Stadio Riciniello ed Ex Avir, per Scinicariello le determine di affidamento sono da revocare

GAETA – Nuovo fronte aperto dal consigliere comunale del Partito Democratico Emiliano Scinicariello sulla gestione degli incarichi professionali affidati dal Comune. Questa volta nel mirino finiscono due determinazioni del Dipartimento ISAT, la numero 913 e la numero 914 del 15 settembre 2026, relative alla progettazione di due interventi destinati a incidere su altrettante aree strategiche della città: l’ex AVIR , l’area dell’ex Riciniello, il piazzale dell’ex stazione di Gaeta

Scinicariello ha inviato una lettera alla Segretaria generale del Comune di Gaeta, chiedendo di verificare la correttezza delle procedure adottate e, qualora venissero confermati i rilievi sollevati, di procedere alla revoca dei due provvedimenti. Il primo incarico, relativo alla “Riqualificazione e rigenerazione urbana dell’area ex AVIR ed ex piazzale”, è stato affidato all’architetto Massimo Sarnataro, di Castel Volturno. Il secondo, riguardante la “Valorizzazione area ex Riciniello e delocalizzazione campo sportivo comunale”, è stato affidato all’architetto Maurizio Mastroianni, di Arpino. Entrambi gli affidamenti sono di poco inferiori ai 140mila euro, a cui vanno aggiunti Iva ed altre voci previste dalla legge.

È proprio sulla modalità di affidamento che si concentra l’iniziativa del consigliere dem. I due incarichi sono stati affidati mediante affidamento diretto, ai sensi dell’articolo 50, comma 1, lettera b), del D.Lgs. 36/2023. Ma nei provvedimenti, osserva Scinicariello, non si fa riferimento soltanto alla redazione del Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica.

Gli atti prevedono infatti la possibilità di estendere successivamente l’incarico alla progettazione esecutiva, in caso di ottenimento del finanziamento, oltre che alla direzione dei lavori e al coordinamento della sicurezza in fase di progettazione. Ed è proprio questo passaggio che, secondo il consigliere, meriterebbe una verifica.

La domanda posta alla Segretaria generale è sostanzialmente questa: per determinare la procedura di affidamento era sufficiente considerare gli importi del solo PFTE oppure occorreva prendere in considerazione anche il valore delle ulteriori prestazioni già contemplate nei provvedimenti?

Scinicariello richiama quindi nella sua lettera l’articolo 14, comma 4, del Codice dei contratti pubblici, secondo il quale il valore stimato dell’appalto deve essere calcolato considerando l’importo totale pagabile e anche l’importo massimo delle eventuali opzioni o rinnovi espressamente stabiliti.

Il consigliere cita inoltre il Comunicato del Presidente ANAC del 10 luglio 2024, nel quale l’Autorità ha affrontato proprio il tema della corretta determinazione del valore degli incarichi professionali connessi alla realizzazione di un’opera.

Il principio richiamato è quello secondo cui, quando l’esigenza complessiva dell’opera è già nota, non sarebbe possibile frazionare artificiosamente le prestazioni allo scopo di mantenere il singolo affidamento al di sotto della soglia prevista per l’affidamento diretto.

Partendo da questa impostazione, Scinicariello sostiene che i quasi 140mila euro previsti per ognuno dei due singoli PFTE potrebbero non rappresentare il valore complessivo da prendere in considerazione se alle prestazioni iniziali dovessero aggiungersi quelle relative alla progettazione esecutiva, alla direzione dei lavori e al coordinamento della sicurezza.

Il consigliere ritiene quindi necessario verificare se il valore complessivo dei servizi superi la soglia prevista per l’affidamento diretto e se, conseguentemente, fosse necessario ricorrere a una diversa procedura di scelta del contraente.

Nella lettera viene richiamata, come alternativa da attuare, la procedura negoziata senza bando prevista dal codice degli appalti, previa consultazione di almeno cinque operatori economici, ove esistenti, per gli affidamenti rientranti nella relativa fascia di valore. Di qui la richiesta alla Segretaria generale di intervenire in qualità di responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza e di procedere alle necessarie verifiche.

In tutti i casi la richiesta non ammette repliche: Se le determine 913 e 914 non saranno revocate il consigliere annuncia che “anche in questo caso” si rivolgerà all’Anac.