non ha neppure il coraggio di esporsi a minarne lo spirito, la coesione e la fierezza. Io, comunque, sono pronta ad ascoltare. Magari ricuciamo questo strappo».

Accanto all’indignazione, molti hanno scelto di ridimensionare la provocazione ricorrendo all’ironia e persino correggendo la frase dal punto di vista dialettale. «“Pipernisi tutti appisi”, se proprio vogliamo scriverla bene», ha osservato un utente, domandandosi cosa possa essere accaduto all’autore per indurlo a prendersela con un’intera città.

Non sono mancate ipotesi scherzose sulle possibili ragioni del gesto, da un presunto torto sentimentale a una disputa per un posto barca. Commenti che, al di là delle battute, testimoniano la volontà della comunità di non lasciarsi intimidire da una frase anonima. Resta, tuttavia, la gravità di un atto che associa un’offesa collettiva all’imbrattamento di un’infrastruttura pubblica e che ora pone anche il problema della cancellazione della scritta.