Pedemontana, chiesta al Tar la sospensione della valutazione di impatto ambientale

Passa attraverso la sezione di Latina del Tar il futuro del nuovo progetto – si fa per dire – per la realizzazione della strada Pedemontana di Formia. Non pochi cittadini privati – residenti e titolari di alcune attività economico-produttive insistenti lungo il progettato tracciato dell’arteria viaria -hanno impugnato davanti il primo grado della magistratura amministrativa, chiedendo una preventiva sospensione cautelare, il provvedimento che approva la Valutazione di Impatto Ambientale, propedeutico alla dichiarazione di esecutività del progetto che c’è stata nei mesi scorsi, nel marzo 2026. I ricorrenti chiedono l’annullamento della “Via” perché – a loro dire -carente della valutazione preliminare di alcuni punti che potrebbero incidere sull’impatto ambientale e la cui disamina è stata rinviata ad una fase successiva.

Su questo viene contestata la illegittimità e nel ricorso si fa cenno ad un caso analogo valutato per un’opera pubblica promosso e soprattutto finanziato dalla Regione Toscana. Il ricorso su cui è attesa la valutazione del Tar fa leva essenzialmente su tre punti cardine: la protezione della sorgente Mazzoccolo che potrebbe essere danneggiata dal passaggio, molto vicino, del tracciato; la tutela di un inestimabile sito archeologico come la tomba di Cicerone che sulla strada Appia si trova a 210 metri dal percorso della Pedemontana e la valutazione degli espianti di olivi che si trovano attualmente all’inizio del tracciato e che sono parte integrante del paesaggio oltre a rappresentare un esempio di piante e habitat autoctoni tipici del comprensorio.

I ricorrenti cosa chiedono al Tar? La riapertura della procedura di valutazione perché quelle criticità, di cui sono ricche il ricorso oggetto di esame, “dovrebbero essere analizzate prima e non dopo, a ridosso dell’apertura del cantiere perché potrebbe essere troppo tardi e ciò potrebbe persino portare ad un ritardo o addirittura al blocco dei lavori”. L’esame del ricorso da parte riguarda un progetto avente una valenza nazionale: la strada Pedemontana ora una nuova e più reclamizzata denominazione. E’ stata ribattezzata “Variante di attraversamento della città di Formia”, è inserita nell’accordo di programma MIT-Anas dal 2016 e dispone di un finanziamento 79,25 milioni di euro, ma il costo complessivo supera i 532 milioni. Intanto alcune risorse pubbliche sono state impegnate e spese: 9 milioni è costata la progettazione che potrebbe diventare improvvisamente carta straccia se – come detto – il Tar dovesse accogliere già con una sospensione i rilievi dei firmatari del ricorso.

Il Ministero delle Infrastrutture però ha fretta e ha nominato un commissario straordinario. Il pronunciamento dei giudici amministrativi potrebbe riaprire la partita producendo un inevitabile slittamento dei tempi, a tutela dei siti di rilevanza storica e ambientale. I tempi stimati in caso di accoglimento del ricorso? Rifare la procedura della “Via” richiederebbe almeno altri sei mesi e possibili ulteriori raccomandazioni in grado di far lievitare i costi della strada…..che – come detto – supera i 532 milioni. Quando la strada costava molto di meno di oggi e la politica formiana (lato centro destra), non dando seguito ad un progetto già esecutivo, commise l’errore più grave che Formia e l’intero Golfo non avrebbero mai meritato di subire.